Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Unione Europea

Italia. Bloccata la nave ong Iuventa per ‘immigrazione illegale’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-08-03.

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La fotografia è chiara.

Il barcone carico di migranti non versa in difficoltà alcuna ed è stato scortato da gommoni della ong fino sotto bordo, per trasferire i migranti sulla nave Iuventa della ong tedesca Jugend Rettet.

Una cosa è il salvataggio in mare di naufraghi, opera del tutto umanitaria, ed una totalmente differente è fare il servizio taxi.

«Italian coastguards seized a migrant rescue boat operated by a German aid group in the Mediterranean suspected of aiding illegal immigration from Libya»

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«Video showed the Iuventa, which is run by Jugend Rettet, arriving at the island of Lampedusa surrounded by several coastguard vessels after it was stopped at sea before dawn»

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«It was the first time Italian police have seized a humanitarian boat»

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«The move came amidst growing suspicion over the role non-governmental organizations are playing in picking up migrants off the Libya coast and bringing them to Italian ports»

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«The evidence is serious. We have evidence of encounters between traffickers, who escorted illegal immigrants to the Iuventa, and members of the boat’s crew» [Giudice Ambrogio Cartosio]

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Considerazioni.

– Nel caso specifico, la Iuventa è andata incontro ai migranti trasportati dai trafficanti, avendo ampiamente concordato il trasbordo con ripetute telefonate.

– I migranti non erano nella condizione di “naufraghi“, bensì in quella di “passeggeri“.

– Di conseguenza, nessuna operazione umanitaria di “salvataggio in mare“, ma solo ordinaria storia di connivenza delle ong con la mafia dei trafficanti di merce umana.

– Dopo anni ed anni, alla fine è intervenuta la Magistratura sequestrando il natante. Forse, al momento, l’arma migliore contro questo traffico illegale.

– La netta impressione è che le ong coinvolte in questa operazione di migrazione illegale non siano soltanto colluse con la mafia, ma ne siano parte integrante.

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Una ultima, ma amara, constatazione.

Bloccare o meno l’immigrazione illegale avrebbe dovuto competere al potere politico, al Governo ed al Parlamento italiano: alle cariche elettive a rappresentanza del Popolo sovrano.

Ancora una volta, la Magistratura si è surrogata ad un potere politico latitante e tutto timoroso di prendersi responsabilità.

Né ci si venga a dire che la Magistratura sia un organo indipendente dello stato: senza un avvallo politico essa non sarebbe mai intervenuta.

Nota.

Lasciamo all’acume del Lettore appurare chi sia il proprietario della ong tedesca Jugend Rettet.


Reuters. 2017-08-02. Italy seizes NGO rescue boat for allegedly aiding illegal migration

PALERMO, Italy (Reuters) – Italian coastguards seized a migrant rescue boat operated by a German aid group in the Mediterranean suspected of aiding illegal immigration from Libya, a prosecutor said on Wednesday.

Video showed the Iuventa, which is run by Jugend Rettet, arriving at the island of Lampedusa surrounded by several coastguard vessels after it was stopped at sea before dawn.

Police inspected the ship as soon as it docked and checked the crew passports. They later took charge of the boat and set sail for a larger port in Sicily.

Jugend Rettet said on Twitter it had received no information about the investigation. It could not be reached for further comment.

It was the first time Italian police have seized a humanitarian boat. The move came amidst growing suspicion over the role non-governmental organizations are playing in picking up migrants off the Libya coast and bringing them to Italian ports.

Ambrogio Cartosio, chief prosecutor in the western Sicilian city of Trapani, told a news conference his investigation into Jugend Rettet was ongoing and no one had yet been charged.

“The evidence is serious,” Cartosio said. “We have evidence of encounters between traffickers, who escorted illegal immigrants to the Iuventa, and members of the boat’s crew.”

Italian media reported the boat had two Syrians aboard who were taken to a refugee center, but that could not be immediately confirmed.

“Taxi Service”

Cartosio said there was no indication that Jugend Rettet had received any money from the Libya-based traffickers.

“It would be fantasy to say there was a coordinated plan between the NGOs and the Libyan traffickers,” he said.

