Pubblicato in: Armamenti, Medio Oriente

Siria. Dopo il Su-25 adesso è un F16 israeliano ad essere abbattuto.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-02-10.

Syria 2018-02-10

Come per il caso del Su-25 abbattuto la settimana scorsa, anche adesso che è stato abbattuto un F16 israeliano le polemiche infuriano. Tutte le parti in causa si accusano vicendevolmente di ogni possibile nequizia, e spesso qualcosa di più.

Solo sull’unico elemento che sta emergendo quasi nessuno osa parlarne.

I mezzi di difesa antiaerei hanno avuto negli ultimi decenni sviluppi tecnici impressionanti.

Al momento attuale un razzetto portatile a spalla, del valore di poche decine di migliaia di dollari, può abbattere un aeroplano del valore di venti – trenta milioni di dollari.

E non si tratta solamente di un gradiente economico incredibilmente elevato.

I tempi di costruzione di un missile terra – aria del tipo impiegato si aggirano sulla settimana lavorativa, mentre quelli di un aeroplano da combattimento sui due anni.

Il tempo necessario per addestrare un fante all’uso del missile terra – aria non supera la giornata, mentre la formazione di un pilota da caccia richiede dai tre ai sei anni.

In altri termini, in caso di conflitto, le rispettive aviazioni sarebbero in breve decimate nei mezzi e nei piloti, e si tornerebbe a modalità combattive dell’era pre – aeronautica.

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Ci si pensi bene, molto bene.

Questa è una realtà di cui è necessario prendere atto.

L’illusione che la guerra vera sia assimilabile ai video games è sempre dura a morire, ma sul campo di battaglia è morta, e da un bel pezzo.


Il pilota abbattuto in Siria nel Su-25 non attendeva la minaccia

«Il Su-25 russo è stato abbattuto a Idlib da un MANPADS, il pilota russo, probabilmente a bassa quota, non sapeva che in questa zona di distensione potevano verificarsi minacce per la sicurezza.

Lo ha detto il presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici, il dottore in scienze militari Kostantin Sivkov. In precedenza il ministero della Difesa russo ha dichiarato che il caccia russo Su-25 è stato abbattuto da un MANPADS nella provincia siriana di Idlib, il pilota è morto in combattimento con i terroristi. Successivamente, le Forze Armate russe hanno attaccato i miliziani di Al-Nusra a Idlib, eliminando più di 30 terroristi.»

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«Le apparecchiature radar dell’aereo non possono tenere traccia dell’attacco di armi portatili terra-aria di tipo “Stinger” o “Igla”, il puntamento è passivo, non emettono segnali. L'”Igla” si può usare a tre chilometri e, quindi, il Su-25 è volato a bassa quota, il che suggerisce che il pilota pensava si trattasse di una zona di sicurezza, che nessuno sparasse»

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Israeli warplane crashes amid cross-border escalation with Syria

An Israeli jet has been downed by Syrian anti-air fire after Israel intercepted an Iranian drone launched from Syria. The incident is one of the most serious involving Israel, Iran and Syria amid the Syrian civil war.

Israel planes on Saturday carried out attacks on “Iranian targets” in Syria after intercepting a drone, with one F16 fighter downed by heavy anti-aircraft counter fire, a military spokesman said.

Israeli military spokesman Jonathan Conricus wrote on Twitter that the plane had crashed in Israel but that the pilots were safe, saying that the incident occurred as Israeli forces attacked the “Iranian control systems in Israel” responsible for the launch of the drone.

Israeli police said the F16 crashed in the Jezreel Valley in northern Israel. The pilots were taken to hospital for treatment, according to the military, with one seriously wounded and the other lightly.

In a separate statement, the military said that a “combat helicopter successfully intercepted an Iranian UAV that was launched from Syria and infiltrated Israel.”

It said it had carried out “large-scale” attacks on at least a dozen Iranian targets in Syria in response to the drone’s intrusion into Israeli airspace.

Mutual blame game

The Syrian state news agency SANA quoted an unidentified military source as saying Syrian forces had responded with anti-aircraft fire to an Israel act of “aggression” against a military base and that more than one Israeli plane had been hit.

The Israeli military insists that only one plane was affected.

Israel’s targeting of an Iranian site in Syria marks an escalation in military action involving the three countries and is one of the most serious incidents of its type since the Syrian civil conflict began eight years ago.

Iran and its Lebanese militia ally, Hezbollah, are both major players in Syria’s multi-faceted civil war, while Israel has experienced spillover violence from the fighting; shooting down several drones that have tried to infiltrate its territory among other things.

Israel has of late been warning of increased Iranian involvement along its border in Syria and Lebanon, fearing that Iran could use Syrian territory as a base for attacks.

Israeli missiles also this week targeted a Syrian military research center near Damascus.

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