Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Europarlamento convoca in udienza Mr Juncker: non sopporta il colpo di mano.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-03-04.

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La modestia è la virtù in accordo alla quale la persona dice di sé stessa la verità.

Chi sia piccolo ed ininfluente riconosca quindi la sua miseria, ma chi sia geniale e di immensa personalità lo ammetta francamente.

Dobbiamo ammettere che Mr Juncker abbia di sé stesso un concetto talmente elevato da sconfinare con gli attributi divini: sono gli altri, invidiosi marci, che non glieli vogliono riconoscere.

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«Martin Selmayr è il nuovo segretario generale della Commissione europea. Con una decisione anomala per i tempi e le modalità, ha lasciato l’incarico di capo di gabinetto del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, per prendere il posto dell’olandese Alexander Italianer»

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«Al suo posto subentra la vice Clara Martinez Alberola, spagnola, legata ai popolari José Maria Aznar e Mariano Rajoi. Vice capo di gabinetto del presidente diventa un britannico-polacco, Richard Szostack»

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«Qual è la differenza tra Martin Selmayr e Dio? Dio sa di non essere Martin Selmayr»

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«Il rumor più accreditato ipotizza che il potente capo di gabinetto tedesco di Juncker abbia cercato una sistemazione ancora più solida all’interno delle istituzioni comunitarie per mettersi al riparo dalle possibili conseguenze del cambio di governo in Germania»

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«Selmayr, molto vicino ad Angela Merkel, nel timore di non poter più contare sul solido sostegno della cancelliera e, anzi, rischiando eventuali e probabili attacchi dalla componente socialdemocratica del prossimo governo tedesco, “ha messo sotto pressione” Italianer, vicino alla pensione, fino a spingerlo a lasciare l’incarico di segretario generale con largo anticipo rispetto alla fine del mandato dell’esecutivo»

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«Un’altra voce, tutta da verificare, ipotizza che la “fuga” di Selmayr dalla guida del gabinetto Juncker sia legata alle condizioni di salute dello stesso presidente che potrebbe lasciare anticipatamente il mandato»

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«Il segretario generale ha un ruolo centrale nell’amministrazione dell’esecutivo comunitario. Dirige e coordina il lavoro di tutta la Commissione «per garantire che tutte le iniziative siano in linea con le priorità politiche del presidente»; gestisce il processo decisionale della Commissione; funge da interfaccia tra la Commissione e le altre istituzioni e organismi; garantisce che la Commissione sia sostenuta da un’amministrazione efficace, trasparente ed efficiente»

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«Cresce la tensione a Bruxelles sul caso-Selmayr, ormai ribattezzato “Selmay-gate”. Alla richiesta di un’inchiesta del Parlamento presentata dai Verdi e di una audizione del presidente Jean-Claude Juncker davanti alla sessione plenaria dell’assemblea presentata dal gruppo dei Conservatori e riformisti, oggi è intervenuto il vicepresidente della Commissione stessa, Jyrki Katainen, il quale ha ufficializzato ciò che era già trapelato nei giorni scorsi, e cioè il fatto che i commissari europei non fossero stati avvisati della promozione di Martin Selmayr a segretario generale»

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«Sulla vicenda è intervenuta anche la delegazione francese del gruppo dei deputati Socialisti che in una lettera indirizzata a Juncker (e per conoscenza al presidente, Antonio Tajani) chiede al presidente della commissione di assumersi la responsabilità della nomina di Selmayr con una audizione davanti al Parlamento a cui il capo dell’esecutivo Ue è tenuto a rispondere. »

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«conflitto d’interessi, favoritismi e disprezzo delle regole – scrive Christine Revault d’Allonnes-Bonnefoy, presidente della delegazione socialista francese – non può in alcun caso offuscare la Commissione europea che deve essere irreprensibile sul rispetto delle regole, visto che ne è la garante»

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Juncker propone di unificare le due maggiori cariche dell’Unione Europea.

L’ultima carognata dei socialisti. Spitzenkandidaten nel PE.

Juncker il Modesto. Elezioni? Lo nomino io il Führer dell’EU!

Mr Juncker e la dirigenza liberal e socialista sono alla disperazione e stanno compiendo gesti da disperati. Gli Elettori non li votano più.

Questa nomina di Herr Martin Selmayr è solo l’ultima della serie, ed è anche la più grave.

Mr Juncker ha agito come se fosse il dittatore dell’Unione Europea, nel tentativo di dare ancora un pochino di tempo ai liberal ed ai socialisti attualmente alla direzione dell’Unione Europea, che stanno scomparendo ad ogni tornata elettorale che si svolge.

Ma costoro si mettano l’anima in pace.

