Pubblicato in: Geopolitica Mondiale, Medio Oriente, Putin, Russia

L’Unione economica eurasiatica accoglierà l’Iran dal febbraio 2018.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-12-19.

Russia's president Putin visits city of Yaroslavl

«The Eurasian Economic Union (EAEU) is an economic union of states located primarily in northern Eurasia. The Treaty aiming for the establishment of the EAEU was signed on 29 May 2014 by the leaders of Belarus, Kazakhstan and Russia, and came into force on 1 January 2015. Treaties aiming for Armenia’s and Kyrgyzstan’s accession to the Eurasian Economic Union were signed on 9 October and 23 December 2014, respectively. Armenia’s accession treaty came into force on 2 January 2015. Kyrgyzstan’s accession treaty came into effect on 6 August 2015. ….

The countries represent a market of some 183 million people and a combined GDP of around $4 trillion. ….

Russia has the 12th largest economy in the world by nominal GDP and the 6th largest by purchasing power parity. ….

The EAEU introduces the free movement of goods, capital, services and people and provides for common policies in macroeconomic sphere, transport, industry and agriculture, energy, foreign trade and investment, customs, technical regulation, competition and antitrust regulation.» [Fonte]

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E così l’Iran aderirà all’Unione economica eurasiatica. Ma siamo solo agli inizi.

«L’Unione eurasiatica potrebbe estendersi anche ad altri paesi che sono stati storicamente o culturalmente legati alla Russia, come la Finlandia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca, la Bulgaria, la Cina e la Mongolia, che sarebbero uniti in un’unione federale dove il russo verrebbe usato come lingua di comunicazione e cooperazione economica.» [Fonte]

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Inutile dilungarsi sui dettagli protocollari, per quanto essi siano interessanti.

Il vero risultato è quello politico, che potremmo schematicamente riassumere nei seguenti punti.

– La Russia ha fatto transitare Siria ed Iran nella sua sfera di influenza politica, economica e militare.

– L’Occidente, e soprattutto gli Stati Uniti, hanno subito un severo smacco in Medio Oriente, prolegomeno alla perdita di influenza sia nel sud – est asiatico sia in Africa.

– Il blocco russo – asiatico si dimostra autoconsistente, coeso, in grado di vivere ed espandersi indipendentemente da quanto dica o faccia l’Occidente.

China’s CNPC weighs taking over Iran project if Total leaves – sources

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E mentre gli asiatici continuano a lavorare come castori intenti a costruirsi la diga, gli europei si accapigliano sulle regole da applicare alla ripartizione dei migranti e danno soddisfatti alle stampe il tratto dell’Unione sulla coltivazione dei broccoletti di Bruxelles, sintetizzato in undici volumi venduto quasi a diecimila euro.

Gli americani invece sono tutti intenti a farsi guerra a colpi di sexual harassment, tagliando così tutte le teste che fossero incorse nell’orrendo reato di essere accusati di aver guardato dentro una scollatura. La grande conquista dei liberal è che una denuncia, ancorché fatta ai media e non alla magistratura, è una sentenza passata in giudicato.

È giusto che scompaiano dalla scena politica.

Post Scriptum.

Se qualcuno incontrasse la Bundeskanzlerin Frau Merkel, glielo dica, per cortesia.


Aurora. 2017-12-15. L’Iran aderice all’Unione economica eurasiatica, addio Brzezinski

L’Iran aderisce all’Unione economica eurasiatica (UEE). All’inizio del prossimo anno, a febbraio secondo questo resoconto, l’Iran aderirà all’Unione e aprirà le porte alla Turchia per l’adesione entro la fine del 2018. Tra questa e la fine della guerra in Siria, non è difficile dichiarare la dottrina Brzezinski del caos centroasiatico guidato dagli Stati Uniti esalare gli ultimi respiri. L’Iran che infine aderisce all’UEE risponde a una serie di fattori, il più importante, la continua bellicosità degli Stati Uniti. Le sanzioni economiche estese all’Iran e al leader dell’UEE, la Russia, ha creato la necessità di un maggiore coordinamento su obiettivi economici e di politica estera. E crea la nuova realtà regionale che rimodellerà questo concetto per i prossimi cento anni.

