Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Unione Europea in caotica disgregazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-04-04.

Unione Europea 049

Se l’idea di avere una sempre migliore cooperazione economica nell’ambito dell’Europa era ragionevole e del tutto accettabile, la sua struttura organizzativa e funzionale nonché le sue linee guida politiche sono profondamente criticabili. Critica non significa rigetto, significa semplicemente il vederne gli aspetti non funzionali e far proposte concrete per cercare di emendarli.

Sunto storico.

Se l’attuale Unione Europea vede la luce il 1° novembre 1993 con il Trattato di Maastricht, essa affonda le sue radici nel Trattato di Roma del 1957, che tenne a battesimo la Comunità Economica Europea. Dal nostro punto di vista ciò che importa è notare come l’Unione Europea si sia sviluppata tramite la stipula di una serie successiva di trattati, ciascuno con un suo testo, allegati, appendici, revisioni e circolari attuative. E tutti poi tradotti nelle lingue dei paesi afferenti.

Attualmente il corpo dei trattati supera le 170,000 pagine ed evidenzia spesso articoli contrastanti. Per esempio, il termine “gender” trova ventisette definizioni differenti.

Nel 2006 fu fatto il tentativo di dotare l’Unione Europea di una Costituzione che ponesse fine a codesto chaos, ma il testo fu bocciato in diversi referendum, prospettava uno Stato Europeo più che una Unione e la struttura organizzativa era davvero complessa.

Organizzazione.

In estrema sintesi, il Consiglio Europeo raggruppa i capi di governo o di stato che afferiscono l’Unione, ed è deputato a dare gli indirizzi generali. Alcune decisioni dovrebbero essere prese alla unanimità, altre a maggioranza qualificata variabile a seconda dell’argomento. Il parlamento europeo è l’unico organo elettivo per cinque anni ed esercita funzione legislativa. Il Trattato di Lisbona ha introdotto la norma della codecisione: in pratica, il parlamento ha il diritto di ratificare o meno l’operato del Consiglio, e viceversa. Nel caso ottimale, dovrebbero decidere di comune accordo.

Poi esiste la Commissione Europea. È composta da un delegato per ogni Stato membro dell’Unione europea (detto Commissario). Vi sono quindi 28 commissari. A queste 28 commissioni se ne aggiungono altre 179, il cui parere vincolante dovrebbe essere sentito prima di arrivare a varare una legge.

Infine vi è il potere giudiziario, le Corti Europee: codeste Corti ha il diritto di emettere sentenze inappellabili anche nei confronti di leggi europee. In pratica, funzionari non eletti ma nominati hanno più potere degli organi elettivi.

È una struttura organizzativa assurdamente complessa: ma a pensar mal si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Per ovviare questa empasse decisionale, da tempo è in vigore la pratica non istituzionalizzata del Trilogo.

Si vedono rappresentanti del Parlamento (PE), del Consiglio e della Commissione: esaminano un problema e decidono il da farsi. Sicuramente la velocità decisionale è elevata, ma alla fine l’Unione Europea è governata da un limitato numero di burocrati non elettivi e non sottoposti a controlli. Per quanti abbiano buona memoria e sufficiente cultura, questa tecnica è identica a quella adottata a suo tempo dalla Corporazione dei Fasci. È nei fatti una vera e propria dittatura.

Un altro problema davvero enorme consiste nel fatto che in passato si fosse dato per scontato che gli stati membri dell’Unione avrebbero adottato come valuta l’Euro, cosa che non è accaduta. È evidente come né il Consiglio Europeo, né il parlamento, né la Commissione possano deliberare in materia monetaria. L’Ecofin riunisce i ministri delle finanze, ma costoro non sono figure apicali in grado di prendere decisioni finale. Come ciliegina sulla torta, ciò che è solitamente denominato come Eurogruppo non esiste giuridicamente: non è stato definito in nessun trattato. Il Governatore della Banca Centrale Europea è di nomina illegale e, poveretto, non sa proprio da chi dovrebbe pigliare ordini.

Problemi politici.

Il nodo del contendere che sta frantumando l’Unione Europea è il contrasto tra la visione dell’attuale dirigenza, che vorrebbe arrivare, e continuare a guidare, agli Stati Uniti di Europa e quella di numerosi stati membri che non intendono cedere nulla della loro sovranità nazionale. È stato questo, come prima ricordato, il principale motivo per cui fu bocciata a suo tempo la Costituzione Europea, che prevedeva uno stato fortemente centralizzato cui tutti gli stati membri avrebbero conferito in toto la propria sovranità, il tutto fondato sull’ideologia libera e socialista.

Mentre queste due componenti si stavano confrontando, nel breve volgere di poco più di un anno sono successi episodi che hanno sconvolto il quadro politico. Dapprima l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, poi il crollo dei socialisti francesi dal 61% all’8%, quindi le elezioni politiche federali tedesche, le elezioni politiche austriache, ed infine le elezioni politiche italiane. La composizione del Consiglio di Europa è cambiata in modo radicale. Non solo, ma il prossimo anno dovrebbero tenersi le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. I partiti tradizionali sono al momento usciti molto ridimensionati, sono prepotentemente entrate in scena componenti politiche nuove, e l’attuale dirigenza dell’Unione si è ritrovata in minoranza. Gli stalli politici all’interno dei singoli stati si ripercuotono poi severamente sulla gestione dell’Unione.

In estrema sintesi, l’intero sistema è in preda al chaos, è disorganizzato e con ben poca voglia di far qualcosa in codesta situazione. La paralisi decisionale è totale. Gli ultimi due Consigli Europei si cono conclusi senza riuscire a prendere decisione alcuna.

Il quadro generale.

Negli ultimi decenni è mutato radicalmente il quadro mondiale od l’Unione Europea opera. Secondo i dati 207 dell’Imf, il pil ppa mondiale ammontava a 126,687 miliardi Usd. Primeggia la Cina con 23,122 miliardi, mentre l’Unione Europea si attesta a 20,853 miliardi, ossia il 16.46% del dato mondiale. I paesi del Brics hanno prodotto un pil ppa di 40,550 miliardi (32.01%) contro i 38,694 (30.54%) dei paesi afferenti il G7.

Trenta anni or sono i Brics non passavano il 5% del pil ppa mondiale.

I Brics hanno tempi di risposta ai nuovi eventi estremamente rapidi, sia come risposte operative sia come ristrutturazioni organizzative interne, e sono politicamente molto compatti e determinati. Questo sarà elemento di non trascurabile importanza della ricostruzione dell’Unione Europea.

Futuro.

Nessuno ha la sfera di cristallo, ma almeno su di una cosa tutti si potrebbe convenire: così come è il sistema della Unione Europea dovrebbe essere profondamente ristrutturato, dal punto di vista organizzativo prima ancora che da quello politico. Una Unione Europea soltanto economica forse potrebbe essere una soluzione accettabile da parte di tutti, lasciando i necessari tempi per poter studiare una qualche forma di integrazione politica, senza però ripetere gli errori passati.

 

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