Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

L’orrore dei liberal è che l’Italia si dia un governo onesto.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-05.

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A quanto sembrerebbe, i risultati definitivi potrebbero essere rilasciati solo domani, martedì sei marzo.

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In ogni caso, le mappe dei risultati al momento disponibili per camera e senato dovrebbero essere esplicite: il partito democratico è scomparso persino da quelle che un tempo furono le classiche regioni rosse.

Lentamente ma inesorabilmente stanno comparendo sulla stampa internazionale i commenti alla situazione italiana.

Sono tutti medi liberal o socialisti, ma stanno addolcendo i toni: stanno iniziando a capire che tra poco nessuno sarà più disposto a leggerli oppure a votare formazioni politiche che condividano le loro idee.

L’aspetto caratteristico di questi commenti è il fatto che continuano ad essere fatti in ottica liberal.

I giornalisti sono stupefatti che gli Elettori non abbiano votato il partito democratico, accordando il voto: mica che lo abbiano capito ancora che la gente è stufa marcia di quelle ideologie e di quelle persone.

In ogni caso, stanno abbassando i toni: sono solo spiaciuti per il triste avvenire di una Italia senza il partito democratico.

«The leaders of two anti-establishment parties – The Five Star Movement and the anti-illegal migrant League party – are setting their sights on power after Italians backed populist politicians in the general election.»

Ora l’aggettivazione del M5S è “anti-establishment”, e quella della Lega è “anti-illegal migrant”.

I giornalisti liberal mettono sempre un aggettivo prima del nome di quanti odiano.

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«Luigi Di Maio and Matteo Salvini were once outsiders in Italian politics. They have now become the mainstream.»

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«It’s possible that the party will reach out to defeated centre-left Democratic Party, and to other smaller groupings.»

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«Alternatively, Five Star may hope to convince the League party to join a coalition as a junior partner»

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«Matteo Salvini has promised the mass deportation of those who’ve come to Italy illegally – a position that’s clearly won him support»

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«The two parties share a scepticism of Italy’s relationship with the European Union.»

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A risultati ancora incompleti, alcune considerazioni sembrerebbero essere doverose.

Prima considerazione.

Il partito democratico è diventato con Mr Renzi il partito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e dei pensionati. Una volta era il partito che diceva di voler tutelare i lavoratori dipendenti e le classi povere. Adesso è il partito che tutela le banche di appoggio del partito.

Il Meridione di Italia verso in condizioni economiche disastrose. Quasi metà della popolazione è a rischio povertà e l’input mediano procapite si aggira sui mille euro al mese.

Istat. Nel Mezzogiorno il 46.9% della popolazione è a rischio povertà.

Istat. Disoccupazione giovanile al 40.1%.

Mezzogiorno. Lenta ed inesorabile agonia: lo stanno assassinando.

Italia. Povertà. Un disonore nazionale.

Povertà in Italia

Il Meridione non ha bisogno di un’assistenza sociale che sarebbe peraltro impossibile da erogare per carenza di mezzi.

Il Meridione, e con lui tutta l’Italia, ha bisogno di un governo che garantisca legalità e sostenga la generazione di posti di lavoro degni di quel nome. Vuole lavoro, non l’obolo della misericordia. Sono esseri umani, non paria.

Lo abbiamo detto e ripetuto innumerevoli volte: anche gli Elettori che vivono nel meridione votano: e questa volta si sono fatti sentire.

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Seconda considerazione.

Il giornalista della Bbc lo ha detto sottovoce, quasi di sfuggita.

«The two parties share a scepticism of Italy’s relationship with the European Union.»

Sbaglia, e sbaglia volutamente, scientemente ed artatamente.

Né M5S né il centro – destra hanno alcunché contro l’Unione Europea in sé, che anzi è ben vista.

Hanno invece di tutto da ridire sulla attuale dirigenza liberal dell’Unione Europea, da Mr Juncker a Mr Tusk e sodali. Nè, tanto meno, condividono l’idea degli Stati Uniti di Europa.

