Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Sistemi Politici

Italia. Radiografia dei Contribuenti. – Ministero Economia.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-11.

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Il Ministero Economia e Finanza – Dipartimento delle Finanze, ha rilasciato il documento:

Statistiche Sulle Dichiarazioni Fiscali. Analisi Dei Dati Irpef. Anno D’imposta 2016.

Nel 2016 sono state presentate 40,872,080 dichiarazioni, delle quali 20,181,974 Modello 730 e 10,853,388 Modello Cu.

«Il reddito complessivo ammonta a circa 843 miliardi di euro per un valore medio di 20.940 euro (+1,2% rispetto al 2015). Si sottolinea che nel 2016 trova nuovamente applicazione la tassazione agevolata del 10% dei premi di produttività (sospesa nel 2015) che pertanto non concorrono alla formazione del reddito complessivo. Se si considera anche tale voce nel calcolo del reddito complessivo medio si assiste ad una variazione del +1,4% rispetto all’anno precedente. L’analisi territoriale mostra che la regione con reddito medio complessivo9 più elevato è la Lombardia (24.750 euro), seguita dalla provincia di Bolzano (23.450 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso (14.950 euro).»

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«Le tipologie di reddito maggiormente dichiarate, sia in termini di frequenza sia di ammontare, sono quelle relative al lavoro dipendente (52,0% del reddito complessivo) ed alle pensioni (29,8% del reddito complessivo).

Il reddito da lavoro dipendente è pari a 438 miliardi di euro. In esso sono compresi anche:

– i compensi relativi a collaborazioni coordinate e continuative, compresi i collaboratori a progetto, che, da fonte CU/2017, risultano interessare oltre 812.000 soggetti e che costituiscono il 4,4% dell’ammontare complessivo del reddito da lavoro dipendente;

– i sussidi10 e le prestazioni di previdenza complementare11;

– i redditi percepiti da soci di cooperative sociali, che, a decorrere dal 2016, sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente (735 soggetti per un ammontare di 13,6 milioni di euro);

– la quota di TFR liquidata mensilmente come parte integrante della retribuzione (Quir – quota integrativa della retribuzione);»

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«Soffermandosi invece sui valori medi dei diversi tipi di reddito dichiarato, il grafico ‘valori medi dei redditi soggetti a tassazione ordinaria’ consente un confronto dei valori ed una comparazione temporale.

Rispetto al valore medio del reddito complessivo (pari a 20.940 euro), il reddito medio da pensione (pari a 17.170 euro) è inferiore del 18,0% mentre quello da lavoro dipendente (pari a 20.680 euro) è in linea, tenuto conto che quest’anno è stata reintrodotta la tassazione agevolata dei premi di produttività.

Analizzando i lavoratori dipendenti in base al tipo di contratto di lavoro, emerge che, se si considerano i soggetti con contratto a tempo indeterminato (pari a 16,1 milioni, +0,1% rispetto al 2015), il reddito medio è pari a 23.476 euro (+1,8% rispetto all’anno precedente), mentre coloro che hanno esclusivamente contratti a tempo determinato (pari a 5,1 milioni, +6,1% rispetto al 2015) hanno un reddito medio di 9.600 euro (-0,3% rispetto all’anno precedente).

Il reddito medio d’impresa, considerando sia i soggetti in contabilità ordinaria sia quelli in contabilità semplificata, è pari a 21.080 euro, +0,7% rispetto al reddito complessivo medio mentre quello da lavoro autonomo (41.740 euro) è quasi il doppio.»

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«I soggetti che dichiarano un’imposta netta Irpef sono 30,8 milioni (il 75% del totale contribuenti) e dichiarano un’imposta netta pari a 156,0 miliardi di euro per un valore pro capite di 5.070 euro; oltre 10 milioni di soggetti hanno imposta netta pari a zero. Si tratta, ad esempio, di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle fasce di esonero oppure di contribuenti che fanno valere detrazioni tali da azzerare l’imposta lorda. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus 80 euro, i soggetti che di fatto non versano Irpef sono circa 12,3 milioni.

