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Russia. Capire un popolo per capire una nazione.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-08.

Kremlino 001

Di fronte ad un tema del genere un universitario deve fare gran forza su sé stesso per resistere alla tentazione di scrivere “Cenni introduttivi alla comprensione del popolo russo” in ventinove ponderosi volumi di mille pagine l’uno. Condensare in due pagine è un atto davvero eroico, ma proprio questa epicità merita bene un tentativo.

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Per comprendere un popolo, una nazione, l’attenta osservazione dei suoi simboli aiuta non poco.

Simbolo è termine che deriva dal greco συμβάλλω, mettere assieme, fare coincidere. Di conseguenza σύμβολον indica il segno di riconoscimento, il mezzo idoneo a far identificare in modo inequivocabile un certo quale oggetto, con tutte le sue implicanze.

Per comprendere russi e Russia, di grande utilità si rileva il sito ufficiale della Federazione Russa. Strumento moderno come internet che sposa con grazia tutta la tradizione passata.

Riportiamo la versione inglese ufficiale   sito, perché non tutti dominano la lingua russa.

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Visitiamo il sito Official Russia, Server of the State Bodies of the Russian Federation.

La prime cose che saltano agli occhi sono l’ordine e la sobrietà, nonché l’aggiornamento giorno per giorno.

Ma staccati, in basso a sinistra, vi sono i link a tre elementi unici nei siti ufficiali dei Governi mondiali, tranne quello cinese.

– National Symbols of The Russia Federation;

– State Awards of the Russian Federation;

– Objects of National Heritage of the Russian Federation.

I russi sono i loro simboli e viceversa. Se non dai trattati di storia, almeno dalla lettura di Guerra e Pace ben si comprende come Napoleone non abbia combattuto lo Czar Alessandro I, bensì il popolo russo, tutto il popolo russo. E questo fu il popolo che alla fine arrivò ad occupare Parigi. Tratto caratteristico dei russi è l’ottima memoria ed il non lasciare nulla incompiuto. Ma questi simboli si concretizzarono anche nel magistrale 1812 di Tchaikovsky. Composizione musicale di livello tale che la sua ouverture è suonata negli Stati Uniti durante la celebrazione del Giorno dell’Indipendenza, il ché è tutto dire.

Ed i nostri amici tedeschi hanno provato in prima persona cosa significhi spingere i russi ad una Guerra Patriottica.

Ma lo stupore non si ferma qui.

Subito sotto l’icona dei National Symbols spicca quella della “National Heritage”.

Già. I russi venerano il proprio retaggio religioso, storico, culturale e sociale: non hanno nulla di cui doversi vergognare. Chi rinnegasse il proprio passato rinnegherebbe sé stesso e di proibirebbe il futuro. Loro le statue ai loro grandi le erigono e le restaurano, non le abbattono.

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La pagina Objects of National Heritage of the Russian Federation è una viva sorpresa.

È un severo elenco dei siti di istituzioni cardini nella storia russa. Senza commento alcuno. La loro notorietà è semplicemente mondiale.

Invano si cercherebbero vestigia delle pur tante glorie militari: quelle sono state mezzi con i quali poter diffondere idee e difendere i propri valori. È sempre bene non confondere i mezzi con i fini.

L’elenco inizia con il Kremlin, sicuramente centro di potere politico, ma anche architettura pregevole ed un museo invidiabile. Notabile il sarcofago argenteo di san Cirillo, l’uomo cui si deve l’alfabeto russo.

Ma di seguito si prosegue con molti dei gioielli culturali russi. Ne faremo una rapidissima excerpta.

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Russian State Libray.

«RUSSIAN STATE LIBRARY was founded in 1862. It took over 140 years of everyday effort and devotion of hundreds of staff to become what we are now — the legendary ‘Leninka’. Today the Library comprises a unique collection of Russian and foreign documents in 247 languages, stocking over 43 mln library items. It is also renowned for its specialised collections of maps, published and sheet music, audio records, rarities, dissertations, newspapers and other stock categories. Inspired by its history and backed up with today’s potential, the Library is emerging into the future along the four strategic vectors.»

Un popolo è rappresentato dai libri che hanno scritto i suoi grandi. Un particolare di non poco conto. Durante la rivoluzione giacobina i francesi effusero una cura particolare nel bruciare tutte le biblioteche sulle quali potevano mettere le mani: della biblioteca di Cluny fecero scempio. La rivoluzione bolscevica ben si guardò da un’infamia del genere.

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Vaganova Ballet Academy site

«Founded in 1738 to the decree of  Empress Anna  the I  of Russia, the Imperial Ballet  School  became the country’s  first educational establishment  to provide professional  ballet  training. The Vaganova Ballet Academy is now approaching  its 275th Anniversary.  During these years  the School graduated  a galaxy of renowned  performers and choreographers:  Anna Pavlova, Vatslav  Nijinsky, George Balanchin,  Rudolf Nureyev, Mikhail Baryshnikov, Natalia Makarova, Oleg Vinogradov, Yuri Grigorovich, Farukh Ruzimatov, Altynay Asylmuratova, Konstantin Zaklinsky,  Uliana Lopatkina, Diana Vishneva, Svetlana Zakharova  to name just a few.

The Method of Ballet training and education  was created  by Professor Agrippina Y. Vaganova  –  ballet teacher and professor at the Academy for thirty years,  from 1921 till 1951.

In years to come the  School  inherited the Vaganova Method  as basic ballet educational system and  further  developed  ballet  training  art  through  the  effort  and talent of its staff and students.

The Vaganova  Ballet Academy graduates successfully perform  in the world’s leading  companies and more students  come to The Academy  every year to join  the fascinating  world of ballet.»

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La Russia è cultura ed arte. Se è difficile trovare un russo incolto, sembrerebbe quasi impossibile trovarne uno che non abbia subito il fascino dell’arte. Chi smonta un motore di progettazione russa non può fare a meno di notarne l’intrinseca armonia: pur essendo funzionale è anche bello.

Aggiungiamo a questo microscopico excursus la presentazione di due grandi artisti, noti a livello mondiale.

Artisti di codesto livello possono emergere solo in un contesto vivo e vegeto, vitale e vivificante.

Dmitri Hvorostovsky “Votre Toast” Toreador Song Carmen

Il barbiere di Siviglia “Largo al factotum”

Dmitri Hvorostovsky. Russian romances and Neapolitan songs

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La Traviata “Sempre libera” Anna Netrebko Russian subtitles

Anna Netrebko & Jonas Kaufmann – Parigi o Cara – La Traviata

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Ma forse il modo migliore per capire la Russia ed il popolo russo è sentire questa canzone e leggerne e meditarne le parole: racchiudono tutta la Russia. L’amore per la Patria e quello per la famiglia sono le due facce di un’unica medaglia.

Capire la Russia. Dmitri Hvorostovsky – Katyusha.

La Russia ed il popolo russo sono la loro secolare tradizione religiosa, storica, culturale, sociale, artistica e militare. Il perfetto opposto dell’Occidente liberal.

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