Cartosio told a parliamentary committee in May that he had suspicions about certain humanitarian groups because some rescue crew seemed to know in advance where to locate the flimsy boats crowded with migrants.

Looking to regulate eight non-governmental groups which regularly hunt for migrants in the southern Mediterranean, the Italian government asked them this week to sign a code of conduct, including a demand that they carry an armed policemen on board their boats.

Jugend Rettet, which describes itself as an organization of young Europeans, was one of five groups that refused to sign up, but Cartosio denied a suggestion that there was any link between this refusal and the boat’s seizure.

The 5-Star Movement, which polls say is now the country’s biggest party, have accused NGOs of offering a “taxi” service to migrants, while the rightist Northern League party has said all their ships should be impounded.

The humanitarian groups say they are only interested in saving lives, warning that thousands of people would die if they were not out at sea. Despite their efforts, 2,200 migrants have died so far this year trying to reach Europe from north Africa.

Looking to turn the screws on the traffickers, Italy’s parliament authorized on Wednesday a limited naval mission to help Libya’s coastguard curb migrant flows.

Jugend Rettet says on its website it started patrolling the Mediterranean in July 2016 and has rescued 6,526 people in its first year of action.

“We want to put pressure on state actors to enforce the fundamental right to life and security even in the Mediterranean,” the group says.


Adnk. 2017-08-02. Nave ong bloccata, “contatti con trafficanti”

Investigatori del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo speciale d’intervento della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet fermata questa notte al largo di Lampedusa dalla Guardia Costiera italiana. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip del tribunale di Trapani Emanuele Cersosimo (LE INTERCETTAZIONI). L’ipotesi di reato è favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Ong non è fra le tre organizzazioni che hanno sottoscritto il codice di comportamento nel Mediterraneo adottato dal ministero dell’Interno italiano.

Ci sono “gravi indizi di contatti con i trafficanti” ha detto il procuratore aggiunto di Trapani, Ambrogio Cartosio, in conferenza stampa. In particolare, “sono stati documentati incontri tra i trafficanti e membri dell’equipaggio”, ha spiegato il magistrato, precisando poi di riferirsi a incontri “in mare”.

Quanto al reato contestato, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il pm ha chiarito che, al momento, la contestazione formulata nella richiesta di sequestro preventivo della nave e nel conseguente decreto del gip riguarda tre episodi specifici, due avvenuti il 18 e il 26 giugno 2017 e uno risalente al 10 settembre 2016 (VIDEO). Tuttavia, ha aggiunto riferendosi alla nave, “altri episodi ci inducono a ritenere che il suo comportamento sia abituale”. L’indagine, ha precisato ancora Cartosio, riguarda l’equipaggio della nave “ma allo stato non ci sono indagati”, né sono emerse “responsabilità dei vertici della Ong”.

Secondo il magistrato dunque il “salvataggio o, meglio, il trasbordo” dei migranti sarebbe avvenuto senza che ci fosse un pericolo imminente. Ma “alla luce della legislazione tuttora vigente in Italia, quali che siano le finalità perseguite, ad avviso della procura queste condotte integrano il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La procura ha prospettato questa tesi nella richiesta di sequestro preventivo al gip e il gip l’ha ritenuta fondata e ha emesso il decreto”.

“C’è un pericolo serio di reiterazione dell’attività delittuosa” ha detto il procuratore spiegando le motivazioni prospettate dalla procura e accolte dal gip. Quello in questione, inoltre, è uno dei casi in cui “la legislazione speciale prevede la confisca obbligatoria del mezzo” e questo “impone l’obbligo di procedere a sequestro preventivo”.

Cartosio ha aggiunto: “Non riteniamo configurabile l’associazione a delinquere nei confronti dei responsabili della Ong perché non c’è nessun elemento per parlare di un collegamento stabile tra i trafficanti e la Ong”.

“Che ci sia un piano preordinato tra i trafficanti libici e la Ong mi sembra, allo stato, fantascienza – ha detto ancora il procuratore aggiunto – La mia personale convinzione è che il motivo della condotta dell’equipaggio sia umanitario”.

Il magistrato ha poi messo in chiaro che il sequestro preventivo della nave Iuventa “non c’entra nulla col fatto che non abbiano sottoscritto l’accordo”, ossia il Codice di condotta per le Ong.

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