Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Borisov, Presidente Consiglio EU ritorna sul problema polacco.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-18.

Juncker 004

Mr Boyko Borisov, Primo Ministro bulgaro e Presidente del Consiglio Europeo per questo semestre aveva già chiaramente espresso le sue opinioni sulla richiesta della attuale dirigenza dell’Unione Europea di avviare sanzioni contro la Polonia, minacciandola di arrivare fino alla espulsione.

Borisov, Presidente Consiglio EU bacchetta la dirigenza sulla Polonia.

«Bulgaria warns Polish rebuke from EU will set ‘dangerous precedent’»

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«Borisov highlights unease in member states over so-called Article 7 procedure against Poland»

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«Why the unease?»

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«If Brussels is not stopped here, their appetite for power will only grow stronger»

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«The Bulgarian PM also warned Donald Tusk not to interfere or speak out regarding Polish politics after Tusk’s latest attacks on the elected government in Poland»

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«We have to remain neutral, impartial.»

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«A censure of Poland – which requires a four-fifths majority – would open the way for potential sanctions, such as suspending Warsaw’s voting rights»

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«However this would require unanimity among EU member states and Hungary has vowed to veto any such proposal»

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È ritornato sull’argomento, facendo ulteriori precisazioni.

Borisov: Poland vote would give EU ‘sleepless nights’

«A vote on sanctions against Poland over its rule of law issues would give the EU “sleepless nights” and should be avoided»

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«a discussion between member states “would set a very dangerous precedent.”»

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«Borisov argued that breaches to the rule of law were “so vague” to measure.»

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«Every time you want to hurt someone’s feelings, you put [on the table] ’the rule of law’»

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«Poland was “a great country”»

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Sull’argomento è intervenuta anche Mrs Lilyana Pavlova, Minister of Regional Development and Public Works, che adesso ha anche assunto la altissima carica in seno all’Unione Europea di Ministro per la Presidenza.

«Lilyana Pavlova, who from today will be heading the Ministry for the Bulgarian Presidency of the Council of the EU 2018.» [Republic of Bulgaria. Council of Ministers]

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«the first step will be to analyse and to have the positions of every country, including Poland»

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«We’ll have to consult with the legal services, having additional analysis and then to continue on the next steps»

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«The first discussion will take place on 27 February, at a meeting of EU foreign affairs ministers»

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L’attuale dirigenza pro tempore dell’Unione Europea si trova a gestire una situazione complessa e corre il serio rischio sia di spaccare ciò che resta dell’Unione Europea, sia di autodistruggersi.

Molti i punti da prendere in considerazione.

– I partiti a tendenza libera oppure socialisti ideologici hanno perso tutte le ultime tornate elettorali in Europa. Di conseguenza, il Consiglio di Europa, formato dai capi di governo o di stato dei paesi membri, non è più quello di un anno fa, caratterizzato dalla presenza di Mr Hollande e di Frau Merkel nel pieno della loro potenza. Ma è il Consiglio di Europa che prende le decisioni: sarà tutto da vedere se la dirigenza europea riuscirà ad ottenere la maggioranza.

– I paesi dell’est europeo hanno da tempo aderito alla Ceec, organizzazione economica patrocinata dalla Cina, la quale ha raggiunto con molti di quei paesi volumi commerciali quadrupli di quelli da essi intrattenuti con l’Unione Europea. La Ceec è una spina nel fianco dell’Unione Europea, incapace di reperire fondi per interventi strutturali, specie nei paesi dell’est europeo.

– Alla Ceec si è anche aggiunto il Trimarium, altro motivo di tribolo per la attuale dirigenza dell’unione, ed anche in questa realtà vi domina la presenza cinese.

– A nessuno sfugge quanto le azioni dell’EU contro Polonia ed Ungheria siano morivate sicuramente da odio religioso ed ideologico, da volontà di asservimento, ma anche dalla concreta paura che questi paesi non cedano la propria sovranità, facendo così fallire il progetto degli Stati Uniti di Europa.

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