Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump, Unione Europea

Trump il Grande e la sua lotta ai parassiti.

Giuseppe Sandro Mela.

2018--01-03.

Donald Trump photographed at Trump Tower in NYC
Donald Trump photographed at the Trump Tower on 5th Ave. in Manhattan, NYC on Monday, September 21, 2015. (Damon Winter/ The New York Times)

L’ictus, noto anche come apoplessia od accidente cerebrovascolare, è la più frequente causa di morte, 17 milioni circa, mentre le malattie coronariche hanno causato oltre 6.4 milioni di morti.

L’Aids, Me SH D000163, presenta al confronto un tasso di mortalità trascurabile, ma è una patologia che sta a cuore ai liberal democratici americani.

«L’AIDS è stato riconosciuto per la prima volta il 5 giugno 1981, quando i CDC di Atlanta registrarono casi sospetti di polmonite da Pneumocystis carinii in cinque uomini omosessuali a Los Angeles. In principio, il CDC non aveva dato un nome ufficiale alla malattia e spesso faceva riferimento ad essa per mezzo delle malattie che sono state associate ad essa, ad esempio, linfoadenopatia.

In generale la stampa coniò il termine GRID che stava per Gay-related immune deficiency. Il CDC, in cerca di un nome, osservò che le comunità infette apparentemente fossero limitate a quelle degli haitiani, degli omosessuali, degli emofiliaci e degli eroinomani, coniò il termine di “malattia 4H”. Tuttavia, dopo aver stabilito che l’AIDS non era limitato a quelle sole comunità, il termine AIDS venne introdotto nel luglio 1982 e utilizzato come corretta definizione della malattia dal settembre di quell’anno.

La identificazione positiva del virus HIV-1 viene dal Congo nel 1959 e gli studi genetici del 1960 indicano che il virus è passato nella popolazione umana dagli scimpanzé circa cinquant’anni prima. Uno studio del 2007 afferma che un ceppo di HIV-1, probabilmente spostato dall’Africa ad Haiti, è entrato negli Stati Uniti intorno al 1969. Lo stesso gruppo di ricerca ha rilanciato tale conclusione nel 2016 con uno studio genetico.

Il 2 ottobre 1985 morì l’attore omosessuale statunitense Rock Hudson, il primo personaggio famoso a confessare pubblicamente di essere malato di AIDS, che gli era stata diagnosticata l’anno precedente» [Fonte]

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I liberal si presero immediatamente a cuore la situazione per due motivi.

Il primo motivo è facilmente intuibile: essendo una patologia sessuale, specie poi contro natura, la sua terapia era vissuta alla stregua di una sorta di legittima difesa. Un must per cercare di sopravvivere.

Il secondo motivo è meno facilmente intuibile e quantizzabile. Inscenato immediatamente un clamoroso battage pubblicitario ove l’aids era descritto come “peste del secolo“, l’ebola era infatti all’epoca ben poco noto, vi fu un continuo fiorire di centri di ricerca ad hoc. Apparentemente nulla di strano, tranne il fatto che dapprima rivoli, quindi torrenti, poi fiumi ed infine oceani di denaro pubblico vi furono convogliati sopra. Quasi trecentomila posti aids-dipendenti furono generati, sempre a spese di denaro pubblico, per non parlare di finanziamenti a fondo perduto. Tutte le istituzioni internazionali ne furono coinvolte, i fondi immani devoluti a far curare i poveri africani da parte di personale occidentale, tutti liberal doc. Per ampliare il flusso di denaro, la definizione di aids fu allargata oltre misura. In Africa, sotto la scusa che era impossibile eseguire i test specifici, ogni morte per starvation era ascritta all’aids: ecco generata una pandemia con un tratto di penna.

Un conto grossolano indicherebbe come nel corso dei quaranta anni l’aids abbia assorbito oltre 1,500 miliardi di fondi pubblici: un gran bel gruzzoletto.

