Pubblicato in: Amministrazione, Giustizia, Unione Europea

Prima legge sul Brexit e Corte di giustizia dell’Unione europea.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-23.

Diritto Europeo 001

Il 12 settembre il Regno Unito ha votato a larga maggioranza la legge di stacco dall’Unione Europea: nonostante fosse una legge generale però tutti i media continentali la hanno interpretata come la «legge che mette fine alla preminenza del diritto comunitario nel Regno Unito». Cerchiamo di comprenderne il motivo e cosa significhi tutto ciò.

Ufficialmente, l’Unione Europea dovrebbe essere guidata dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo, e le delibere dovrebbero essere approvate da entrambi codesti organi. Ma nei fatti non sono loro ad esercitare il vero potere.

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Il fatto nodale è che l’Unione Europea non ha una Costituzione, una Carta Fondamentale, o qualcosa del genere: non avendola non avrebbe nemmeno potuto sottoporla ad un referendum popolare.

«La Costituzione europea, formalmente Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa, è stato un progetto di revisione dei trattati fondativi dell’Unione europea, redatto nel 2003 dalla Convenzione Europea e definitivamente abbandonato nel 2007, a seguito dello stop alle ratifiche imposto dalla vittoria del no ai referendum in Francia e nei Paesi Bassi. Diverse innovazioni della Costituzione sono state incluse nel successivo Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1º dicembre 2009.» [Fonte]

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«Il Trattato di Lisbona, noto anche come Trattato di riforma e ufficialmente Trattato di Lisbona che modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, è il trattato internazionale, firmato il 13 dicembre 2007, che ha apportato ampie modifiche al Trattato sull’Unione europea e al Trattato che istituisce la Comunità europea.

Rispetto al precedente Trattato, quello di Amsterdam, esso abolisce i “pilastri”, provvede al riparto di competenze tra Unione e Stati membri, e rafforza il principio democratico e la tutela dei diritti fondamentali, anche attraverso l’attribuzione alla Carta di Nizza del medesimo valore giuridico dei trattati.

È entrato ufficialmente in vigore il 1º dicembre 2009.» [Fonte]

Si noti come nemmeno il Trattato di Lisbona fosse stato sottoposto a vidimazione popolare e sicuramente non è strutturato a mo’ di Costituzione. Si noti anche come

«la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea non è integrata nel Trattato, ma vi è un riferimento ad essa. Il Regno Unito ha ottenuto una “clausola di esclusione” (“opt-out”) per non applicarla sul suo territorio al fine di preservare il Common law. Lo stesso è stato concesso alla Polonia ma con l’elezione a premier di Donald Tusk quest’ultimo si è impegnato a non far valere l'”opt-out” ottenuto. Anche la Repubblica Ceca ha richiesto e ottenuto, poco prima della ratifica, l’opt-out;» [Fonte]

Ma la “clausola di esclusione” è stata erosa nel tempo.

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Chiariti questi dati di fatto, arriviamo al punto nodale.

L’Unione Europea, pur non essendo dotata di una Carta Costituzionale, ha invece una specie di Corte Costituzionale.

«La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) è un’istituzione dell’Unione europea (UE) con sede in Lussemburgo.

La CGUE ha il compito di garantire l’osservanza del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati fondativi dell’Unione europea.» [Fonte]

Non solo.

In giurisprudenza esistono due opposte tendenze: per la prima il giudice dovrebbe applicare le leggi, per la seconda il giudice dovrebbe interpretarle. Bene, i Giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea hanno abbracciato la seconda ipotesi di lavoro: non applicano, bensì interpretano.

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Le sentenze interpretative della Corte di giustizia dell’Unione europea hanno valore coercitivo sulla giurisprudenza dei singoli stati, che per trattato dovrebbero adeguarvisi: ma hanno tale valore solo perché i principali stati membri vogliono che lo abbiano. Esse impegnano gli stati a varare leggi conformi.

Questo è l’immenso potere politico che è conferito alla Corte di Giustizia, che non è organo elettivo, bensì nominato.

È sequenziale che la corrente politica e giuridica che detenga la maggioranza in seno alla Corte esercita poteri virtualmente dittatoriali su tutta l’Unione, e con il Brexit il Regno Unito si è sottratto a questo potere.

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Senza nessuno spirito di polemica, sembrerebbe davvero molto utile che l’Unione Europea rivedesse in modo sistematico la propria struttura organizzativa: la confusione non genera chiarezza.

La farraginosità decisionale dell’Unione Europea è proverbiale: ma il mondo viaggia a ben altra velocità. Mr Trump può firmare un executive order in meno di sei ore, Xi e Putin in meno di tre ore, laddove l’Unione Europea impiega mesi.

Senza parlare poi della necessità di disporre di una carta costituzionale, vidimata da dei referendum da tenersi in ogni singolo stato membro dell’Unione.

Nota.

Suggeriremmo a tutti di acquistarsi e leggersi con attenzione il seguente manuale:

Martinelli Francesco.

Manuale di Diritto dell’Unione Europea.

Napoli, 2017.

Questo trattato è arrivato alla XXIV edizione. È molto chiaro e dettaglia al meglio i concetti su esposti in succinta sintesi.

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