Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Heimat risorta, viva e vegeta. Il perché di una vittoria.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-25.

2017-09-25__Unsere Haimat

Cerchiamo di chiarire immediatamente alcuni concetti.

Gli adepti dell’ideologia liberal e del socialismo ideologico bollano con i termini di “populismo”, “estrema destra”, “fascisti”, “nazisti”, “xenofobi”, “razzisti”, “nazionalisti” e così via tutti i movimenti culturali o politici e tutte le persone che non la pensano esattamente come loro.

L’uso indiscriminato di tali termini li ha fatto transitare da specifiche indicazioni di un certo quale contenuto a meri insulti di riprovazione. Ma con gli insulti non si guadagnano voti: li si perdono, come hanno dimostrato le recenti elezioni tedesche.

Non è motivo di scandalo che AfD sia entrata nel Bundestag: è motivo di scandalo che vi siedano ancora partiti liberal e socialisti.

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Abbiamo già porto alcune interpretazioni del termine “populista”.

Populismo. Cosa sia e come lo quantizzi il Populism Index (Epicentric)

«In Europa il “populismo” vale circa 55 milioni di voti, governa in Polonia, Ungheria e Grecia ed è nei governi di nove stati dell’Unione. È sottorappresentato nei parlamenti rispetto alla sua presenza percentuale a causa dei sistemi elettorali ….

In linea generale, si potrebbe tentare di definire il populismo come

«movimento politico privo di ideologia od idee preconcette, che si rifà soltanto alle esigenze che emergono dalla gente comune piuttosto che dalle élite.» ….

Denominare anti-establishment i populisti è comodo ma riduttivo: la caratteristica dei populisti è quella di personificare un metodo di pensiero ed azione empirico, non supervisionato.

Altro tratto peculiare dei populisti è quello di rifarsi alle tradizioni popolari religiose, storiche, culturali, privilegiando l’attenzione alla condizione economica della gente comune: nessuno misconosce l’importanza ed il ruolo dei ricchi, ma i populisti sono più attenti alle esigenze delle classi reddituali medio – basse. E questo costituisce un punto di forza nelle nazioni dove si vota a suffragio universale: anche i meno benestanti votano.»

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Ripetiamo solo per chiarezza: i populisti propugnano una Weltanschauung incardinata sul retaggio religioso, storico, culturale, sociale ed artistico di un popolo: di tutto il popolo, non della sola élite. I populisti ascoltano cosa prova e sente la gente comune: non vogliono imporre loro nulla.

La differenza con l’ideologia liberal e quella del socialismo è stridente: semplicemente l’opposto. Liberal e socialismo ideologico vogliono imporre la loro ideologia, e lo fanno sia con leggi sia con sentenze di tribunali: i populisti invece vogliono sentire cosa pensi il popolo, quello sovrano.

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Un anno e mezzo or sono uscì questo articolo, che fu facilmente profetico:

Germania. I tedeschi rivogliono l’Heimat.

«Heimat è un vocabolo tedesco che non ha un corrispettivo nella lingua italiana. Similmente, il vocabolo “Heimat” non ha un corrispettivo in lingue come l’inglese o le lingue neolatine. Esiste, invece, un corrispettivo in alcune lingue slave: “dòmovina” in sloveno, croato e serbo e “domov” nella lingua ceca e in lingua greca: “πατρίς, πατρίδος” (grc. moderno “πατρίδα”).

Il concetto di Heimat si sviluppò nella cultura tedesca a metà del XIX secolo, allorché la nascente industrializzazione si accompagnava, in Germania, all’esodo massiccio di popolazione dalle aree rurali verso le grandi città, e contemporaneamente l’unificazione politica della Germania comportava il dissolvimento dei piccoli stati in un unico nuovo Stato tedesco a egemonia prussiana. L’Heimat venne interpretata come una reazione all’alienazione e alla perdita di identità della comunità di origine, un aspetto della cultura tedesca di significato inizialmente patriottico e non nazionalistico.

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Viene spesso tradotto con “Casa”, “Piccola patria”, o “Luogo natio” e indica il territorio in cui ci si sente a casa propria perché vi si è nati, vi si è trascorsa l’infanzia, o vi si parla la lingua degli affetti.» [Fonte]

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Guardate ora con attenzione la fotografia iniziale: AfD altro non è che il movimento politico che ha per scopo il ricostituire nella sua dignità il concetto di Heimat. Propone, non impone.

Nulla di vergognoso, quindi, nulla che assomigli nemmeno lontanamente ai nefasti movimenti ideologici del secolo scorso, nulla di potenzialmente dittatoriale.

Weltanschauung opposta, come dicemmo, a quella liberal e del socialismo ideologico.

Questi hanno reagito con la tecnica della demonizzazione

Germania. Conventio ad excludendum AfD. Heimat.

Ma se questa manovra può abbindolare qualche persona prona a credere a qualsiasi propaganda, la gente comune, quella che deve combattere per sbarcare il lunario, la tiene in non cale.

AfD parla come mangia: si fa capire.

Questa tornata elettorale in Germania conferma come in Occidente sia in atto una imponente devoluzione dell’ideologia liberal e del socialismo ideologico: i partiti politici che seguivano tale corrente di pensiero hanno perso le elezioni in America, Regno Unito, Francia e Germania. Socialisti e “progressisti” sono stati cacciati via dalle sale del potere. Sono oramai un cascame politico e sociale, che ha ancora un grande potere dominando gli apparati burocratici, ma storicamente sconfitto, e sconfitto in modo irreversibile.

AfD non è un “partito anti-establishment“: è un partito propositivo, e che ha molto da dire.

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Bene.

Adesso AfD ha 94 deputati nel Bundestag ove Union (Cdu e Csu) hanno riportato un bruciante ridimensionamento e l’Spd è scesa ai suoi minimi storici.

Che Frau Merkel abbia vinto perché ha perso quasi cento deputati lo si vada a raccontare altrove.

Ci si augura che i partiti tradizionali proseguano sulla linea finora perseguita, che si è rivelata essere il mezzo migliore per annientarli. La devoluzione deve proseguire fino alla loro totale scomparsa.

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