Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Partito Democratico. Come lo vorrebbero gli Elettori.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-05-15.

2018-05-14__partito_Democratico__001

Il 4 marzo le elezioni politiche hanno stabilito la débâcle del partito democratico, che è crollato a poco più del 17% dell’Elettorato, restando così penalizzato dalla legge elettorale Rosatellum, proprio da lui voluta e varata.

Se questo è il dato di fatto incontrovertibile, le interpretazioni possono essere molteplici, ciascuna delle quali metterebbe in luce un particolare aspetto.

Ma forse più che i commenti dei politologi potrebbe essere di interesse la percezione che ne hanno gli Elettori che lo hanno votato.

Ben il 66.9% degli Elettori avrebbe voluto vedere il partito democratico maggiormente esposto su tesi politiche di ‘sinistra’. Se solo l’11.3% lo vedrebbe meglio indirizzato al centro, uno scarno 1.2% lo vedrebbe voltato maggiormente a destra.

Questi risultati sono meglio dettagliati dal secondo riquadro.

2018-05-14__partito_Democratico__002

Se il 26.8% addita la sconfitta all’aver perso contatto con le fasce più deboli della popolazione, un 19.4% degli Elettori individua l’aver tradito i valori della sua storia a causa secca di sconfitta. Sommati, sono un 46.2% di Elettori che reclamano un partito che sia ritornato alla sua tradizione politica e sociale.

*

Questi dati dovrebbero dar molto cui pensare.

Se il partito democratico tentasse una evoluzione verso una forma socialdemocratica perderebbe una buona metà del suo già scarno elettorato.

Se invece il pd ritornasse alle sue origini si condannerebbe ad un isolamento politico: nessuna forza politica potrebbe, o vorrebbe, trattare con lui.

Una ultima prospettiva potrebbe essere quella di cercare di imitare quanto fatto da Mr Macron in Francia, dando vita ad un nuovo partito.

In ogni caso, si dovrebbe tener conto di un

«elettorato disorientato e stufo di anni di liti di condominio»


Termometro Politico. 2048-05-12. Sondaggi politici index: il Pd? Per gli italiani deve essere più di sinistra.

Il Pd del futuro? Deve essere più di sinistra. Lo sostiene il 66,9% degli intervistati in un sondaggio Index Research andato in onda su Piazza Pulita.

Gli italiani sembrano sostenere la tesi di chi nei mesi passati ha lasciato il partito in contrasto con la linea di Renzi, troppo appiattita verso il centro. Un’autocritica molto sentita anche da alcuni dirigenti della minoranza dem. Non è un caso che profili come Gianni Cuperlo o Andrea Orlando abbiano più volte ribadito di tornare a «fare cose di sinistra».

In molti temono infatti le manovre sotterranee dell’ex segretario. I maligni vociferano di un Renzi intenzionato a trasformare il Pd in una En Marche italiana. Bisogna però vedere che margini di manovra potrà avere un’operazione del genere nel partito. E soprattutto che ripercussioni avrà su un elettorato disorientato e stufo di anni di liti di condominio?

Renzi viene infatti considerato da una buona fetta di militanti dem (21,6%) come una delle cause che ha portato il Pd a perdere le elezioni del 4 marzo. Per la maggioranza relativa degli elettori Pd, il motivo della sconfitta coinvolge però tutto il partito: il 26,8% accusa il Nazareno di aver perso il contatto con le fasce più deboli della popolazione. Contatto che invece è riuscito ad instaurare il M5S, raccogliendo consensi tra la base dem.

Proprio il M5S ora è l’indiziato principale a formare un governo. Ieri, terminata la prima giornata del secondo giro di consultazioni al Quirinale, Di Maio ha ribadito che la posizione dei Cinque Stelle è la stessa dei giorni scorsi: sì alla Lega senza Berlusconi, sì al Pd derenzizzato. Ma che cosa vorrebbero gli italiani? Secondo il sondaggio Index Research, il governo M5S-Lega è il più apprezzato dalla maggioranza relativa degli intervistati (28,1%, in crescita dello 0,2% rispetto ad una settimana fa). Ma avanza (+0,4%) una seconda opzione che ogni giorno che passa si fa più concreta: quella di indire nuove elezioni il prima possibile.

Annunci