Analizzando la distribuzione dell’imposta per classi di reddito complessivo si evidenzia che i contribuenti con redditi fino a 35.000 euro (84,0% del totale contribuenti con imposta netta) dichiarano il 44,8% dell’imposta netta totale, mentre il restante 55,2% dell’imposta netta totale è dichiarata dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro (16,0% del totale dei contribuenti). I soggetti con un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro dichiarano il 5,4% dell’imposta totale. Tale andamento è tendenzialmente in linea con quello del 2015.»

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«Dalle dichiarazioni 2016 risulta che oltre 108.500 soggetti hanno dichiarato immobili situati all’estero per un ammontare di oltre 26,9 miliardi di euro, in linea rispetto al 2015. L’imposta Ivie dichiarata è di 75,6 milioni di euro.»

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«Sulla base di quanto detto sopra i dati dal quadro RW in merito alle attività finanziarie detenute all’estero evidenziano che oltre 175.100 soggetti hanno dichiarato un ammontare di 114 miliardi di euro (-14,2% rispetto all’anno precedente).»

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È abbastanza avvilente che gli italiani generino un reddito Irpef di soli 843 miliardi l’anno, dei quali 438 attribuibili al lavoro dipendente.

Un valore medio del reddito complessivo pari a 20,940 euro corrisponderebbe a 1,745 euro mensili.

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Istat pubblica una simpaticissima pagina dedicata al calcolo della soglia di povertà.

Che il Lettore faccia la prova.

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Una famiglia con due figli, che vive al nord in una città con più di 250,000 abitanti, è sotto la soglia di povertà assoluta percependo meno di 1,630.37 euro al mese.

Ma dai dati del Mef il valore medio del reddito complessivo 1,745 euro mensili.

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Sembrerebbe che non necessiti un grande potenza mentale per comprendere il reale stato economico della popolazione italiana. Il reddito medio denunciato per l’Irpef supera di solo un centinaio di euro la soglia della povertà.


La Stampa. 2018-04-04. Dove vivono gli italiani che guadagnano di più?

Il Ministero dell’Economia ha pubblicato le statistiche dei redditi dichiarati dagli italiani lo scorso anno, che rivela come la media sia di 20.940 euro per contribuente

Dietro questa media, come sempre, ci sono grandi differenze. La suddivisione proposta dal documento del Ministero in cinque macroregioni rivela che l’Italia è in realtà divisa in due. Il reddito medio è più alto nel Nord-Ovest, con 23.860 euro, scende nel Nord-Est, dove è 22.420 euro, cala ancora al Centro con 21.780 euro, ma poi fa un salto verso il basso al Sud e nelle Isole, dove si ferma, in media, tra 16.550 e 16.660 euro. Al Sud e nelle Isole il reddito medio dichiarato al fisco è quasi un terzo più basso di quello del Nord-Ovest. 

Le statistiche consentono anche di vedere quante persone appartengano alle diverse fasce di reddito. La fascia più alta considerata è quella di chi dichiara di guadagnare più di 300.000 euro. Le persone in questa situazione sono appena 35.719 e rappresentano lo 0,9 per mille del totale dei contribuenti: meno di una persona ogni mille tra quelle che presentano la dichiarazione dei redditi ha un reddito che supera i 300.000 euro lordi all’anno. Tutti insieme, questi contribuenti più ricchi dichiarano oltre 21 miliardi di euro, che rappresentano quasi il 2,5 per cento del totale dei redditi del nostro Paese. 

La maggior parte di loro, più di uno su tre, abita in Lombardia, dove risultano 12.644 contribuenti che fanno parte di questa fascia più alta, mentre in Molise sono solo 23, in Valle d’Aosta 54 e in Basilicata 73.  

La differenza nella numerosità della popolazione non basta a spiegare le differenze. In Lombardia c’è una persona che dichiara più di 300.000 euro ogni 800 abitanti, nel Lazio una ogni 1.200, in Piemonte meno di una ogni 1.500. In Campania si scende a un contribuente nella fascia dei più ricchi ogni 5.000 persone che vivono nella sua stessa Regione e in Calabria a una ogni 11.000. 

La fascia di redditi seguente, quella tra 200 e 300.000 euro, raccoglie più di 51.000 persone e altri 12 miliardi e mezzo di redditi. Insieme, le persone che sono sopra i 200.000 euro rappresentano circa due contribuenti su mille e si dividono quasi il 5 per cento dei redditi.

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