Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Grosse Koalition. Herr Seehofer spara su Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-20.

Parliamentary group meeting of the SPD, Berlin, Germany - 22 Jan 2018

Ultima fotografia di Herr Schulz. Si noti la scomparsa delle bolle di Bichat.


La storia ci ammonisce sulle vicende della Fronda. L’ostruzionismo prima, quindi le accese diatribe verbali ed i moti di piazza, poi l’aperta insurrezione. Ma una cosa è conquistare Parigi ed una del tutto diversa mantenerne il governo. Sconfitta alla battaglia di Saint-Antoine, la Fronda sublimò nel nulla: Luigi XIV entrò a Parigi nel 1652 e l’anno dopo rientrò anche il card. Mazzarino.

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Lo abbiamo detto diverse volte: una cosa è stata formare un governo in Germania ed una del tutto differente farlo vivere e lavorare. Non diciamo farlo durare nel tempo fino a scadenza del mandato: sarebbe un miracolo talmente grande che ben pochi santi avrebbero potuto impetrarlo alla Divina Provvidenza. E poi, forse sarebbe anche un bene per la Germania che questa farsa andasse a nuove elezioni, e che molti nomi del passato si ritirassero a vita privata.

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Herr Horst Seehofer, ex Presidente della Baviera, ha dovuto lasciare quel posto prestigioso a furor di popolo, imbestialito dal fatto che la Csu avesse perso alle scorse elezioni oltre dieci punti percentuali. Ed incombe anche ad autunno lo spettro di nuove elezioni bavaresi, che secondo le prospezioni sarebbero un fallimento grandioso della Csu e della Spd.

Herr Seehofer è diventato Ministro degli Interni tedesco. Una delle cariche più delicate del governo federale, e da quel momento si è messo a fare politica in proprio, sostenendo tesi del tutto contrarie a quanto stipulato nella nuova Große Koalition e, soprattutto, sostenute da Frau Merkel. In altri tempi la Bundeskanzlerin lo avrebbe fatto squartare sulla pubblica piazza: lui e tutti i suoi familiari.

Adesso Frau Merkel sta insolitamente zitta e le persone silenziose rimuginano il da farsi. Di certo Frau Merkel è più vendicativa di Ulisse con i proci.

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Primo attacco alla Bundeskanzlerin Frau Merkel.

«Germany’s new interior minister has said he believes “Islam does not belong” to the country, in direct contrast with Chancellor Angela Merkel»

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«Mr Seehofer said Germany had been “shaped by Christianity”, and that the country should not give up its own traditions»

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«No. Islam does not belong to Germany. Germany is shaped by Christianity»

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«The Muslims who live among us naturally belong to Germany… That of course does not mean that we should, out of a false consideration for others, give up our traditions and customs …. Muslims need to live with us, not next to us or against us»

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«The chancellor was quick to distance herself from the remarks»

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Che un membro autorevole del Governo di Frau Merkel dica cose del genere è come se un cardinale di Santa Romana Chiesa negasse la esistenza e divinità di nostro Signore Gesù Cristo.

Per l’ideologia liberal di Frau Merkel, e per quella socialista dei partner junior della coalizione, affermare che l’Islam non appartiene ad una Germania di matrice cristiana è enunciare un’eresia quasi peggiore della negazione della teoria del gender. I liberal odiano di odio viscerale il cristianesimo.

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Secondo attacco alla Bundeskanzlerin Frau Merkel.

«Germany should consider stepping up its border controls»

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«Internal border checks [between EU member states] must be in place so long as the EU fails to effectively control the external border,” he said, adding: “I don’t see it being able to do this in the near future»

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«Germany’s temporarily reintroduced border controls continue until May 12 and have been imposed on the land border with Austria and on flight connections from Greece»

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«follow EU demands in February that Germany and four other Schengen members — Austria, Denmark, Sweden and Norway — lift their border controls when the current agreed terms run out in May»

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Queste affermazioni contraddicono in modo clamoroso i dogmi vigenti nella Germania di Frau Merkel e del politicamente fu Herr Schulz.

La chiusura dei confini era prassi richiesta da AfD, che per aver osato dir ciò fu bollata di essere razzista, xenofoba, nazionalsocialista. Che lo dica adesso il Ministro degli Interni del Governo Merkel deve aver fatto venire crisi epilettiche subentranti alla Bundeskanzlerin.

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Terzo attacco alla Bundeskanzlerin Frau Merkel.