La scommessa nucleare

Negli ultimi giorni dell’amministrazione Obama sembrava che l’obiettivo fosse placare l’Iran per fermarne la svolta verso Russia e Cina. Credo che fosse la forza trainante del negoziato di Obama sul controverso accordo nucleare. In effetti, Obama cercò di scambiare i miliardi congelati degli iraniani detenuti nelle banche occidentali con l’Iran ignorare la disintegrazione della Siria e conseguente disastro totale. Quando si pensa quanto siamo venali? Dopo aver sanzionato l’Iran economicamente, averne congelato i conti, impeditogli la comunicazione interbancaria coi clienti (rimozione dallo SWIFT), indotto l’iperinflazione per istigare il cambio di regime, avrebbe accettato di consegnare l’alleata Siria agli animali wahhabiti. In cambio avrebbe ripudiato la Russia e sarebbe stato grato per l’opportunità di riavere i soldi firmando un accordo che gli vietava di avere armi nucleari? Questa è la “logica” dei ritardati che guidavano la nostra politica estera sotto Obama. Quindi, ora, dopo aver visto Russia ed Esercito arabo siriano sconfiggere lo SIIL, l’Iran fa la mossa intelligente d’integrare l’economia, che ha bisogno di diversificazione ed investimenti, aderendo all’Unione economica che raggrupperà tutti gli interessi dell’Asia centrale lungo un percorso simile. Non c’è altro da dire. Non solo è morto Zbigniew Brzezinski, ma anche la sua strategia. Lasciamo Obama, Hillary Clinton, John McCain e i bambolotti dell’amministrazione di Bush il minorato prima di loro, buffoni raggirati ogni volta da Vladimir Putin, da Xi Jinping e dal Presidente iraniano Hassan Rouhani. E il mondo sarà perciò, presto un posto migliore.

Status di meraviglia

Tutto ciò che riguarda lo status quo degli ultimi trenta anni cambi. La Siria ha chiarito a tutti che gli Stati Uniti non sono infallibili. Di fatto, sono incompetenti militarmente e diplomaticamente. L’intervento russo ha evidenziato le vere radici del conflitto e quanto la nostra leadership mente, inganna e ruba per raggiungere i suoi caotici obiettivi regionali. Il presidente Trump cambia rotta a questa nave, ma è un processo lento e combattuto a tutti i livelli da chi aderisce ai dipartimenti della burocrazia. Ciò detto, l’ingresso dell’Iran nell’UEE a pieno titolo aprirà le porte a nuovi aderenti. La Russia corteggia tutti nella regione mentre l’UEE lavora sulle regole e costruisce l’organizzazione. L’adesione dell’Iran vedrà l’unione crescere rapidamente e contribuire a completare i progetti cinesi della Nuova Via della Seta. Facendo un ulteriore passo avanti, il quadro più ampio viene messo a fuoco con l’istituzione della New Development Bank, sfidando la Banca di sviluppo asiatica guidata dagli Stati Uniti, finanziando i progetti infrastrutturali. Con la raffica di grandi progetti annunciati di recente, compresa la nuova versione dell’IPI, gasdotto Iran/Pakistan/India, questo annuncio non è solo un colpo diplomatico per Putin e la Russia, ma piuttosto un fatto compiuto. Era sempre questione di quando, e non se, l’Iran aderiva all’UEE. E con esso a bordo, Paesi come India, Pakistan e Turchia possono aderirvi, sapendo di avere parità di condizioni su cui negoziare, smorzando animosità e dispute persistenti.

Picco USA

Come sottolineava Federico Pieraccini su Strategic Culture Foundation, anche le tensioni tra India e Cina si sono placate quando è diventato chiaro che gli Stati Uniti sotto Trump non sono disposti né possono mantenere il dominio sull’Asia centrale. “In questo senso, la mancanza d’interesse da parte dell’amministrazione Trump su alcune aree del globo è emblematica. Mentre la chimica tra Trump e Modi sembra buona, le tensioni tra India e Cina, accresciute dalle dispute sui confini, sembrano tuttavia essersi dissolte. In seguito al fallimento dei neocon nel dividere Russia e Cina, anche le tensioni di confine tra India e Cina sembrano ora estinguersi. Inoltre, in Ucraina, anche la decisione d’inviare armi a Kiev è stata minimizzata, e il Paese ora affronta un contro-golpe di Saakashvili (sì, ancora lui). L’Ucraina è un Paese in disordine che vive in prima persona le conseguenze della pessima posizione atlantista con la sua viziata politica anti-russa”. L’argomento di Pieraccini è che Trump è un mix di inettitudine e pragmatismo in politica estera. E questo mix ha portato all’attuale situazione, dove Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita si agitano cercando di rimanere rilevanti. Non andrò così lontano, dato che questi Paesi hanno ancora una mano potente da giocare, se non altro per stabilizzare la maggior parte di ciò che hanno attualmente. E giocheranno tali carte fino in fondo per creare qualcosa che assomigli alla pace. Ma, l’Iran traccia una nuova strada, allontanandosi dalle ferite aperte dall’occidente, verso le opportunità che riposano in ogni altra direzione. Come ho detto recentemente, il quadro per un grande accordo in Medio Oriente è possibile. E l’adesione dell’Iran all’UEE è un forte indizio che vuole aderire alla maggiore economia mondiale da attore affidabile. Putin è diventato di fatto negoziatore degli alleati contro Israele e Trump, che s’impunta anche con Israele. Una volta che l’accordo sarà in vigore e Trump accetterà di rimuovere la presenza militare degli Stati Uniti dalla maggior parte della regione, allora si vedrà come apparirebbe il mondo senza conflitti istigati.

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