La passata Amministrazione Obama aveva adornato una gran quantità di commissioni di esperti di aids, la cui precipua funzione era quella di modulare in modo proprio il flusso di denaro dal Tesoro alle casse democratiche.

Adesso facciamo un rapido conto.

Il Progetto cinese Belt and Road costa 1,500 miliardi, e sta portando sviluppo e benessere in moltissime nazioni arretrate economicamente.

Cosa sarebbe mai oggi l’Africa se invece di investire in preservativi si fosse investito in infrastrutture?

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«Ten HIV/AIDS experts have been dismissed from their unpaid roles on the presidential advisory council»

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«US President Donald Trump has fired the entire council that advises his administration about the HIV/AIDS epidemic»

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«the members were informed by letter this week that their terminations were effective immediately»

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«The Washington Blade, an LGBTI newspaper, cited sources with knowledge of the terminations as saying that the terms of several council members appointed during the Obama era still had time to run»

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«Council members also complained that, since taking office, Trump had failed to appoint a director of the Office of National AIDS Policy, a position first created during the Clinton administration»

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«his [Trump] administration was “eliminating the few remaining people willing to push back against harmful policies, like abstinence-only sex education.”»

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«Trump has sought to make $150 million (€125 million) in cuts to HIV/AIDS programs in the 2018 fiscal year budget, as well as deep cuts to global projects to fight AIDS»

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Un presidente di conquista il titolo di Grande quando riesce a fare due operazioni:

– tagliare le tasse ai Cittadini Contribuenti;

– ridurre spese e personale pubblico inutile.

Sì: Mr Trump si è meritato il titolo di ‘Grande’.


Deutsche Welle. 2017-12-30. US President Donald Trump fires entire council advising on HIV/AIDS

Ten HIV/AIDS experts have been dismissed from their unpaid roles on the presidential advisory council. Six other members quit in June, accusing Trump of having no strategy to deal with the epidemic.

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US President Donald Trump has fired the entire council that advises his administration about the HIV/AIDS epidemic, the Washington Post reported on Saturday.

Patrick Sullivan, an epidemiologist at Emory University in Atlanta who works on HIV testing programs, told the newspaper that the members were informed by letter this week that their terminations were effective immediately.

The Washington Post said the council, which was set up in 1995, makes national HIV/AIDS strategy recommendations — a five-year plan which sets out how health officials should respond to the epidemic.

The council is made up of doctors, members of industry, members of the community and people living with the disease.

The Washington Blade, an LGBTI newspaper, cited sources with knowledge of the terminations as saying that the terms of several council members appointed during the Obama era still had time to run.

Anger over Trump’s health cuts

The mass dismissal follows the resignation in June of six other representatives of the Presidential Advisory Council on HIV/AIDS, who said at the time they were frustrated with Trump’s health care policies.

Several members slammed Trump’s planned American Health Care Act (AHCA), saying it would leave many of the 1.1 million Americans with HIV-AIDS without access to proper treatment. AHCA failed to pass in Congress this year, despite several attempts.

Council members also complained that, since taking office, Trump had failed to appoint a director of the Office of National AIDS Policy, a position first created during the Clinton administration.

Lawyer Scott Shoettes, who resigned from the committee in June, called Trump’s decision “dangerous,” adding in a tweet that his administration was “eliminating the few remaining people willing to push back against harmful policies, like abstinence-only sex education.”

Trump has sought to make $150 million (€125 million) in cuts to HIV/AIDS programs in the 2018 fiscal year budget, as well as deep cuts to global projects to fight AIDS and other diseases, Newsweek reported.

HIV/AIDS campaigners denounced the firings from the council as potentially setting back the fight against the disease following years of progress.

Although the number of new HIV infections in the US fell 5 percent between 2010 and 2015, gay and bisexual men remain at the highest risk, along with other minority groups including blacks and Hispanics, according to figures from the US Centers for Disease Control.

The health agency estimates that some 162,500 people (15 percent of all those living with the condition) are unaware that they are HIV positive.

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