Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Presidenti Camera e Senato. Modalità di elezione e di scioglimento.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-11.

Quirinale 001

Cerchiamo di ricapitolare funzioni e modalità di elezione dei Presidenti di Senato e Camera.

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«Quella di presidente del Senato della Repubblica è la seconda più importante carica della Repubblica Italiana (per rilievo istituzionale, seconda a quella del presidente della Repubblica e insieme a quella del presidente della Camera).

Il presidente del Senato esercita le funzioni di presidente supplente in sostituzione del presidente della Repubblica in ogni caso in cui questi non possa svolgerle, in base all’articolo 86 della Costituzione. Egli è convocato, al pari del presidente della Camera dei deputati, dal presidente della Repubblica prima di sciogliere le due Camere o anche una sola di esse (articolo 88 della Costituzione).

Per l’elezione del presidente del Senato della Repubblica è richiesta, dal regolamento della camera, la maggioranza assoluta dei voti dei componenti l’assemblea nei primi due scrutini. Nel caso che questi ultimi non diano esito positivo, è sufficiente nel terzo scrutinio la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti; qualora anche in questa votazione nessuno abbia riportato la maggioranza richiesta, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che abbiano ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

L’elezione del presidente ha luogo nella prima seduta del Senato, che si tiene entro venti giorni dalle elezioni legislative; durante tale seduta la presidenza è tenuta dal senatore più anziano d’età. » [Fonte]

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«Quella di presidente della Camera dei deputati è la terza più importante carica della Repubblica Italiana, dopo quella di Presidente della Repubblica e quella di Presidente del Senato.

Il suo ruolo principale è quello di provvedere al corretto funzionamento della Camera dei deputati, garantendo l’applicazione del regolamento e provvedendo al buon andamento delle strutture amministrative della stessa. Egli rappresenta la Camera e, in aula, giudica della ricevibilità dei testi, mantiene l’ordine e dirige la discussione (vedi anche Posizione chiave).

Al Presidente spetta la scelta della Commissione permanente cui far esaminare i progetti di legge presentati alla Camera (salva opposizione di un capogruppo o di un decimo dei deputati, che rimette all’Aula la decisione).

Il compito di dirigere la seduta è svolto dal Presidente anche mediante l’adozione di provvedimenti disciplinari adottati ai sensi degli artt. 58 ss. del regolamento della camera: egli può richiamare all’ordine un deputato nominandolo, allontanarlo dall’aula o, nei casi più gravi, censurarlo, sospendendolo da 2 a 15 giorni.

Secondo quanto previsto dall’art. 55 della Costituzione egli presiede le riunioni del Parlamento in seduta comune (che si hanno “solo nei casi stabiliti dalla Costituzione” per eleggere il presidente della Repubblica, i cinque membri della Corte Costituzionale di nomina parlamentare, un terzo dei membri del Consiglio superiore della magistratura e per la formazione della lista dei cittadini aventi i requisiti per la nomina a senatore, che andranno ad integrare la composizione della Corte Costituzionale in caso di messa in stato di accusa del presidente della Repubblica) e deve essere sentito dal Presidente della Repubblica prima dello scioglimento delle Camere (assieme al presidente del Senato, secondo quanto disposto dall’art. 88 della Cost.).

Quanto all’elezione del presidente della Repubblica, spetta al presidente della Camera la convocazione delle Camere 30 giorni prima della scadenza (ex art. 85 Cost.) o 15 giorni dopo la morte o le dimissioni dello stesso capo dello Stato (art. 86 Cost.).

L’elezione del Presidente della Camera avviene a scrutinio segreto e, secondo quanto disposto dal regolamento della stessa, a maggioranza con quorum dei due terzi dei componenti nel primo scrutinio, nel secondo e terzo a maggioranza dei due terzi dei voti, computando tra i voti anche le schede bianche, e a maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo. In apertura di legislatura l’assemblea è presieduta dal più anziano per elezione tra i Vicepresidenti della legislatura precedente. Qualora nessuno di essi sia presente, si risale ai Vicepresidenti delle legislature anteriori e, in mancanza, al decano di età.» [Fonte]

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Riassumendo.

Per quanto la Presidenza del Senato sia la seconda carica dello stato, la sua elezione avviene a maggioranza relativa, al massimo dopo tre votazioni non proficue.

Per quanto invece riguarda la Presidenza della Camera, dopo le tre prime votazioni è sempre richiesta la maggioranza assoluta dei votanti.

Alla fine, si dovrà pur sempre arrivare ad un accordo, e questo usualmente precede quello di formalizzazione di un governo.

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Cosa fare se non si riuscisse ad eleggere il Presidente della Camera?

Gran bel problema.

Il Senato della Repubblica ha messo in rete la Costituzione Italiana nella sua edizione del 2012.

Art 88.

«Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (1).»

Art. 89.

«Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità»

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Per sciogliere le Camere il Presidente della Repubblica deve sentirne i relativi Presidenti, oppure anche uno solo: ma questi deve pur esistere. Verosimilmente, potrebbe essere il Presidente del Senato.

L’Italia è entrata in una fase storica di difficile governabilità, come peraltro sta accadendo in molti paesi europei: dalla Spagna, all’Olanda, alla Germania. Sembrerebbero esistere tre forze grosso modo equipollenti  senza volglia alcuna di colloquiare le une con le altre. Ma la vera arte politica consisterebbe proprio nel saper ascoltare e parlare, nell’essere in grado di generare accordi soddisfacenti per tutti i contraenti.

Vi sarebbero ampi dubbi sulla reale presenza di arti del genere.

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