Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Sistemi Economici, Stati Uniti, Unione Europea

Germania. Confindustria si aspetta fuga di capitali e lavoro.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-12-19.

Loaves-And-Fishes-in-todays-world

Più che un timore è una solida certezza, e non dovrebbe essere necessario un particolare acume per comprendere cosa stia succedendo.

L’International Monetary Fund stima per il 2017 un pil ppa mondiale di 126,687.917 miliardi Uss: 23,122.027 prodotti dalla Cina e 19,362.129 dagli Stati Uniti. In termini percentuali la Cina rende conto del 18.25% del pil ppa mondiale, e gli Stati Uniti del 15.28%.

Nel momento in cui la seconda potenza economica mondiale procede a far scendere la tassazione delle imprese dal 36% al 20% rende immediatamente più performante il proprio sistema economico, che diventa da subito decisamente più competitivo rispetto a quelli di paesi oberati da tasse.

Mentre Cina e Russia non si troverebbero spiazzate, essendo la loro pressione fiscale sul comparto analogo a quello beneficiato negli Stati Uniti oscillante tra l’8% ed il 15%, le nazioni afferenti tale comparto dell’Unione Europea sarebbero sbattute con effetto immediato fuori mercato.

«German economists are warning that the changes sought by President Donald Trump mean that significant amounts of new investment and jobs will shift from Europe to the United States»

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«German investment in the US is expected to rise by €39 billion because of lower US corporate taxes»

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«Investments and jobs will migrate to the US»

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Trump’s Corporate Tax Plan Wins Plaudits in Germany

Trump tax cuts worry German firms

Germany warms to Trump tax plan

Germany loses out in US tax reform

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A conti fatti, sia pur grossolani, l’Unione Europea dovrebbe trasferire all’anno circa 100 – 150 miliardi in America, con severe ripercussioni sull’occupazione.

Se dal punto di vista economico il fatto è chiaro e semplice, ben più complicata è la sua interpretazione politica.

In linea generale, ad una minore pressione fiscale dovrebbe corrispondere una diminuzione dei servizi resi dallo stato ai Cittadini Contribuenti, e vice versa. Ma in Occidente la gran parte dei partiti politici ha abbracciato delle ideologie che teorizzano grandi interventi dello stato nel sociale e nel comparto produttivo, fatto questo che impone per definizione un alto livello di tassazione.

In altri termini, l’Unione Europea si troverebbe costretta dai fatti ad abiurare a quelle dottrine di politica economica sulle quali aveva basato la propria esistenza.

Evenienza questa molto ben difficile da realizzarsi.

Considerando situazioni analoghe, la storia evidenzierebbe come le nazioni ad alta tassazione abbiano cercato di resistere fino al collasso, fino alla implosione del sistema.

Adesso quindi il problema è politico, solo ed unicamente politico.


Handelsblatt. 2017-12-15. Germans fear huge loss of jobs from US tax reform

German investment in the US is expected to rise by €39 billion because of lower US corporate taxes.

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While Americans are anxiously awaiting full details of the tax bill now being finalized in Congress, German economists are warning that the changes sought by President Donald Trump mean that significant amounts of new investment and jobs will shift from Europe to the United States.

“The tax competition will have a new dimension,” said Christoph Spengel, chairman of the corporate tax department at the University of Mannheim. Mr. Spengel, who is also a research associate at the Center for European Economic Research, and a group of tax experts at the university have done a detailed comparison of the two countries’ tax systems and published a report under the heading, “Germany loses out in US tax reform.”

Clemens Fuest, who heads the Ifo economic think tank, also said he believed German business would suffer. “Investments and jobs will migrate to the US,” he said.

[Testo riportato parzialmente causa il copyright]

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