Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Merkel e Macron. Großdeutsches Reich oppure Europa Unita Politicamente?

Giuseppe Sandro Mela.

2017-09-03.

Candele e lampadina

Il Großdeutsches Reich vide la luce nella metà del 1943 e scomparve nel maggio 1945.

Se è vero che durò in vita due soli anni, è altrettanto vero che fece guai inenarrabili.

Se infatti era chiarissimo che aveva perso la guerra, nelle zone occupate poteva esercitare tutto il potere che voleva. E lo esercitò con aspra durezza.

*

Prepariamoci quindi. Il predominio politico di Frau Merkel e di Mr Macron durerà in Europa fino alla primavera del 2019, quando si andrà a votare per il rinnovo del parlamento europeo. In quella occasione, sempre che la situazione attuale perduri, il quadro parlamentare dovrebbe subire radicali variazioni, con la quasi scomparsa del partito socialista europeo e l’ingresso in forze dei partiti anti-establishment: si dovrebbe infatti votare con il sistema proporzionale.

Populismo. Cosa sia e come lo quantizzi il Populism Index (Epicentric).

*

Frau Merkel e  Mr Macron vogliono rafforzare il potere centrale europeo, anche se differiscono alquanto sull’obiettivo finale. Si preannunciano quindi periodi difficili per i singoli stati.

«French President Emmanuel Macron, elected in May on a pro-EU platform, said he wanted to strengthen Europe’s single currency union in light of Brexit and pledged to announce proposals after Germany’s election on Sept. 24.»

*

«“This is a revamp that we need,” he told an annual assembly of French ambassadors in Paris, promising “concrete steps in around 10 areas” and adding that the EU could not afford to “get stuck in routine or technocratic quarrels”.»

*

«In Berlin, Chancellor Angela Merkel, who met Macron on Monday, endorsed the idea of a European Monetary Fund and said she could imagine creating a combined European finance and economy minister.»

*

«deeper euro zone integration»

*

«Such a Fund would evolve out of the European Stability Mechanism (ESM) – a rescue facility set up in 2012 to help defuse the euro zone crisis that threatened to tear apart the common-currency bloc at the heart of the EU»

*

«Merkel, who wants to proof the currency union against future crises, said she did not rule out a French idea to have a common euro zone finance minister. “I could also imagine a (combined) economy and finance minister,” she said, adding that this could allow for better coordination on budget and economic policies»

*

«She also called for more European cooperation on migrant policy, pressed Turkey to release German citizens it has detained, and said she could not hold her tongue on the issue of the rule of law in Poland»

*

«Merkel further said she could not remain mum about what EU leaders, activists and opposition politicians in Poland say is a lurch towards authoritarianism in Warsaw under the nationalist Law and Justice Party (PiS), which won election in 2015»

*

«The rule of law in Poland – that’s a serious issue because the requirements for cooperation within the European Union are the principles of the rule of law»

* * * * * * * * *

Si potrebbe presumere che Frau Merkel e Mr Macron enunceranno il loro progetto ad ottobre, dopo le elezioni in Germania e quelle in Austria.

Il loro progetto sarebbe molto differente da quello precedente di Mr Juncker, che mirava ad una unità politica dell’Unione Europea, ossia a dare un deciso risvolto politico stabilizzato al Consiglio Europeo, organo che si riunisce periodicamente per definire “le priorità e gli orientamenti politici generali” e che è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’Unione Europea.

Frau Merkel e Mr Macron vorrebbero fare evolvere lo European Stability Mechanism in un Fondo che permettesse una “deeper euro zone integration”, dotata anche di un ministro dell’economia e della finanza. Va da sé che un simile ministro dovrebbe ricevere amplissime deleghe di potere legislativo ed anche coercitivo.

In poche parole, chi detenga i cordoni della borsa eserciterebbe un immenso potere politico.

Tra i molti problemi ne segnaliamo due.

