Pubblicato in: Medio Oriente, Russia, Stati Uniti

Siria. Aleppo inizia a ripopolarsi.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-20.

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Lentamente, molto lentamente, ma la situazione in Siria inizia a dare segni di normalizzazione.

«More than 600,000 displaced Syrians have returned to their homes since the beginning of the year»

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«Between January and the end of July, 602,759 displaced Syrians returned to their homes»

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«most of them heading to Aleppo»

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Di fede alauita (un gruppo religioso musulmano sciita relativamente diffuso tra Libano e Siria costiera), governa un paese in larga maggioranza sunnita. Né ci si dimentichi la sostanziale importanza che le tribù svolgono in Medio Oriente: i loro legami politici sono avulsi dai vari contesti nazionali.

Nello scacchiere mediorientale questa professione religiosa implica un’alleanza con l’Iran ed una posizione ostile verso il vicino Iraq e l’Arabia Saudita.

L’Occidente, ed i suoi alleati, ha inquadrato la Siria di Assad tra gli “stati canaglia“, considerati paesi destabilizzanti la pace quale la avrebbero voluta gli americani ed i loro alleati.

Di qui un odio profondo e viscerale per Mr Assad.

Ma Mr Assad e la Siria sono da oltre settanta anni alleati leali della Russia, e la Russia è una superpotenza, che alla fine è anche intervenuta militarmente a sorreggerlo nei confronti di una rivoluzione pilotata in gran parte da forze esterne.

Accusare Mr Assad di essere un dittatore nel quadro geopolitico mediorientale lascia alquanto perplessi: nessun governo in tale area è stato eletto a seguito di elezioni degne di tal nome, e gestiscono il loro potere in modo tipicamente arabo.

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Nella situazione attuale si dovrebbe prendere atto come l’iniziativa dell’Occidente e dei suoi alleati di cercare di rovesciare Mr Assad sia sostanzialmente fallita. L’America non è riuscita ad imporre la propria visione in Medio Oriente.

Non solo.

La guerra siriana si è evoluta fino a diventare un problema geopolitico e militare mondiale, ove si confrontano più russi ed americani che le tribù locali.

Senza un sostanziale accordo tra le due superpotenze non sarà mai possibile avere in tale zona un pace degna di tal nome.


Al Arabiya. 2017-08-14. More than 600,000 Syrians return home, mainly to Aleppo: UN

More than 600,000 displaced Syrians have returned to their homes since the beginning of the year, with most of them heading to Aleppo, according to figures from the International Organization for Migration.

Between January and the end of July, 602,759 displaced Syrians returned to their homes, many of them citing an improved economic and security situation in the areas they had fled from, IOM said in a statement.

A total of 84 percent of those who have returned had taken refuge elsewhere within the war-ravaged country, while the remaining 16 percent returned from neighboring countries Turkey, Lebanon, Jordan and Iraq.

More than a quarter of returnees said they did so to protect their assets and properties, while nearly the same number referred to the improved economic situation in their place of origin, and 11 percent cited the improved security situation there.

Fourteen percent meanwhile pointed to the worsening economic situation in their place of refuge, IOM said.

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