Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Economia e Produzione Industriale

Trump. Export tedesco e banche nei triboli. – Handelsblatt

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-29.

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Il problema è complesso: cercheremo quindi di tratteggiarlo almeno a grandi linee.

In primo luogo, la Germania è molto meno ricca di quanto non si voglia ammettere:

Germania. Non è povera. È misera. – Financial Times

«In Germania, mentre il pil ppa procapite ammonta a 45,802.12 Usd, il pil ppa mediano vale 16,534.50 Usd. In altri termini, metà della popolazione tedesca deve vivere con un potere di acquisto inferiore a 16,534.50 Usd l’anno.»

In una situazione del genere, più della metà dei tedeschi semplicemente non ha disponibilità di denaro da allocare nel sistema bancario.

In secondo luogo, la Banca Centrale Europea, ECB, sta tenendo da anni tassi di interesse nulli o negativi: in altri termini, si paga per tenere il denaro depositato. Così facendo Ecb favorisce gli stati membri dell’Unione Europea oberati da ingente debito pubblico, ma penalizza severamente le banche, le quali vivono proprio sugli interessi che percepiscono sui crediti concessi.

In terzo luogo, le banche europee si trovano di conseguenza nella concreta impossibilità di finanziare il sistema produttivo, bloccandone non solo lo sviluppo, ma limitandone anche la capacità di sopravvivenza. Nel favorire Ecb il pubblico, nel contempo esse penalizza produzione e privato. Una scelta politica di grande peso sul sistema economico e finanziario.

In quarto luogo, svalutando di fatto il valore del dollaro americano, Mr Trump sta infliggendo al sistema produttivo ed all’export tedesco un danno devastante. A questo mondo i tedeschi non sono gli unici a produrre macchinari industriali ed un euro forte equivale ad una dazio generalizzato a livello mondiale su tutta la loro produzione. Elemento questo che costituisce una forte dissuasione sui potenziali clienti.

In quinto luogo, per poter cercare di competere sul mercato, le industrie esportatrici tedesche richiedono i necessari crediti alle banche dei paesi nei quali esportano. Ma in questa maniera mica che abbiano i tassi di interesse nulli: pagano dal 7% al 12%, che vada loro bene. Ma questi tassi di interesse falcidiano completamente i loro margini di guadagno.

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Handelsbatt, giornale della confindustria tedesca, propone il caso della Wirtgen Group, dimenticandosi però di riferire un particolare di non trascurabile importanza.

«Wirtgen Group is an international operating German company in the construction industry. The company’s core business is the development and production of machinery for road construction and maintenance.

Wirtgen Group employs around 7,000 people around the world. It also has local manufacturing plants in Brazil, China, and India, 55 distribution and service offices and over 150 authorized dealers around the globe.

In 2017, Wirtgen Group entered into a definitive agreement with John Deere to be purchased for $5.2 Billion.» [Fonte]

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Già.

Il Gruppo Wirtgen è nominalmente tedesco, ma è stato acquisto per 5.2 miliardi di Usd dalla John Deere.

«Deere & Company (brand name John Deere) is an American corporation that manufactures agricultural, construction, and forestry machinery, diesel engines, drivetrains (axles, transmissions, gearboxes) used in heavy equipment, and lawn care equipment. In 2016, it was listed as 97th in the Fortune 500 America’s ranking and was ranked 364th in the global ranking in 2016. John Deere also provides financial services and other related activities» [Fonte]

La John Deere è una ditta con revenue di 26.644 miliardi Usd, net income di 1.524 miliardi Usd, ed un capitale totale di 57.981 miliardi.

La John Deere ha ottenuto un simile risultato impiegando soltanto 56,767 dipendenti.

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In realtà, la John Deere non ha proprio difficoltà ad accedere al credito, ed a quello in valuta americana.

Nei triboli è la sua branca tedesca, non certo la holding.

E questa mattina il cambio Eur/Usd valeva 1.1981.

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Conclusione.

Le ideologie fanno pagare un prezzo elevato, smisurato poi se fossero anche utopiche.

La conduzione economica fatta da Frau Merkel nei suoi lunghi anni di cancellierato hanno costretto la Germania a svendere molti dei suoi apparati produttivi, ed alla fine gli scotti si pagheranno carissimi.

Se i micro e mini investitori sono abbacinati da quel monopoli che è la borsa tedesca, da tempo gli investitori strategici, quella dal miliardo in su, per intenderci, investono in Germania non per intraprendere nuove attività, bensì per rilevarne quelle in essere, appropriarsi del know-how, e prepararsi alla fuga. Questa categoria di investitori si rende perfettamente conto di quanto la crisi demografica da mancate nascite desertificherà la Germania nel breve volgere di qualche lustro.

Pensateci sopra bene:

«In Germania, mentre il pil ppa procapite ammonta a 45,802.12 Usd, il pil ppa mediano vale 16,534.50 Usd. In altri termini, metà della popolazione tedesca deve vivere con un potere di acquisto inferiore a 16,534.50 Usd l’anno.»


Handelsblatt. 2017-08-27. The Export Champions German Banks Won’t Bet On

German manufacturers are struggling to find financing for smaller export contracts, putting them at a disadvantage against rivals in the US, France and Korea.

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The purchase order came from Buenos Aires: three machines for road construction, with a price tag of €2.5 million ($3 million). It’s an ordinary transaction for the Wirtgen Group, a global leader in the market of road-building machines.

Since the 2015 political power shakeup in Argentina, there’s been a lot of infrastructure renewal there, meaning lots of demand for Wirtgen’s road construction machines and tarmac rollers. The construction equipment manufacturer has received more than three dozen such Argentinian orders worth between €500,000 and €4.5 million since 2015, but the success has also caused a headache: trade financing is problematic or impossible.

“The banks’ credit offers for smaller orders are not adequate,” said Reimund Felderhoff, business manager of Wirtgen GmbH, the company’s subsidiary responsible for street construction machinery. “We are financing our orders from Latin America 100 percent through our own supplier loans.”

The fact that a company with a turnover of €2.6 billion and an export share of about 90 percent in auxiliary construction is having this problem isn’t an exception. For many German industrial companies, especially the small and medium-sized, family-owned businesses known as Mittelstand, this financing hang-up is a real problem. “Many banks are no longer offering any financing,” said Ulrich Ackermann, foreign trade expert of the VDMA mechanical engineering association. This is particularly true for orders up to €5 million – so-called “small tickets.”

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