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Germania. Devoluzione socialista. Dati temporali di un mondo che è mutato.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-10-05.

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Handelsblatt ha pubblicato un interessante articolo:

No ‘Tectonic Quake’ is Rocking Germany

da cui riprendiamo il grafico di cui sopra.

Una premessa sarebbe però di obbligo.

I dati sono stati elaborati dal Forsa Institute.

«The forsa Institute for Social Research and Statistical Analysis (German: forsa Gesellschaft für Sozialforschung und statistische Analyse mbH), forsa for short, is one of the leading market research and opinion polling companies in Germany. It was founded in 1984 by Manfred Güllner in Cologne and is now headquartered in Berlin with a branch in Dortmund; it formerly also had an office in Riga, Latvia. ….

Both forsa and its head, Manfred Güllner, have been accused of bias towards the SPD in connection with pre-election polls, most recently before the 2005 election in North Rhine-Westphalia. Forsa was successful in obtaining an injunction against accusations from the CDU on this issue, but their surveys did show in part a greater agreement with SPD positions than those of other polling firms. Forsa have themselves stated that they received 40,000 € in fees in connection with the national election in 2002 and in connection with the state election in 2005. ….

In 2003 forsa was accused of data manipulation in a poll on tuition fees for higher education commissioned by the Centre for College Development (Centrum für Hochschulentwicklung) co-founded by the Bertelsmann Foundation. According to the statement of findings, the majority of students (59%) and of the population (67%) stated in November 2003 that they would accept tuition fees if they directly benefitted the educational institutions and could be financed through loans. ….

In 2007 forsa was accused on the political website NachDenkSeiten of becoming involved through manipulation of a survey in a campaign by the organization Initiative Neue Soziale Marktwirtschaft (Initiative for a New Social Market Economy) for the introduction of private health insurance.» [Fonte]

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Nelle previsioni elettorali del 15 settembre, Forsa quotava la Cdu al 36%, ben sopra il valore reale di 32.9%, l’SpD al 23%, sovrastima del valore reale del 20.5%, Fdp al 9%, valore reale 10.7%, ed AfD al 9%, sottostima del valore reale del 12.6%.

È evidente quanto essa avesse fatto previsioni quanto meno partigiane.

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Tuttavia Handelsblatt pubblica un grafico di interesse, anche se compilato da Forsa.

Mentre i voti della classe media per la Cdu sarebbero rimasti quasi costanti nel tempo, quelli della sinistra sarebbero scesi dal 42.8% del 1998 agli attuali 29.2%.

Nel breve volgere di venti anni la sinistra si è trovata preclusa la strada al governo, e con esso a tutto il sottogoverno che ne consegue. Al di sotto della soglia del 30% un partito politico tedesco ben difficilemente può ambire al Governo, alla Cancelleria.

Questo fenomeno non è solo tedesco.

Si è assistito alla sconfitta dei laburisti inglesi e, soprattutto, alla scomparsa dei socialisti francesi, scesi dal 62% all’8%. Nelle proiezioni, il partito democratico italiano sarebbe sceso dal picco del 41% all’attuale 26%. Per non parlare poi della débâcle subito dai liberal democratici americani con la vittoria di Mr Trump alle presidenziali.

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Questo fenomeno era noto e denunciato da tempo con il nome di devoluzione del socialismo ideologico.

Treccani così definisce il termine devoluzione

«Trasmissione o passaggio di un diritto, del godimento di un bene da una persona a un’altra, per effetto di una legge, di un contratto, di una disposizione testamentaria».

I media hanno riportato con differenti titoli quanto sta accadendo.

Germany’s Slide to the Right

End of an Era? The Slow Death of Europe’s Social Democrats

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Fine di un’era. Titolo condiviso anche da China org. Piaccia o meno, gli Elettori sono sempre meno propensi a votare partiti di ‘sinistra‘, includendo in tale termine sia i liberal sia i socialisti ideologici.

Le conseguenze pratiche sono molteplici.

– Al momento attuale, nei maggiori paesi occidentali le sinistre sono escluse dal governo ed hanno ben poche speranze di ritornarci.

– Questa devoluzione necessita di molto tempo per consolidarsi. Se è vero che è morto il socialismo ideologico, è altrettanto vero che non sono morti i suoi ex-sostenitori, che rimarranno suoi fautori e sostenitori fino all’avvenuto decesso. Ma l’esame della stratificazione del voto francese e tedesco mette chiaramente in evidenza come i partiti della ‘sinistra‘ siano votati da un Elettorato anziano, e questo decederà prima di quello giovane, che non vota ‘sinistra’. La morte avrà ragione sulla loro dura cervice.

– Per semplicità espressiva, i media ed i politici denominano quando sta accadendo come “svolta a destra“. In realtà nessuno potrebbe ora essere in grado di dire dove si andrà a parare. Se è certo che il socialismo è politicamente morto, nessuno sa dire esattamente cos si debba intendere per “destra“. Di certo, non potrà essere per definizione ciò che il termine “destra” indicava nei decenni scorsi. I ‘valori’ protati avanti da liberal e socialisti non solo non interessano più ad alcuno, ma sono anche tediosamente fastidiosi.

– I media liberal sono allarmati. I commentatori più intelligenti comprendono come senza capi di governo liberal ovvero socialisti al comando degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Francia e della Germania è solo questione di tempo: sono destinati a scomparire. Ed hanno anche ben presente che saranno trattati per come hanno trattato. La cattura di Cesare Battisti suona ai loro orecchi come l’inizio della fine: oggi lui, domani loro.

– Ma la devoluzione socialista coinvolge tutto l’Occidente. Sembrerebbe essere molto difficile che l’Unione Europea possa non tenerne conto. L’iniziale progetto di Juncker, Hollande, Macron e Merkel di fare uno stato europeo sembrerebbe essere stato travolto dall’evolversi degli eventi. Ciò non significherebbe di per sé il crollo del’Unione Europea, ma potrebbe portare ad un’Unione Europea conferedata, soluzione più rispettosa delle identità nazionali.

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