Pubblicato in: Fisco e Tasse, Medio Oriente

Paesi del Golfo. Parziale adeguamento fiscale all’Occidente.

Giuseppe Sandro Mela.

2018-01-05.

Arabia Saudita 001

«Rivoluzione fiscale in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti dove per la prima volta è stata introdotta l’Iva»

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«Una svolta storica e necessaria per tentare di rimpolpare le casse dei due paesi del Golfo e rilanciare l’economia provata dal crollo dei prezzi del petrolio»

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«L’imposta al 5% …. da oggi è applicata su molti prodotti d’uso comune, dalla benzina, al cibo ai telefoni»

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«Saranno esenti dall’Iva invece i servizi sanitari, i trasporti pubblici e le operazioni finanziarie»

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«Gli altri Paesi membri, Qatar, Bahrein, Oman e Kuwait hanno tempo fino al 1 gennaio 2019 per applicare la tassa»

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«L’Arabia Saudita, il cui 90% delle entrate proviene dall’oro nero, ha già introdotto una tassa su tabacco e bevande e ha ridotto alcune forme di sussidio. Gli Emirati, che devono al petrolio l’80% del loro budget, hanno alzato i pedaggi autostradali e la tassa sul turismo»

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2018-01-04__Paesi del Golfo.

L’Arabia Saudita sta attraversando un periodo di transizione politica ed economica.

Il pil pro capite è sceso dai 25,208$ del 2012 agli attuali 20,029$. Nel 2017 il pil% è decresciuto del -0.5% nel Q1 e del -1.0% nel Q2.

Il Principe Ereditario ha assunto de facto il governo ed ha varato grandi progetti di riforme.

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Tuttavia la guerra del petrolio oltre alle grandi spese militari per la propria sicurezza in un Medio Oriente inquieto ed instabile, ha inciso profondamente sulla situazione economica, destabilizzandola.

Poi, si tenga presente come gran parte dei proventi petroliferi vadano non tanto all’Arabia Saudita quanto piuttosto ai membri della Famiglia Saud.

Le conclusione sono al solito davvero semplici.

L’Arabia Saudita deve ridimensionare le proprie ambizioni locoregionali per il banale motivo che non ha fondi sufficienti per potersele permettere.

Nota.

I media liberal occidentali hanno fatto grancassa al permesso accordato in Arabia Saudita alle femmine di poter guidare l’automobile. Certo cambiamento di costume, anche se limitato alle 52 donne abilitate della Famiglia Saud, ma non di importanza come l’introduzione dell’Iva.


Camera Cooperazione Italo Araba. 2018-01-03. Arabia Saudita ed Emirati, introdotta per la prima volta l’IVA

Rivoluzione fiscale in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti dove per la prima volta è stata introdotta l’Iva. Una svolta storica e necessaria per tentare di rimpolpare le casse dei due paesi del Golfo e rilanciare l’economia provata dal crollo dei prezzi del petrolio. L’imposta al 5%, riporta la Bbc, da oggi è applicata su molti prodotti d’uso comune, dalla benzina, al cibo ai telefoni. Ma anche sui costi delle stanze d’albergo e sulle bollette di acqua ed elettricità. Saranno esenti dall’Iva invece i servizi sanitari, i trasporti pubblici e le operazioni finanziarie.

Finisce quindi il sogno del paradiso ‘tax-free’ nel Golfo che per tanto tempo ha attirato lavoratori e turisti da tutto il mondo. Negli ultimi tre anni, con l’aggravarsi della crisi dei prezzi del petrolio, i paesi dell’area hanno cominciato a discutere della possibilità di introdurre un vero e proprio sistema di tassazione.

L’Arabia Saudita, il cui 90% delle entrate proviene dall’oro nero, ha già introdotto una tassa su tabacco e bevande e ha ridotto alcune forme di sussidio. Gli Emirati, che devono al petrolio l’80% del loro budget, hanno alzato i pedaggi autostradali e la tassa sul turismo. I lavoratori, locali e non, possono consolarsi almeno parzialmente. Non è in programma, infatti, l’imposizione di nessuna tassa sul reddito.

L’introduzione dell’Iva è stata decisa nell’ambito del Consiglio di cooperazione del Golfo ed è in linea con le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale.

Secondo il direttore del Fmi per il Medio Oriente, Jihad Azour, la tassa fa parte di una riforma a lungo termine del sistema fiscale per avviare i paesi del Golfo a diminuire la loro dipendenza dal petrolio. Sul rischio che la nuova imposta provochi un rallentamento dei consumi in paesi in cui il costo della vita è già molto alto l’Fmi rassicura: sarà compensato dagli investimenti del governo.

Gli altri Paesi membri, Qatar, Bahrein, Oman e Kuwait hanno tempo fino al 1 gennaio 2019 per applicare la tassa.

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