In primo luogo, quando fu istituita l’Europa Unita tutti davano per scontato che i paesi membri avrebbero poi adottato concordemente la stessa valuta, ossia l’euro. Ciò non avvenne nei fatti: ad ora si hanno stati membri del’Unione che non usano come moneta l’euro. Di conseguenza il Consiglio Europeo non può deliberare nel settore economico e finanziario. Che poi ogni tanto lo faccia con il tacito assenso è un illecito, anche se accettato da tutti.

In secondo luogo, ciò che usualmente è denominata Eurozona legalmente non esiste: è solo l’insieme degli stati membri dell’Unione Europea che adottano l’euro come valuta ufficiale.

Le politiche monetarie dell’eurozona sono regolate esclusivamente dalla Banca centrale europea, con sede a Francoforte sul Meno. L’armonizzazione delle politiche economiche e fiscali dell’area euro è agevolata, ma non diretta, dalle periodiche riunioni dell’Eurogruppo, organismo composto dai Ministri dell’economia e delle finanze degli Stati aderenti alla valuta comune che tradizionalmente precede i vertici dell’Ecofin. Ma l’Ecofin è composto dai Ministri delle finanze degli stati membri, non da capi di stato o di governo, ossia dai legali rappresentanti.

*

Dovrebbe essere adesso evidente quanto sia difficile poter nominare un ministro dell’economia e della finanza che possa esercitare pieni poteri.

* * *

A ciò si aggiungano molti altri problemi, primo tra i quali le differenti esigenze politiche ed economiche degli stati del nord da quelle degli stati del sud, contrapposizione che potrebbe anche evolversi in seri attriti, per non parlare di eventuali rotture.

Se poi ci si aggiungesse anche la posizione nei confronti di Polonia ed Ungheria, che rivendicano una loro propria autonomia legislativa nazionale, si potrebbe constatare come il chaos attuale sia di non indifferente portata.

In conclusione, sembrerebbero esserci ottimi motivi per ritenere che tutto dovrebbe andare come è sempre andato, ossia che l’asse franco-tedesco farà ciò che vorrà, ma solo fino a tanto che mantenga il potere.

Perché le prossime elezioni europee potrebbero essere dirimenti?

«Il Parlamento europeo (anche noto come Europarlamento) è un’istituzione di tipo parlamentare dell’Unione europea, l’unica ad essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell’Unione europea (e alla Commissione europea per quanto riguarda il diritto di iniziativa legislativa) il Parlamento europeo esercita la funzione legislativa all’interno dell’Unione europea.

Il Parlamento è la “prima istituzione” dell’UE (menzionata per prima nei trattati, avendo la precedenza cerimoniale su tutte le altre autorità a livello europeo), e condivide il potere legislativo e finanziario con il Consiglio (tranne che in alcune aree dove si applicano procedure legislative speciali). Ha altresì uguale controllo sul bilancio dell’UE. Infine la Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE, è responsabile davanti al Parlamento; in particolare, il Parlamento elegge il Presidente della Commissione e approva (o respinge) la nomina della Commissione nel suo insieme. Il Parlamento può anche forzare le dimissioni dell’intera Commissione attraverso l’adozione di una mozione di sfiducia. ….

Il Parlamento europeo esercita il potere legislativo e il potere di bilancio – condivisi con il Consiglio dell’Unione europea – e il potere di controllo democratico. ….

Il Parlamento e il Consiglio UE esercitano congiuntamente il potere legislativo e vengono spesso paragonati alle due camere di un sistema bicamerale.

Tra le differenze rispetto alle legislature nazionali è da notare però che né il Parlamento né il Consiglio hanno il potere di iniziativa legislativa, che è riservato esclusivamente alla Commissione europea, organo esecutivo dell’Unione. Pertanto, mentre il Parlamento può modificare o respingere una proposta di legge, quest’ultima deve essere prima elaborata dalla . ….

Con ogni nuovo trattato, i poteri del Parlamento, in termini del suo ruolo nelle procedure legislative dell’Unione, sono stati ampliati. Dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona la procedura cosiddetta di “codecisione” è divenuta procedura legislativa ordinaria che prevede un piano di parità tra il Parlamento e il Consiglio.» [Fonte]

Come si constata l’Europarlamento diverrà rapidamente il punto critico dell’Unione Europea.