«The number of deportations must be increased significantly. We need to take tougher action, especially in the case of criminals and perpetrators among asylum seekers»

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«We want to remain an open-minded and liberal country. But when it comes to protecting our citizens, we need a strong state. I’ll make sure of that»

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«There has to be a consensus throughout Germany that we will no longer tolerate lawless zones»

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Per chi non vive o non ha frequenti contatti con la Germania attuale queste potrebbero sembrare frasi edulcorate: sarebbe in errore. I tedeschi adorano l’ordine e gli immigrati lo detestano. In altri tempi pur di avere un po’ di ordine i tedeschi elessero Cancelliere Herr Hitler: che dire di più?

Parlare di aumentare i rimpatri di immigrati amorosamente chiamati e sollecitati a venire in Germania suona alle orecchie della Bundeskanzlerin come un tizio che entri in un casino ed annunci trionfante una epidemia di aids fulminante. Seehofer ha enunciato un’altra eresia della religiosità liberal.

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Quarto attacco alla Bundeskanzlerin Frau Merkel.

Ma il quarto attacco che Herr Seeofer porta alla Bundeskanzlerin Frau Merkel è un colpo che sembrerebbe essere mortale.

«Germany’s interior minister drew fire from across the political spectrum on Sunday after accusing the European Union of taking a patronizing stance toward eastern EU members about migration.»

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«The remarks by Horst Seehofer …. put him at odds with Merkel and her center-left Social Democratic coalition partners.»

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«members of his own conservatives and the center-left Social Democrats, junior partners in Merkel’s “grand coalition,” accused Seehofer and others of sowing unrest with the new government just days after it was sworn in.»

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«SPD deputy leader Ralf Stegner told Die Welt his party would not allow the coalition to “shift to the right.”»

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«Seehofer criticized the EU for its inability to control its external borders and for what he called a “moralizing” tone toward eastern European states who have refused to take in asylum seekers under an EU-wide quota system.»

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Accusare l’attuale dirigenza dell’Unione Europea, tutta liberal ed adorna di grembiulino inamidato, è un oltraggio diretto al cuore della Bundeskanzlerin Frau Merkel, strenua sodale di Mr Juncker e relativi amici di merende.

Se affermare che essi hanno patrocinato e richiamato l’immigrazione illegale è cosa vera, dirlo a Frau Merkel proprio mentre sta affannosamente cercando di rientrare sul proscenio europeo, è un affondo nel morbido ventre. Una ferita da arma da taglio che potrebbe secare l’aorta od un’arteria renale. Il ronzante brontolio della loggia europea si sente a migliaia di kilometri di distanza. Reclamano a Frau Merkel la testa di Heer Seehofer.

E per fortuna che Herr Seehofer è Ministro degli Interni del Governo di Frau Merkel: fosse stato alla opposizione le avrebbe semplicemente sparato una pistolettata in bocca.

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Quinto attacco alla Bundeskanzlerin Frau Merkel.

Solitamente nelle esecuzioni capitali alla fine si somministra il colpo di grazia, una pistolettata alla nuca.

Herr Seehofer invece ha sparato altri colpi, uno per ogni articolazione della Bundeskanzlerin Frau Merkel, così da cercare di paralizzarla politicamente.

Colpi sottilmente malvagi, al limite della perfidia.

Una piccola premessa per far meglio comprendere la portata di quanto Herr Seehofer ha detto. 

Frau Merkel ha imbarcato nel governo oltre a nani e ballerine anche trasformisti peggio di Fregoli.

Ministro tedesco plaude procedura UE per le sanzioni contro la Polonia

«Il ministro della giustizia tedesco Heiko Maas approva i passaggi dell’Unione Europea per l’adozione di sanzioni contro la Polonia per la riforma giudiziaria del paese.

“L’indipendenza della magistratura in Polonia è sotto minaccia. L’Unione Europea non può stare a guardare senza agire” ha detto Maas in un’intervista a Bild am Sonntag, dicendo di approvare il fatto che “la Commissione Europea sta valutando specifiche sanzioni”.

Il ministro ha anche avvertito le autorità polacche che “chi non rispetta lo stato di diritto, si isola politicamente”.»