Non sarà oggi, non sarà domani, ma alla fine regoleremo i conti.

Appena fu possibile, Eichmann ce lo siamo andati a prendere, lo abbiamo processato, lo abbiamo condannato e lo abbiamo giustiziato.


Sole 24 Ore. 2018-02-21. Cambio ai vertici Ue: Selmayr nuovo segretario generale al posto di Italianer

Martin Selmayr è il nuovo segretario generale della Commissione europea. Con una decisione anomala per i tempi e le modalità, ha lasciato l’incarico di capo di gabinetto del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, per prendere il posto dell’olandese Alexander Italianer. La notizia ha l’effetto di un terremoto ai vertici delle istituzioni europee, per il ruolo di Selmayr e soprattutto per il modo in cui lo ha interpretato in questi 3 anni e mezzo dall’insediamento del gabinetto Juncker.

Al suo posto subentra la vice Clara Martinez Alberola, spagnola, legata ai popolari José Maria Aznar e Mariano Rajoi. Vice capo di gabinetto del presidente diventa un britannico-polacco, Richard Szostack. Ci si interroga sulle ragioni che hanno portato a questo avvicendamento 20 mesi prima della scadenza del mandato della Commissione Juncker e soprattutto ci si chiede quali altri scenari possano aprirsi.

A Bruxelles le battute per descrivere il modo in cui Selmayr interpreta l’esercizio del potere si sprecano. L’ultima arriva da Libération: «Qual è la differenza tra Martin Selmayr e Dio? Dio sa di non essere Martin Selmayr». I suoi atteggiamenti e le sue modalità gli hanno procurato, negli anni, non pochi nemici e molte antipatie. La sua nomina è stata formalizzata questa mattina dal collegio dei commissari ma qualcosa era nell’aria da un po’. Il rumor più accreditato ipotizza che il potente capo di gabinetto tedesco di Juncker abbia cercato una sistemazione ancora più solida all’interno delle istituzioni comunitarie per mettersi al riparo dalle possibili conseguenze del cambio di governo in Germania. In sostanza Selmayr, molto vicino ad Angela Merkel, nel timore di non poter più contare sul solido sostegno della cancelliera e, anzi, rischiando eventuali e probabili attacchi dalla componente socialdemocratica del prossimo governo tedesco, “ha messo sotto pressione” Italianer, vicino alla pensione, fino a spingerlo a lasciare l’incarico di segretario generale con largo anticipo rispetto alla fine del mandato dell’esecutivo.

Il cambio del segretario generale, infatti, secondo le regole non scritte del galateo comunitario, avviene circa sei mesi dopo il cambio della Commissione, per assicurare una transizione ordinata e dare al nuovo presidente la possibilità di scegliere un suo uomo per la guida della struttura amministrativa. Nessun legame, invece, tra l’uscita di scena di Italianer e la vicenda Ema, in cui l’olandese ha avuto un ruolo per il semplice fatto di essere segretario generale della Commissione.

Un’altra voce, tutta da verificare, ipotizza che la “fuga” di Selmayr dalla guida del gabinetto Juncker sia legata alle condizioni di salute dello stesso presidente che potrebbe lasciare anticipatamente il mandato. Voce, questa, ricorrente da tempo e più volte smentita. Ad accreditarla ci sarebbe anche la scelta per la successione alla guida del gabinetto, caduta in modo automatico sulla vice di Martin, senza cercare candidati di più alto profilo. Ma se fosse davvero questo il motivo, la mossa di Selmayr è solo un piccolo assaggio di quello che accadrà nei prossimi mesi.

Il segretario generale ha un ruolo centrale nell’amministrazione dell’esecutivo comunitario. Dirige e coordina il lavoro di tutta la Commissione «per garantire che tutte le iniziative siano in linea con le priorità politiche del presidente»; gestisce il processo decisionale della Commissione; funge da interfaccia tra la Commissione e le altre istituzioni e organismi; garantisce che la Commissione sia sostenuta da un’amministrazione efficace, trasparente ed efficiente. In sostanza, mette il becco in tutte le decisioni e nessuno dubita dell’intenzione di Selmayr di ricoprire il nuovo ruolo con lo stesso piglio autoritario e decisionista con cui ha guidato il gabinetto Juncker. Nella bolla bruxellese, praticamente un Dio.


Sole 24 Ore. 2018-03-02. Caso-Selmayr: il Parlamento Ue chiede un’audizione a Juncker. Si rischia conflitto istituzionale

La nomina dell’ormai ex capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker, il tedesco Martin Selmayr, a segretario generale della Commissione europea, rischia di degenerare in un conflitto istituzionale tra la stessa Commissione e il Parlamento europeo. Mercoledì sera i parlamentari del Gruppo europeo dei conservatori e riformisti, il terzo dopo i Popolari e i Socialisti, ha chiesto alla Commissione di rispondere, davanti alla seduta plenaria, «su importanti questioni riguardanti la trasparenza e l’integrità del processo di nomina degli alti funzionari».

