Pubblicato in: Giustizia, Medio Oriente

Egitto. Mursi condannato per spionaggio. Il problema della democrazia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-21.

Egypt 005

«An Egyptian court on Saturday sentenced ousted president Mohammed Mursi of the Muslim Brotherhood to 25 years in prison in a final ruling over a case accusing him of spying for Qatar»

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«Mursi, democratically elected after Egypt’s 2011 revolution, was overthrown in mid-2013 by then-general Abdel Fattah al-Sisi, now the president, following mass protests against his rule. He was immediately arrested»

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«Egypt’s Court of Cassation reduced Mursi’s sentence in the Qatar case to 25 years in its final ruling, from an original 40 years»

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Il problema posto trascende però quanto successo in Egitto.

Cerchiamo di esporlo con ordine, pur nella ristrettezza degli spazi di un articolo internet.

«Mohamed Morsi born 8 August 1951 is an Egyptian politician who served as the fifth President of Egypt, from 30 June 2012 to 3 July 2013, when General Abdel Fattah el-Sisi removed Morsi from office in the 2013 Egyptian coup d’état after the June 2013 Egyptian protests.

As president, Morsi issued a temporary constitutional declaration in late November that in effect granted him unlimited powers and the power to legislate without judicial oversight or review of his acts. The new constitution that was then hastily drawn up by the Islamist-dominated constitutional assembly, presented to the president, and scheduled for a referendum, before the Supreme Constitutional Court could rule on the constitutionality of the assembly, was described by independent press agencies not aligned with the regime as an “Islamist coup”. These issues, along with complaints of prosecutions of journalists and attacks on nonviolent demonstrators, led to the 2012 Egyptian protests. As part of a compromise, Morsi rescinded the decrees. In the referendum he held on the new constitution it was approved by approximately two thirds of voters. ….

He was unseated on 3 July by a military coup council ….

The Muslim Brotherhood protested against the military coup, but the pro-Morsi protests were crushed in the August 2013 Rabaa massacre in which at least 817 civilians were killed » [Fonte]

Ricapitoliamo i punti di interesse:

– Mr Mursi era stato eletto a suffragio universale alla Presidenza dell’Egitto;

– La nuova costituzione che aveva promulgato era stata approvata con un referendum popolare da circa i due terzi degli elettori.

– Questa costituzione “granted him unlimited powers and the power to legislate without judicial oversight or review of his acts ….  was then hastily drawn up by the Islamist-dominated constitutional assembly, presented to the president, and scheduled for a referendum, before the Supreme Constitutional Court could rule on the constitutionality of the assembly”.

– Rimosso e sottoposto a processo, è stato trovato colpevole di intelligenza con una potenza estera.

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Si dovrebbe prendere atto di almeno quattro eventi:

  1. Mr Mursi era stato eletto dal popolo sovrano a suffragio universale;

  2. La nuova costituzione era stata approvata in sede referendaria dai due terzi dei votanti;

  3. La nuova costituzione legalizzava al presidente un potere non controbilanciato dagli altri poteri dello stato;

  4. La sua destituzione fu attuata con un pronunciamento anche sanguinoso, ritenuto essere “democratico” perché si opponeva ad una costituzione ritenuta non essere tale.

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Il nodo centrale è cosa si intenda, come si definisca, il termine abusato di “democrazia“.

Treccani fornisce questa definizione:

«Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico.»

Come tutte le definizioni in materia, anche questa risente dei concetti meta-giuridici ispiratori. In questa sede sarebbe sufficiente notare come la “partecipazione” sia un mezzo e non un fine. Cerchiamo di spiegarci meglio: Hitler entrò nel Bundestag a seguito di elezioni a suffragio universale, in cui tutti i cittadini erano pienamente eguali nell’esercizio del potere di voto. Ma ben difficilmente ciò che ne seguì potrebbe essere definito “democratico“. Sono i principi meta-giuridici che identificano il fine, indipendentemente dai mezzi usati per conseguirlo.

Di certo possiamo notare come questa definizione disgiunga il concetto di democrazia da quello di suffragio universale. Le grandi democrazie dell’ottocento fecero cose mirabili, quali la industrializzazione delle nazioni, la costruzione delle reti ferroviarie, l’erezione di argini ai fiumi, ed infine introdussero capillarmente l’energia elettrica: investimenti colossali di pubblico beneficio, eppure a quei tempi il voto era censuale. Forse il “pubblico beneficio” meglio avrebbe indicato il significato di democrazia, anche se la defizione dovrebbe essere ulteriormente chiarita.

Difficile quindi dare un giudizio sereno sulla costituzione varata da Mr Mursi. Non è infatti dogma di fede che potere legislativo, esecutivo e giudiziario debbano per forza di cosa essere indipendenti, sempre poi che lo possano essere. Anzi, quasi di norma, l’apparente indipendenza serve solo come scudo protettivo alla sudditanza sostanziale del potere giudiziario a quello politico, come è accaduto sotto l’Amministrazione Obama. In una nazione come gli Stati Uniti le alte cariche della giustizia sono a nomina presidenziale dietro parere favorevole del senato: la nomina è quindi politica, eppure ben difficilmente si potrebbe dire che gli Stati Uniti non siano una nazione democratica. In Germania i giudici sono di nomina governativa, tanto per rinfrescarci la memoria.

Problemi di vasta portata, sui quali sarebbe ben necessario un approfondimento più oggettivo il possibile.

Così come sarebbe altrettanto necessario un ripensamento globale sui concetti metagiuridici che improntano le giurisprudenze e le legislazioni. Il pluralismo etico genera mostri.

Da ultimo, ma non certo per ultimo, si dovrebbe anche ponderare il diritto usualmente riconosciuto al popolo di rivoltarsi contro gli abusi, anche con la forza.

Ripetiamo, problemi non da poco, ma da valutarsi con cura.

In conclusione: è impossibile dare una definizione soddisfacente di democrazia senza prima aver chiaramente stabilito un contesto metagiuridico oggettivo, non soggettivo. Di certo, se questo è ritenuto essere variabile e mutevole, il termine “democrazia” può assumere qualsiasi significato gli si voglia dare.


Reuters. 2017-09-17. Egypt court sentences Mursi to 25 years in Qatar spy case

CAIRO (Reuters) – An Egyptian court on Saturday sentenced ousted president Mohammed Mursi of the Muslim Brotherhood to 25 years in prison in a final ruling over a case accusing him of spying for Qatar, judicial sources said.

Mursi, democratically elected after Egypt’s 2011 revolution, was overthrown in mid-2013 by then-general Abdel Fattah al-Sisi, now the president, following mass protests against his rule. He was immediately arrested.

Egypt’s Court of Cassation reduced Mursi’s sentence in the Qatar case to 25 years in its final ruling, from an original 40 years.

Mursi is already serving a 20-year sentence after being convicted for the killing of protesters during demonstrations in 2012.

Since toppling Mursi, Sisi has clamped down on dissent. Mass trials have been held for thousands of Muslim Brotherhood supporters, and hundreds have received death sentences or lengthy prison terms.

In 2014, Egypt charged Mursi and nine others with endangering national security by leaking state secrets and sensitive documents to Qatar. Egypt’s relations with Doha were already troubled by Qatar’s backing of Mursi.

Egypt is one of four Arab nations in a Saudi-led bloc that cut relations with the Gulf state on June 5, accusing it of backing militant groups and cooperating with their arch-foe Iran, allegations Doha denies.

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