Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Ong - Ngo

Italia. Avaaz. Uno strumento con cui Mr Soros manipola le elezioni.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-17.

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«The banality of evil transmutes into the banality of sentimentality»


Avaaz è una organizzazione che conta 47 milioni di membri in 194 paesi del mondo.

«Avaaz è la comunità che si crea intorno a una campagna che porta i cittadini dentro ai processi decisionali in tutto il mondo.

Avaaz esiste solo da 5 anni, ma è già diventata la rete di pressione politica online più grande e più efficace del mondo.
 The Guardian

Avaaz, che significa “voce” in diverse lingue europee, mediorientali e asiatiche, è stata lanciata nel 2007 con una semplice missione democratica: organizzare i cittadini di tutte le nazioni per ridurre la distanza tra il mondo che abbiamo e il mondo che la maggior parte delle persone, in ogni luogo del mondo, vorrebbe.

Avaaz dà la possibilità a milioni di persone, ognuna con la sua storia, di impegnarsi su questioni urgenti di carattere globale e nazionale, dalla corruzione alla povertà ai conflitti e al cambiamento climatico. Il nostro modello di organizzazione su internet permette a migliaia di azioni individuali, non importanta quanto piccole, di combinarsi rapidamente in una potente forza collettiva. (Leggi dei nostri risultati sulla pagina In evidenza.)

La comunità di Avaaz agisce in 15 lingue grazie a un team di professionisti sparsi per il mondo e a migliaia di volontari. La nostra azione (firmando petizioni, finanziando campagne di comunicazione e azioni sul campo, inviando e-mail e facendo pressione sui governi, organizzando proteste ‘offline’, per le strade e nelle piazze e altri eventi) vuole far sì che il punto di vista e i valori dei cittadini in tutto il mondo influiscano sulle decisioni che riguardano tutti noi.» [Avaaz]

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«Avaaz è un’organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York che promuove attivismo su tematiche quali il cambiamento climatico, i diritti umani, i diritti degli animali, la corruzione, la povertà e i conflitti. La sua missione dichiarata è quella di permettere che i processi decisionali di portata globale vengano influenzati dall’opinione pubblica. L’organizzazione opera in quindici lingue diverse, e conta, stando al sito ufficiale, più di 43 milioni di membri iscritti in 194 paesi.

Essendo una comunità on-line, i membri effettivi sono considerati gli iscritti al sito. I membri della community possono essere definiti “attivi” dal momento in cui, via web, partecipano, sottoscrivono e diffondono le attività dell’associazione. L’associazione utilizza anche l’attività “concreta” di alcuni membri che agiscono nella vita reale (per esempio la consegna di petizioni direttamente ai referenti politici) e si avvale di alcuni membri stipendiati che sono direttamente assunti dalla Fondazione “Avaaz.org”, con sede a New York» [Fonte]

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«Avaaz.org è stata cofondata da Res Publica, una “comunità di professionisti del settore pubblico con l’obiettivo di promuovere il buon governo, partecipazione civica e una democrazia deliberativa”, e MoveOn.org, un gruppo non-profit americano di pressione verso politiche progressiste. È stata anche sostenuta dall’Unione Internazionale degli Impiegati di Servizio (SEIU) e GetUp!, una organizzazione non-profit australiana di campagne.

Tra i fondatori ci sono Ricken Patel, Tom Pravda, l’ex parlamentare della Virginia Tom Perriello, il direttore esecutivo di MoveOn.org Eli Pariser, l’imprenditore australiano progressista David Madden, Jeremy Heimans (cofondatore di Purpose.com), e Andrea Woodhouse. Il direttivo è composto da Ricken Patel (presidente), Tom Pravda (segretario), Eli Pariser (presidente del direttivo), e Ben Brandzel (tesoriere).

