Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Geopolitica Mondiale, Unione Europea

Summit di Varna. Erdogan, Juncker e Tusk.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-26.

2018-03-26__Varna__001

«Varna (in bulgaro: Варна?), conosciuta anche come “la perla del mar Nero”,[2] è la terza città della Bulgaria, dopo la capitale Sofia e Plovdiv. La città, posta nella parte orientale del Paese, è il capoluogo del distretto di Varna e un importante porto sul mar Nero, vicino al lago Varnesko (di Varna).

La città venne ribattezzata Stalin in onore della guida dell’Unione Sovietica per un breve periodo dal 1949 al 1956.»  [Fonte]

Varna ha un retaggio storico di tutto rispetto. Fondata nel 280 a.C. come colonia commerciale, conobbe splendore sotto l’impero romano. Fu aspramente combattuta tra bizantini e turki, finche con il 1393 divenne definitivamente colonia ottomana. Lì, nel 1444, i turki inflissero ai crociati di Ladislao III di Polonia una severa sconfitta, indispensabile per consentire quindi la conquista turka di Costantinopoli. Quattro secoli dopo i russi la conquistarono dopo un lungo e sanguinoso assedio.

*

Varna è la sede ideale per un summit tra la Turkia e l’Unione Europea.

Mr Juncker e Mr Tusk sono da poco reduci da un accordo economico con le Filippine.

Kontrordine Kompagni. Per la EU adesso Mr Duterte è un fior di galantuomo.

Questo importante trattato commerciale ha preso corpo dopo un lungo tempo di reciproche diffidenze e di visioni di vita contrastanti al limite dell’opposto, il tutto gridato con toni da battaglia e con parole grevi.

Al di là del contenuto economico, il trattato con le Filippine inaugura un nuovo clima di Realpolitik nella dirigenza dell’Unione Europea, e ciò lascerebbe sperare altrettanto buon senso nella gestione dei rapporti con la Turkia.

La posta in gioco è davvero alta ed i problemi quanto mai sfaccettati.

Volenti o nolenti, la Turkia rappresenta il lato sud dello schieramento Nato: quindi a Varna saranno convitati di pietra gli alleati dell’Unione Europea ed anche i comandi militari. Presenza discreta, ovviamente, ma di tutto rispetto. Come fare a non starli a sentire?

Poi ci sono pesanti problemi economici, che vanno dallo sfruttamento dei giacimenti energetici del Mediterraneo orientale all’interscambio commerciale.

Ma su tutto dominerà il problema dello schieramento della Turkia, che non è detto debba sempre restare filo occidentale. Non ci si dimentichi neppure come i turki abbiano una consistente presenza di loro immigrati in Germania: presenza alquanto scomoda per la Bundeskanzlerin Frau Merkel. M anche presenza che potrebbe diventare non più a lungo desiderata.

Poi c’è la lotta per i visti, una ragionevole regolamentazione del flusso di profughi dal Medio Oriente e l’assetto politico e militare dello stesso. Altri concitati di pietra saranno Mr Trump da una parte e Mr Putin dall’altra. Discretissimi, quasi ectoplasmi invisibili, ma ambedue con la mano ben pesante.

*

A ben vedere, tutta la bagarre sul colpo di stato è solo una cortina fumogena dietro la quale poter manovrare.

Nota.

Nessuno si faccia illusioni: ma proprio nessuna.

Una cosa è arringare le folle con paroloni roboanti, ed un’altra totalmente differente il sedersi alla scrivania del primo ministro di una delle nazioni più consistenti economicamente, incardinata nella Nato, membro dell’Unione Europea con voto in seno al Consiglio Europeo, membro delle Nazioni Unite, e con una industria quale l’Eni che ha interessi energetici a livello mondiale.

Sia il Presidente Mattarella sia i candidati premier ne tengono ben conto.