La decisione, spiega lo stesso gruppo, segue l’annuncio, mercoledì scorso, 21 febbraio, della nomina dello stesso Selmayr nel ruolo di segretario generale, al posto di Alexander Italianer, pensionato con effetto immeditato. «Diversi dubbi e preoccupazioni – sostengono i parlamentari – sono stati sollevati intorno alla nomina e alle procedure della Commissione, in particolare la rapidità con cui la nomina è stata formalizzata e le modalità con cui è stata comunicata al collegio dei commissari e all’opinione pubblica». Una iniziativa analoga è stata presa dai deputati Verdi tedeschi che hanno chiesto alla commissione Bilancio del Parlamento di aprire un’inchiesta sulla vicenda.

Cosa rischiano Juncker e il suo esecutivo

«Una vergogna, uno scandalo. Questa vicenda fa perdere qualsiasi credibilità alla Commissione» è il commento che si raccoglie ai piani alti dell’Europarlamento. «Dopo quello che è successo il 21 febbraio – sostiene una fonte – con quale autorevolezza la Commissione potrà chiedere agli Stati membri il rispetto delle regole di bilancio, dello stato di diritto o del mercato unico?». Politicamente la Commissione dipende dal Parlamento e non dal Consiglio. C’è il rischio, per ora non si sa quanto concreto, che gli europarlamentari di fronte a tanta opacità sfiducino la Commissione o anche solo il presidente senza far cadere il collegio. In questo secondo caso, il primo vicepresidente Frans Timmermans rimpiazzerebbe automaticamente Juncker per assicurare la continuità amministrativa, in attesa della sostituzione.

Sete di potere pericolosa.

Con chiunque si provi parlare della questione-Selmayr a Bruxelles in questi giorni, si ottengono – sia pure con sfumature diverse – risposte piene di indignazione e disgusto per la sete di potere di questo 47enne tedesco la cui carriera folgorante si è accompagnata – soprattutto da quando è capo di gabinetto del presidente – ad una arroganza fuori dal comune. «La nomina a Segretario generale concentra nelle sue mani un potere che rischia seriamente di trasformarlo in una persona pericolosa per l’intera istituzione» osserva un diplomatico. L’indignazione arriva ai piani alti del Parlamento e riguarda anche gli altri gruppi politici, primo fra tutti quello dei Popolari, a cui Selmayr è sempre stato considerato molto vicino provenendo dalla Cdu di Angela Merkel e per i quali ha condotto la campagna elettorale di Juncker nel 2013, incassando poi la nomina a capo di gabinetto. Ma ora sembra aver davvero esagerato, in un delirio di onnipotenza che non trova argine nel presidente Juncker, indebolito da una salute sempre più precaria. Con un effetto-boomerang che oltre a mettere seriamente in discussione la solidità e l’autorevolezza della Commissione, rischia di danneggiare l’immagine della Germania, ancora alle prese con la definizione della Grande Coalizione. Anche per questo, c’è chi teme che il conflitto tra le istituzioni europee si allarghi presto al Consiglio, cioè coinvolga gli Stati membri.

Le questioni aperte.

Sono almeno tre i punti su cui la nomina di Selmayr viene messa in discussione, oltre che dal Parlamento, anche dalla stampa, e ora anche dai sindacati dei dipendenti delle istituzioni europee. In una lettera inviata al commissario al Bilancio e alle Risorse umane, Günther Oettinger, la sigla “Renouveau et démocratie” chiede chiarezza su tre questioni: 1) Perché tutta la procedura è stata condotta “in gran segreto”? 2) Perché non è stato aperto un bando trasparente che consentisse il confronto tra i candidati? 3) E quali sono, infine, i dettagli esatti della procedura che ha portato alla nomina di Selmayr?

La reticenza e l’imbarazzo della Commissione in questa vicenda hanno trovato massima espressione nel nervosismo con cui il portavoce di Oettigner (dunque non il titolare del servizio del portavoce) ha risposto per quasi 50 minuti alle domande incalzanti dei giornalisti nel tradizionale briefing di mezzogiorno lunedì 26 febbraio.

I particolari, sempre più inquietanti, stanno in effetti emergendo giorno dopo giorno e descrivono circostanze in cui si è cercato di dare una parvenza di legalità ad una operazione che nei fatti non lo è stata per nulla.

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