Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale, Logistica, Unione Europea

Italia. I valichi ferrovieri alpini di Umberto I e Francesco Giuseppe.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-29.

Negrelli Luigi. luigi-negrelli-c8b3k6

ing. Luigi Negrelli. Senza di lui, dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria e del Re di Italia Umberto I si attraverserebbero ancora le Alpi a dorso di mulo.


Il 12 agosto a Rastatt, nella valle del Reno, è avvenuto un incidente costruttivo con abbassamento dei binari ferroviari in ambedue le direzioni.

A ciò è conseguita un’interruzione del traffico merci, che potrebbe essere ripristinano entro ottobre, forse novembre.

«L’Italia rischia il black out per le sue esportazioni verso il Nord Europa»

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«Il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi …. e l’interscambio con il nord della Germania e il Benelux passa per la maggior parte via Svizzera con il sistema combinato ferrovia/strada. Il trasporto stradale, da solo, non sarà in grado di assorbire questo aumento di traffico quantificabile in circa 20mila Tir la settimana»

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Questo incidente mette in luce un’anomalia.

A parte valichi minori, il traffico ferroviario verso il nord passa attraverso questi due valichi.

– Traforo del Sempione. Ferrovia Briga-Domodossola. Inizio lavori 1898, fine lavori 1905. Due gallerie monobinario lunghe poco più di diciannove kilimetri.

– Passo del Brennero. Ferrovia del Brennero. Linea ferroviaria progettata dal Governo Austriaco. Inizio lavori 1859, fine lavori 1867. Il progetto fu fatto dall’ing. Luigi Negrelli, lo stesso che aveva progettato il Canale di Suez.

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La ferrovia del Brennero presenta severe limitazioni. Raggiunge pendenze del 26%, fatto che limita la velocità dei convogli a circa 50 km/h e limita il carico trasportabile a 450 tonnellate per convoglio. Ma fu progettata nel 1859.

A seguito dell’aumento del traffico, nel 2007 si diede inizio al Brenner Basistunnel, ossia un tunnel ferroviario che collegherà Fortezza con Innsbruck. A dicembre 2013 dei totali 230 chilometri da scavare (compresi quelli di emergenza) 28 sono stati costruiti, 43 sono stati appaltati. La capacità di transito giornaliera dovrebbe arrivare a 400 treni, 320 merci ed 80 passeggeri, con capacità di 3,000 tonnellate per ogni convoglio. Ne usufruiranno i nostri bisnipoti.

Stato dei lavori al 21 luglio 2017.

«Stato d’avanzamento dei lavori

Il sistema di gallerie che è la Galleria di Base del Brennero comprende complessivamente circa 230 chilometri di gallerie. Sono già stati scavati 69 km di gallerie.»

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Si noti come le linee ferroviarie costruite nell’ottocento siano state terminate in pochi anni, nonostante fossero state usate le tecnologie dell’epoca.

In compenso, si è assistito ad un fiorire di società a latere, quali il “Comitato direttivo dell’Osservatorio per Ambiente e Sicurezza” che tutela i sistemi ecologici dentro le gallerie (sic).

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Questa situazione meriterebbe un lungo commento, qui fuori luogo.

Lascia davvero molto perplessi che l’Italia non abbia cercato in oltre un secolo e mezzo di migliorare le sue linee di collegamento ferroviario con il Nord Europa affidandosi a quelle costruite in quattro e quattro otto dall’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria e da dal Re di Italia Umberto I, ai quali va la nostra profonda gratitudine: senza di loro le nostre merci attraverserebbero le Alpi a dorso di mulo.


Sole 24 Ore. 2017-08-28. Ferrovie in tilt, a rischio l’export verso la Germania

L’Italia rischia il black out per le sue esportazioni verso il Nord Europa. La causa dei guai? L’interruzione per almeno sette settimane del principale collegamento ferroviario tra il nostro Paese e la zona della Ruhr in Germania e il Benelux. La denuncia è dell’Anita, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica che operano in Italia e in Europa. Spiega Thomas Baumgartner, presidente di Anita: «L’interruzione della linea ferroviaria a Rastatt nella valle del Reno, dopo l’abbassamento dei binari nelle due direzioni a seguito di un incidente costruttivo, metterà in serie difficoltà tutto il settore produttivo italiano e soprattutto le aziende che effettuano trasporti intermodali».

L’interruzione è avvenuta lo scorso 12 agosto, ma a causa del ridotto traffico di merce nel periodo feriale il sistema produttivo non ne ha risentito. Le prime stime di interruzione di servizio che erano state fatte dalla Db Netze parlavano di due settimane, con riapertura il 26 agosto. «Ora le ultime notizie ufficiali – fa sapere l’associazione degli autotrasportatori – parlano di riapertura al 7 ottobre, mentre voci non ufficiali parlano di novembre!». Secondo Baumgartner, con il riavvio delle fabbriche e l’aumento del volume di traffico, già dalla prossima settimana si avranno le prime conseguenze: «Catene di montaggio ferme per la mancanza del necessario materiale – dice il presidente dell’Anita -, ritardi nelle consegne e aumento dei noli con danni alle esportazioni italiane».

Il cedimento della ferrovia avvenuto in Germania, proprio lungo il corridoio Reno-Alpi, rischia di causare stop e disservizi rilevanti al traffico merci sull’asse nord-sud. Un problema, questo, che purtroppo riguarda tutti i treni da e per l’Italia in transito attraverso Germania e Svizzera. Il corridoio Reno-Alpi interessa diverse provincie italiane dove operano alcuni tra i maggiori operatori logistici del Paese. E sono gli operatori italiani quelli che rischiano, a oggi, i danni maggiori.

«Il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi – continua Baumgartner – e l’interscambio con il nord della Germania e il Benelux passa per la maggior parte via Svizzera con il sistema combinato ferrovia/strada. Il trasporto stradale, da solo, non sarà in grado di assorbire questo aumento di traffico quantificabile in circa 20mila Tir la settimana». Non esistono al momento soluzioni tecniche percorribili per bypassare l’interruzione, per cui al momento l’intero corridoio via Svizzera di collegamento tra Italia e Paesi del Nord Europa (Germania, Benelux, Scandinavia, Regno Unito) è sostanzialmente interrotto.

Insieme al corridoio via Brennero questo rappresenta il principale corridoio di collegamento fra l’Italia e il Nord Europa e su questo corridoio la percentuale di traffico intermodale supera il 50%. Le due settimane di agosto posteriori all’interruzione sono state gestite in qualche modo, dirottando i flussi di traffico su modalità stradale o via Brennero. Il problema era quindi gestibile se la linea fosse stata ripristinata come, da prima previsione, il 26 agosto, cioè entro oggi.

Ora, il prolungarsi dell’interruzione fino al 7 ottobre (novembre?) rischia di creare un collo di bottiglia insormontabile per una parte importante dei flussi import-export tra Italia e Nord Europa. Anita chiede un intervento immediato del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha promesso l’istituzione di tavolo di crisi già da lunedì prossimo.

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