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Speciale infrastrutture: Polonia, per ministro Esteri tedesco necessario riavviare cooperazione bilaterale

«La Germania auspica una stretta collaborazione con la Polonia, nonostante le diverse posizioni che emergono in alcune aree. Lo ha detto il nuovo ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas a Berlino prima di iniziare una visita ufficiale in Polonia. “L’Europa non può essere immaginata senza la riconciliazione e l’amicizia tra tedeschi e polacchi. Ci sentiamo responsabili per l’unità del continente”, ha sottolineato il ministro. Maas ha annunciato che parlerà con i rappresentanti delle autorità polacche sul modo in cui la Germania, la Polonia e la Francia potrebbero contribuire congiuntamente allo sviluppo dell’Europa. Il capo della diplomazia tedesca a Varsavia incontrerà il presidente Andrzej Duda, il primo ministro Mateusz Morawiecki e il ministro l’omologo Jacek Czaputowicz. Questa è la seconda visita all’estero di Maas, che mercoledì è andato a Parigi.»

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Pur di entrare al governo Herr Heiko Maas ha rinnegato sé stesso e tutta la sua vita pregressa.

I rapporti tra Germania e Polonia sono ora al calore rovente, pronuba l’Unione Europea. Se la vicenda è tristemente nota, lascia stupefatti la nuova veste conciliante rivestita da Herr Heiko Maas.

Ma chi mai si potrebbe fidare di un traditore? Chi ha tradito una volta tradirà poi la seconda.

 Essa rappresenta tutto ciò che Mr Juncker detesta e che vede come pericolo mortale.

Ecco cosa adesso viene a dire bello bello Herr Seehofer.

«Seehofer criticized the EU for its inability to control its external borders and for what he called a “moralizing” tone toward eastern European states who have refused to take in asylum seekers under an EU-wide quota system»

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«Such an attitude was “counter-productive,” Seehofer said, urging the EU to stop making decisions “over the heads” of member states.»

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«“The EU commission is often patronizing,” he told the newspaper. “We need to put more energy into dialogue on the distribution of refugees. If we keep negotiating patiently, a majority of countries will support (it).”»

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«Other countries could contribute in other ways, perhaps by sending more personnel to the EU borders, or by contributing more for joint border patrols, he said»

L’attacco di Herr Seehofer contro il “moralizing tone” usato dalla dirigenza europea è un colpo sotto la cintura nel tenero ventre di Frau Merkel. Egli mette in discussione l’ideologia etica e morale dei liberal, che vorrbbero ardentemente imporla a tutti, a partire dalla Polonia fino all’Ungheria. È un colpo alla radici.

Diciamo che sembrerebbero esserci validi motivi per ritenere che alla fine i paesi del Visegrad escano vittoriosi dal braccio di ferro con l’attuale dirigenza europea e con la Bundeskanzlerin Frau Merkel.

Sarebbe la fine dell’Unione Europea così come la conosciamo.

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Gli allibratori di Londra danno 7 a 1 che la Grosse Koalition non arriverebbe a fine anno.


Deutsche Welle. 2018-03-18. German Interior Minister Horst Seehofer calls for more internal border controls

The newly appointed interior minister has again caused controversy by calling for tighter internal border controls, just as the EU wants them to be eased. The EU was failing to control the external border, he said.

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Germany should consider stepping up its border controls, German Interior Minister Horst Seehofer said on Sunday.

“Not that many border points in Germany are permanently occupied,” Seehofer told German weekly newspaper Die Welt am Sonntag, adding: “We will now discuss whether that needs to change.”

Seehofer also appealed for the suspension of the Schengen Agreement, which allows free movement within the EU bloc.

“Internal border checks [between EU member states] must be in place so long as the EU fails to effectively control the external border,” he said, adding: “I don’t see it being able to do this in the near future.”

The reintroduction of border controls is a prerogative of EU member states. Under EU rules they must remain an exception and respect the principle of proportionality.

Germany’s temporarily reintroduced border controls continue until May 12 and have been imposed on the land border with Austria and on flight connections from Greece because of the “security situation in Europe and threats resulting from the continuous secondary movements,” according to the European Commission

Seehofer’s comments follow EU demands in February that Germany and four other Schengen members — Austria, Denmark, Sweden and Norway — lift their border controls when the current agreed terms run out in May.

Germany was the first EU country to reintroduce internal controls in September 2015. Authorities opened checkpoints along the border with Austria through which tens of thousands of refugees from the Middle East and North Africa were entering Germany.

EU should avoid ‘lecturing tone’

Seehofer also accused the EU of adopting an unhelpful and “lecturing tone” toward countries in eastern Europe over plans to distribute refugees throughout the bloc.

He said a more productive approach could see eastern European countries sending more personnel to the external border or providing more financing for the border in exchange for accepting fewer refugees.

Seehofer is a member of the Christian Social Union (CSU), the Bavarian sister party of German Chancellor Angela Merkel’s conservative Christian Democrats (CDU).

