Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Brigitte Bardot si schiera con Deneuve e con il buon senso.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-18.

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Dopo l’intervento di Mrs Deneuve sul caso Weinstein, ecco adesso quello di Mrs Brigitte Bardot.

Democrazia tra piazza ed elezioni. L’intervento di Mrs Deneuve.

Sexual harassment. L’ultima arma per neutralizzare i nemici.

Il caso Asia Argento. Wladimiro Guadagno sembrerebbe avere ragione.

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«Brigitte Bardot si scaglia contro la polemica suscitata dal caso Weinstein e critica violentemente l’ondata di denunce “ipocrita, ridicola e senza interesse”.»

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«ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo»

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«fanno le civette per ottenere delle parti, poi vengono a raccontare di essere state molestate … in realtà piuttosto che giovargli, tutto questo finisce per nuocere loro»

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«per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interessa. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi»

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Si resta piacevolmente sorpresi come donne di grande livello artistico e di notevole notorietà mondiale abbiano trovato modo di esprimere un punto d vista corretto ed equilibrato.

Si dovrebbero rimarcare alcuni elementi.

In primo luogo, la sostanziale differenza che corre tra avances, magari anche un po’ goffe, molestie ed infine la violenza carnale vera e propria: assimilarle sarebbe una stortura logica che alla fine lede alla base la giustizia.

In secondo luogo, le denuncie si fanno alle forze dell’ordine e quindi ai Magistrati, non ai media.

In terzo luogo, per tutti i reati, ossia atti penalmente perseguibili, è previsto un periodo oltre il quale la denuncia decade: è il concetto di prescrizione. Le denuncie devono seguire a tempi brevissimi i fatti.

In quarto luogo, ogni denuncia deve essere corredata da prove probanti: in caso contrario è una mera calunnia.

In quinto luogo, il cittadino può essere ritenuto colpevole solo a sentenza passata in giudicato: una denuncia non equivale a sentenza di condanna.

In sesto luogo, in un paese che si dica civile non si condanna alcuno senza prima avergli dato ampia possibilità di farsi le proprie ragioni.

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A nostro parere, Mrs Bardot ha però centrato il cuore della questione, quando ha detto:

«Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi»

E Dio solo sa quanti temi scottanti ha adesso per le mani l’Occidente.

Nota.

Chiediamo al Lettore lo sforzo di dimenticarsi la materia in oggetto e di focalizzarsi invece sulle procedure enunciate. Senza salvaguardia di un equo processo è impossibile poter parlare di società civile. La calunnia uccide peggio della pistola.


Ansa. 2018-01-18. Molestie: Brigitte Bardot, ‘attrici fanno le civette per un ruolo’

Brigitte Bardot si scaglia contro la polemica suscitata dal caso Weinstein e critica violentemente l’ondata di denunce “ipocrita, ridicola e senza interesse”.

Secondo l’ex attrice simbolo degli anni Cinquanta e Sessanta, “ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo”.

Intervistata dalla rivista Paris Match, in edicola oggi, B.B., 83 anni, afferma: “per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interessa. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi”.

L’attrice di “E Dio creò la donna” afferma fra l’altro di non essere “mai stata vittima di molestie sessuali”. “E trovavo affascinante – continua – che mi dicessero che ero bella o che avevo un bel sederino…questo tipo di complimenti sono piacevoli”.

Quanto alle attrici che, secondo lei, “fanno le civette” per ottenere delle parti, “poi – continua – vengono a raccontare di essere state molestate … in realtà piuttosto che giovargli, tutto questo finisce per nuocere loro”.

La settimana scorsa, un centinaio di donne – intellettuali e artiste in maggior parte – fra le quali Catherine Deneuve, avevano firmato una tribuna su Le Monde per difendere “la libertà di importunare”, un intervento poi aspramente criticato da altre donne che hanno preso la parola in favore della campagna mediatica #metoo lanciata per denunciare le molestie.

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