Aska. 2018-03-26. Ue-Turchia, oggi a Varna vertice Erdogan con Tusk e Juncker

Varna, 26 mar. (askanews) – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan incontrerà oggi a Varna, sul Mar Nero, i vertici delle istituzioni europee, il presidente dell’Unione Donald Tusk e quello della Commissione Jean-Claude Juncker. Nell’agenda dei colloqui diverse questioni spinose: in primis la richiesta di adesione di Ankara all’Ue, ma anche la repressione seguita al fallito colpo di stato in Turchia del luglio 2016 e la richiesta turca per una liberalizzazione dei visti. Il clima già teso fra i due blocchi si è ulteriormente deteriorato a seguito della recente disputa sulle perforazioni esplorative al largo di Cipro.

Il premier bulgaro Boyko Borisov, il cui Paese ha la presidenza del Consiglio europeo, ha detto di aspettarsi un “incontro molto difficile”.

Juncker ha detto di guardare “con sentimenti contrastanti al vertice, perché le differenze di vedute tra l’Ue e la Turchia sono molte”. Ma ha aggiunto di voler cercare “un dibattito franco e aperto con il Presidente Erdogan”.


Sole 24 Ore. 2018-03-26. La Ue deve fermare l’imperialismo di Erdogan senza subire il ricatto migranti

La partita si annuncia complicata e foriera di pericolose conseguenze in caso di fallimento del vertice di Varna oggi sul Mar Nero. Un dato sembra certo: la politica neo-imperialista regionale del presidente turco Tayyip Erdogan sembra non conoscere ostacoli di sorta: in Siria ha conquistato la roccaforte di Afrin costringendo alla fuga i curdi siriani del’Ypg fino ad oggi preziosi alleati sul terreno degli Usa contro l’Isis, lo Stato islamico che continua a insaguinare l’Europa con azioni terroristiche di lupi solitari; nell’Egeo la Turchia sperona navi greche su isolotti contesi nell’ex Dodecaneso italiano, detiene due soldati greci che hanno sconfinato via terra accusandoli di spionaggio e a Cipro un mese fa ha bloccato le perforazioni di gas della nave Saipem 12000 dell’Eni. Non solo.

La Turchia ha respinto il 23 marzo le velate critiche europee come “inaccettabili” arrivate dall’ultimo Consiglio dell’Unione europea a Bruxelles a Palazzo Lipsius che ha definito come “azioni illegali” le manovre navali di Ankara nel Mar Mediterraneo orientale nell’ambito di contenziosi con la Grecia del premier Alexis Tsipras e l’isola di Cipro del presidente Nikos Anastasiadis.

«Il comunicato Ue contiene dichiarazioni inaccettabili contro ill nostro Paese, al servizio degli interessi della Grecia e di Cipro» ha affermato senza mezzi termini il portavoce del ministero degli Esteri turco, Hami Aksoy. Il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, e il capo della Commissione Ue, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, incontreranno lunedì il presidente Erdogan nella città bulgara di Varna, visto che la Bulgaria è presidente di turno dell’Unione.

Una bella matassa intricata per la diplomazia di Sofia. Ankara lamenta che la Ue ha perso la sua neutralità sull contenzioso in corso con Cipro e Grecia dimenticando che sia Cipro che la Grecia sono membri a tutti gli effetti Ue, mentre Ankara ancora non lo è e forse non lo diventerà mai.

Inoltre Ankara lamenta e rivendica i pagamento della seconda tranche da 3 miliardi di euro dell’accordo firmato il 18 marz0 2016 in tutta fretta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel con il presidente Erdogan per chiudere le frontiere e tenersi i profughi siriani in cambio di 6 miliardi di euro complessivi. In effetti la Turchia si è tenuta i profughi siriani che ora sono circa 3,8 milioni su una popolazione complessiva di 80 milioni di abitanti ma ora Ankara batte cassa e chiede la seconda tranche di 3 miliardi di euro perché reclama «pacta sunt servanda», i patti si rispettano.

Inoltre chiede di poter entrare nella Ue senza i visti. Ma la Ue è infastidita dalla politica neo-ottomana di Ankara nella regione e probabilmente chiederà il rispetto di tutti i patti compresi anche quelli che tutelano il diritto internazionale nelle acque cipriote e greche. Forse a Varna si comincerà a parlare finalmente di politica estera europea.

Annunci