The 68-year-old former Bavarian premier is one of the most conservative senior members of the Merkel’s new coalition government with the Social Democrats (SPD).


Deutsche Welle. 2018-03-11. Germany’s future interior minister Horst Seehofer vows to increase deportations

The incoming interior minister has said he has a “master plan for faster asylum procedures, and more consistent deportations.” He also said there was a need for a strong state to protect Germany’s liberal values.

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Horst Seehofer, Germany’s designated interior minister, said he plans to put in place a “master plan” to speed up asylum procedures and ensure consistent deportations in comments published on Sunday.

“The number of deportations must be increased significantly. We need to take tougher action, especially in the case of criminals and perpetrators among asylum seekers,” Seehofer told German newspaper Bild am Sonntag.

Seehofer, who has been critical of German Chancellor Angela Merkel’s immigration policies, said decisions on asylum applications must be made in a few months rather than in a year or more.

‘Strong state’

The head of the conservative Bavarian Christian Social Union (CSU) vowed to adopt a “zero tolerance” policy toward criminals.

“We want to remain an open-minded and liberal country. But when it comes to protecting our citizens, we need a strong state. I’ll make sure of that,” Seehofer said.

The future interior minister called for effective video surveillance at every hot spot in the country.

“There has to be a consensus throughout Germany that we will no longer tolerate lawless zones,” he said.

Seehofer will take over the newly renamed and enhanced Interior, Construction and Homeland (“Heimat”) Ministry in the upcoming coalition government.


Bbc. 2018-03-16. Horst Seehofer: Islam does not belong to Germany, says new minister

Germany’s new interior minister has said he believes “Islam does not belong” to the country, in direct contrast with Chancellor Angela Merkel.

Horst Seehofer has long been a vocal critic of Mrs Merkel’s refugee policies but has now taken up a key role at the heart of her new coalition.

His comments are seen as an effort to win back voters from the far-right Alternative for Germany (AfD) party.

The chancellor was quick to distance herself from the remarks.

In his interview with the mass-circulation Bild newspaper, Mr Seehofer said Germany had been “shaped by Christianity”, and that the country should not give up its own traditions.

“No. Islam does not belong to Germany. Germany is shaped by Christianity,” he said.

“The Muslims who live among us naturally belong to Germany… That of course does not mean that we should, out of a false consideration for others, give up our traditions and customs.

“Muslims need to live with us, not next to us or against us.”

Mr Seehofer, who heads Mrs Merkel’s Bavarian sister party the CSU, also vowed to increase deportations of rejected asylum-seekers.

The chancellor made plain in 2015, amid a rise in anti-immigration protests, that she believed Islam was part of Germany, echoing the words of former president Christian Wulff.

On Friday she emphasised the need for coexistence between religions.

“Our country is heavily influenced by Christianity – and a Jewish influence – but in the meantime four million Muslims are living in Germany and they also practise their religion here and these Muslims also belong to Germany and so their religion, Islam, also belongs to Germany,” she said.

More than one million migrants arrived in Germany after Mrs Merkel opened the doors to Syrian asylum seekers in 2015.

The backlash sparked by her policy helped fuel the country’s far right in last year’s election – the AfD entered the federal parliament for the first time – and led to the worst electoral performance in almost 70 years for her CDU party.

After Germany’s longest post-war period of coalition-building, Mrs Merkel was sworn in for a fourth term as chancellor on Wednesday.

Under the coalition deal, the CDU-CSU conservative bloc and the Social Democrats (SPD) agreed to limit migration.

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Divisions exposed

Analysis by Jenny Hill, BBC Berlin correspondent

Horst Seehofer has fashioned himself for a unique role in German politics – that of thorn in Angela Merkel’s side. As leader of the CSU he was a frequent and vociferous critic of the chancellor, particularly over her asylum policy.

He may now be in her cabinet – a controversial appointment made in return for CSU support for the hard-won coalition with the SPD – but Mr Seehofer is still up for a fight, directly opposing the chancellor, who has publicly stated that Islam does belong to Germany.

This is, in part, about chasing the far-right AfD. Mr Seehofer has an eye on his beloved Bavaria – there are regional elections there later this year and the AfD has made gains in the state. But his comments, which come just days after several attacks on Muslim institutions, have outraged many and represent a bad start for Mrs Merkel’s new government.

Mr Seehofer has highlighted divisions within her coalition and he risks playing right into the hands of the AfD, the largest opposition party, who would like nothing better than to establish immigration as the central theme of this parliament.

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