Pubblicato in: Banche Centrali, Unione Europea

Italia. La battaglia dei Btp. Quotazioni in calo, rendimento in crescita.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-16.

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La giornata borsistica di oggi dovrebbe essere maieutica.

Non abbiamo la più pallida idea se quanto accaduto oggi 16 maggio sia stato un assestamento borsistico, oppure un warning, oppure ancora un qualche movimento destinato a consolidarsi nel tempo.

Italia. Fate i gioppini, bambini, che i mercati vi fan cik ciak sul culetto.

Di certo le borse straniere hanno avuto giornata tranquilla: è stata solo la borsa di Milano ad avere dei triboli.

Il Ftse Mib ha perso il -2.32%,, ma soprattutto i Btp sono stati oggetto di vendite cospicue.

Non molti anni or sono i mercati avevano reagito in modo coordinato sì da far persino cadere un governo in carica: non è detto che si ripetano per modulare quello attualmente in corso di gestazione. Gestazione che potrebbe anche terminare con un aborto e rinvio ad elezioni anticipate.

Guardate però con attenzione la tabella sottostante, ove i titoli di stato sono stati ordinati in ordine decrescente sul rendimento.

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Già ben cinque Btp presentano rendimenti superiori al 4%, otto superiori al 3%, e quindici superiori al 2%. Solo i titoli prossimi alla scadenza presentano tassi di interesse negativo.

Pensiamoci bene: il tre per cento è ad oggi un gran bell’interesse. Peccato che sia a carico del Contribuente.

Se questa tendenza dovesse consolidarsi nel tempo, ed usiamo sia il tempo condizionale sia un verbo ausiliare di potenzialità, l’Italia sarà presto costretta sia a pagare cifre sempre maggiori di interessi passivi sui titoli di stato, sia ad abbassare i prezzi di vendita dei titoli nuovi o di rinnovo.

Con un conto grossolano, ma che rende bene l’idea, una variazione dell’uno per cento del tasso di interesse sui 2,300 miliardi di debito sovrano corrisponderebbe a ventitre miliardi in più di interessi.

Signori: la pacchia sembrerebbe essere finita. E gli anni sprecati non ritornano.

*

Bene,

Adesso pensate a quanto si è svalutato il gruzzolo faticosamente accumulato: mica è detto che non lo si debba vendere per far fronte ad una qualche emergenza. La iella è sempre in agguato.

Dopo che avete fatto un po’ di conti, valutate bene se avete votato un partito che riduce gli interessi, oppure uno che li lascia crescere. Nel primo caso sarete almeno tranquilli con voi stessi, nel secondo caso potete sbattere la testa contro il muro, che tanto il guaio è stato fatto.

 

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