Frau Merkel e Mr Macron hanno poco meno di due anni, quindi, per affrontare e trovare la soluzione finale al problema europeo. E lo faranno iniziando a strozzare la Polonia e l’Ungheria, tra ilsilenzio omertoso di quasi tutti.

Sempre che il convitato di pietra, Mr Trump, non svaluti il dollaro al punto tale da strozzare l’Eurozona.


Reuters. 2017-08-29. Merkel, Macron eye deeper eurozone integration after German election

BERLIN/PARIS (Reuters) – The leaders of Germany and France said on Tuesday they are ready to press ahead with deeper European integration, promising a tighter euro zone at the core of the European Union shaken by Britain’s vote to leave.

French President Emmanuel Macron, elected in May on a pro-EU platform, said he wanted to strengthen Europe’s single currency union in light of Brexit and pledged to announce proposals after Germany’s election on Sept. 24.

“This is a revamp that we need,” he told an annual assembly of French ambassadors in Paris, promising “concrete steps in around 10 areas” and adding that the EU could not afford to “get stuck in routine or technocratic quarrels”.

“Brexit should not take up all our energy,” he added as British and European Commission officials hold a third round of talks this week on Britain’s departure from the EU.

In Berlin, Chancellor Angela Merkel, who met Macron on Monday, endorsed the idea of a European Monetary Fund and said she could imagine creating a combined European finance and economy minister.

In power since 2005, the conservative chancellor, 63, is comfortably on course to win re-election, which would allow her to pursue deeper euro zone integration together with Macron.

Describing a European Monetary Fund as a “very good idea”, Merkel told reporters: “It could make us even more stable and allow us to show the world that we have all the mechanisms in our own portfolio of the euro zone to be able to react well to unexpected situations.”

Such a Fund would evolve out of the European Stability Mechanism (ESM) – a rescue facility set up in 2012 to help defuse the euro zone crisis that threatened to tear apart the common-currency bloc at the heart of the EU.

Merkel, who wants to proof the currency union against future crises, said she did not rule out a French idea to have a common euro zone finance minister. “I could also imagine a (combined) economy and finance minister,” she said, adding that this could allow for better coordination on budget and economic policies.

Speaking for more than 1-1/2 hours, Merkel addressed a wide range of issues in good humour two days after her main election challenger, Social Democrat Martin Schulz, accused her of being aloof and out of touch with voters.

She also called for more European cooperation on migrant policy, pressed Turkey to release German citizens it has detained, and said she could not hold her tongue on the issue of the rule of law in Poland.

MERKEL REVIVED

Last year, Merkel suffered a drop in popularity after more than a million migrants fleeing war in the Middle East flooded into Germany. But with the influx since stemmed, she has bounced back with renewed conviction.

An opinion poll released on Tuesday showed her conservatives 13 points ahead of Schulz’s Social Democrats.

A day after Europe’s “big four” continental powers and three African states settled on a plan to tackle their migrant crisis, Merkel pressed her European peers to do still more. “Europe has not yet done its homework,” she said.

Turning to Turkey, Merkel ruled out an expansion of the EU’s customs union with Ankara.

Ties between Ankara and Berlin have become increasingly strained in the aftermath of last year’s failed military coup in Turkey as Turkish authorities sacked or suspended 150,000 people and detained more than 50,000, including other German nationals.

“I would like to have better ties with Turkey but we have to look at reality… This is a very complicated phase in our relations,” she said.

Merkel further said she could not remain mum about what EU leaders, activists and opposition politicians in Poland say is a lurch towards authoritarianism in Warsaw under the nationalist Law and Justice Party (PiS), which won election in 2015.

“…The rule of law in Poland – that’s a serious issue because the requirements for cooperation within the European Union are the principles of the rule of law,” she said.

“We cannot simply hold our tongues and not say anything for the sake of peace and quiet.” Merkel added that she would address the issue “in detail” with European Commission President Jean-Claude Juncker when he visits Germany on Wednesday.

PiS says the criticism, which culminated last week with Macron saying the Polish people deserved a better government, is unacceptable foreign meddling.

Annunci