Adesso, al posto del pronubo Mr Gentiloni, succube degli eurocrati, andrà a sedersi in Consiglio Europeo una persona in grado di sbattere i pugni sulla tavola. Una persona che faccia gli interessi dell’Italia, così come gli altri capi di stato o di governo fanno gli interessi della propria nazione.

E, sia ben chiaro, le direttive del Consiglio Europea alla banca centrale devono cambiar musica.

Esattamente come l’over regulation di questa opprimente burocrazia europea deve essere smantellata.

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Terza considerazione.

Pudicamente, nessuno ne parla e nessuno ne vuole parlare.

Uno dei principali motivi per cui il mondo sta assistendo alla devoluzione delle ideologie liberal e socialiste è legata alla loro Weltanschauung che voglio imporre a viva forza.

Essi odiano, ed hanno fatto di tutto per distruggerlo, il retaggio religioso, storico, culturale, sociale ed artistico tipico dell’Occidente.

Se sicuramente la loro politica di richiamo e poi di tutela di un’immigrazione islamica selvaggia hanno ben smosso le acque, il voler imporre la propria visione etica e morale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nessun popolo europeo, e quindi anche l’Italia, intende diventare uno stato islamico e, tanto meno di pervertiti diversamente senzienti ed operandi. Dopo la tassa sul macinato, l’imposizione del gender non è proprio stata digerita.

Il Consiglio Europeo è mutato: non è più quello di una volta.

Conclusione.

In Europa quasi non esistono più governi socialisti. Se ne prenda atto.


Bbc. 2018-03-05. Italy election: What does the result mean?

The leaders of two anti-establishment parties – The Five Star Movement and the anti-illegal migrant League party – are setting their sights on power after Italians backed populist politicians in the general election.

The BBC’s James Reynolds, in Milan, looks at what the result means for the country.

Luigi Di Maio and Matteo Salvini were once outsiders in Italian politics. They have now become the mainstream.

Italian voters, when they’re fed up, have a habit of trying out new voices. In 1994, following corruption scandals, the country re-aligned itself.

Now, to a certain extent, Italy is repeating its old experiments.

Five Star began in 2009 as a radical, even anti-political party. For years, it was dominated by its co-founder, the comedian Beppe Grillo. Earlier this year, he decided to stand back from the party.

In retrospect, this looks like a smart move. It allowed the movement to prove that it represents more than the loud visions of a single, occasionally conspiratorial-sounding man.

The movement made a big point of running alone in this election (by contrast, other major parties teamed up into electoral alliances).

But the feature that gives the party its strength – its independence – may now become its weakness.

In order to form a government, Five Star must find coalition partners. Its inexperience in working with others may be a disadvantage in the practical business of coalition building.

So, which way will Five Star turn?

It’s possible that the party will reach out to defeated centre-left Democratic Party, and to other smaller groupings.

Alternatively, Five Star may hope to convince the League party to join a coalition as a junior partner.

The two parties share a scepticism of Italy’s relationship with the European Union. They also share several domestic views, including a hostility towards mandatory vaccinations for children.

But the League party is in no mood to take the small chair at the table. In Milan, party leader Matteo Salvini insisted that his organisation has itself earned the right to lead the country.

The League has risen dramatically in recent years. It was founded in 1991 as a secessionist party, which scorned what it viewed as the scrounging southern part of the country.

But the League now seeks the lead the country it once wanted to break apart.

The party has increased its support partly by swapping its enemies. Instead of criticising southerners, the party now campaigns against illegal migrants.

Matteo Salvini has promised the mass deportation of those who’ve come to Italy illegally – a position that’s clearly won him support.

Crucially, the League has overtaken Silvio Berlusconi’s Forza Italia as the biggest grouping within the centre-right alliance.

Mr Berlusconi, 81, will now have to find a new way of retaking centre stage.

He may be commiserated by his fellow former prime minister, the Democratic Party’s Matteo Renzi – who was also heavily defeated in this vote.

In 1994, Mr Berlusconi was Italy’s fresh voice.

Twenty years later, Mr Renzi took his turn as the energetic new face in Italy’s politics.

But the country’s voters have repeatedly proven that new faces don’t always last. That’s a sobering warning for Luigi Di Maio and Matteo Salvini.

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