Il presidente, fondatore e direttore esecutivo di Avaaz è il Canadese-britannico Ricken Patel. Ha studiato Politica, Filosofia e Economia al Balliol College, Università di Oxford. Ha ricevuto un master in Politiche Pubbliche dall’Università di Harvard. Ha lavorato per l’International Crisis Group in diversi paesi nel mondo, inclusi Sierra Leone, Liberia, Sudan e Afghanistan, dove, ha dichiarato “ha imparato a portare le forze ribelli ai tavoli di negoziato, a monitorare le elezioni (di nascosto), e a ridare fiducia a un sistema politico un tempo corrotto e a capire quando le forze straniere venivano manipolate.” È tornato negli USA e ha fatto il volontario per MoveOn.org, dove ha imparato come usare gli strumenti online per l’attivismo.

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Una inchiesta pubblicata su “Off Guardian” on line del 18 giugno 2015 ha messo in rilievo come sia “Res Publica” che “Move on” – ossìa le organizzazioni che hanno dato vita ad Avaaz – hanno certamente avuto Soros tra i loro cospicui finanziatori. Lo stesso articolo analizza le biografie dei fondatori e mette in guardia sulla insufficiente trasparenza dell’organizzazione.» [Fonte]

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«$20 million? That’s a lot of generosity right there. But yes, the money is definitely rolling in. In an article from 2012, Empire Strikes Black links to Avaaz’s 990 form for 2010, which demonstrates an annual income from “contributions and grants” of $4,767,187 in 2009, and almost half as much again in 2010. Similar returns from 2012-13 show figures of $11,611,547 and $14,545,459 respectively.» [Fonte]

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«Res Publica is a bit hard to pin down. Their Wiki link leads nowhere now, and their URL is dead. There seems to be nothing much about them online that adds more information than the brief summary offered by Avaaz, but NGO Monitor tells us they: “received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008.”» [Fonte]

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«Moveon.org are easier to trace. Their website is still active. They are a Democratic party front group, currently campaigning against GMO salmon, the Confederate flag, Greek austerity and numerous other things, many of which seem eminently reasonable. According to the WaPo they received $1.6 million from “George Soros and his wife” back in 2004.» [Fonte]

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«The International Crisis Group has George Soros as a “trustee” (my how that man gets around). Other trustees include Wes Clark, former NATO Supreme Allied Commander, Carl Bildt, former Prime Minister and Foreign Minister of Sweden, several retired state department officials, ambassadors, diplomats and prime ministers.» [Fonte]

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«Tom Perriello, the second name on Avaaz’s list of individual founders is a “United States State Department official”, and a lawyer, who “served one term as a U.S. Representative for Virginia’s 5th congressional district.” He is also a member of the Democratic Party. He formerly served as President and CEO of Center for American Progress Action Fund and Counselor for Policy at Center for American Progress» [Fonte]

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«A fourth co-founder worth mentioning is David Madden, ex-army officer and “entrepreneur”. David’s previous employers include (go on – guess) the World Bank and – once again – the United Nations» [Fonte]

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Ma Avaaz estende ben oltre i propri orizzonti. Sarebbe lungo addentrarvisi, ma questo sarebbe un primo passo:

Avaaz: The Lobbyist that Masquerades as Online Activism

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Avaaz, Soros, Israel and the Palestinians

«Avaaz was co-founded in 2007 by “Res Publica, a global civic advocacy group, and Moveon.org.” The former received grants totaling $250,000 from the Soros Open Society Institute in 2008. The latter received a $1.46 million grant from George Soros in 2004. Res Publica describes Avaaz.org as its “primary current project.”

According to a 2007 ABC News report on Avaaz.org’s call for the firing of Paul Wolfowitz as president of the World Bank, Avaaz.org is a “global advocacy group funded by philanthropist and financier George Soros, MoveOn.org and the labor group SEIU.”

According to the 2009 Form 990 (page 87) filed by the Open Society Foundations, OSF gave $600,000 to Avaaz.org via New York-based Res Publica; $300,000 for “general support to Avaaz.org” and $300,000 for “Avaaz.org’s work on climate change.”

A check into OSF 990s for 2010 or 2011 show no grants for Avaaz nor Res Publica. According to its 2011 990, Avaaz.org’s total revenue for that year was $7,519,028. Avaaz.org claims it is “wholly member-funded.” Avaaz does not publish a detailed list of donors on its website or 990 forms, and therefore this claim cannot be verified independently.

Avaaz.org is active in the Israeli-Palestinian arena. Its 2011 campaign “Palestine: the time is now,” was aimed at pressuring the UK, France, and Germany to support a Palestinian bid for recognition. The petition and accompanying video titled “Middle East Peace – The Real Story” promotes the Palestinian narrative. In 2007 Avaaz.org launched a petition calling to “End the Siege of Gaza: Ceasefire Now” demanding an end to the “blockade and growing humanitarian crisis in Gaza” and “ensure the free flow of supplies by land, sea or air.”

Avaaz.org teamed up with the anti-Israel, BDS group Jewish Voice for Peace during the 2013 AIPAC Policy Conference purchasing hundreds of anti-AIPAC billboards posted in downtown Washington, DC subway stations.»

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Avaaz in Italia.

Sono in molti ad aver ricevuto la seguente e-mail.

«Cari avaaziani in tutta Italia,

quasi nessuno sembra essersene accorto, ma secondo gli ultimi sondaggi alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza al Senato e 20 per quella alla Camera!

Ma c’è un modo per fermarli — strappargli per pochi voti i seggi più incerti.

In tutta Italia, ci sono almeno 25 collegi in cui basta che poche centinaia di noi decidano di votare per il candidato con più possibilità di battere quello dell’estrema destra per cambiare l’esito delle elezioni nazionali! Questo perché in ogni collegio chi prende più voti va direttamente in Parlamento!

Questa battaglia è veramente importante! Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la “razza bianca” debba essere “protetta”, che l’omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie. Possiamo fermarli… assieme!

Clicca qui sotto per sapere se il tuo seggio è in bilico e chi è il candidato che ha maggiori possibilità di vincere:

In alcuni collegi il candidato favorito è del Movimento 5 stelle, in altri del Partito Democratico o di Più Europa. La campagna di Avaaz non sostiene nessuna coalizione o partito ma ha l’unico obiettivo di evitare che partiti estremisti arrivino al governo del Paese. Clicca per farci sapere se nel tuo seggio pensi o meno di votare il candidato che può fermare questa coalizione dell’odio.

E se non vivi in una delle zone più in bilico, sicuramente hai degli amici a cui queste informazioni potrebbero essere utili! In quel caso, condividi con loro la pagina e informali di questa campagna. La nuova legge elettorale ha introdotto dei candidati per ogni circoscrizione, ma pochissimi elettori sanno quali sono e ancora di meno quali hanno reali possibilità di essere eletti.

I membri di Avaaz supportano partiti molto diversi tra loro. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, da +Europa a Liberi e Uguali o Potere al Popolo e molti altri. Ma sono uniti nel rifiuto dell’estrema destra violenta e razzista. E la maggior parte vuole unirsi e fermare l’ascesa al potere di questa coalizione dell’odio.

Non tutti saranno disposti a cambiare le loro intenzioni di voto. Ed è giusto così. Ma basta che poche centinaia di noi in ogni collegio si uniscano per sconfiggere l’estrema destra, e possiamo farcela.»

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Ricapitolando:

«alla coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni mancherebbero solo 5 seggi per avere la maggioranza …. Siamo di fronte a candidati di estrema destra che credono che la “razza bianca” debba essere “protetta”, che l’omosessualità sia una malattia o che organizzano manifestazioni per togliere diritti alle donne e alle famiglie»

Mr Soros non avrebbe potuto essere più chiaro.

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