Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Eur/Usd 1.1816. Mr Trump inizia a giocare ben duro.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-31.

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Il rapporto Eur/Usd era una volta 1.0348. Mica poi tanto tempo fa: qualche mese.

Poi è venuto Mr Trump dicendo: “America First“.

Tutti lo hanno schernito e coperto di contumelie.

Bene.

Ora il dollaro si è indebolito. Continua ad indebolirsi con implacabile discesa: sta stritolando tutte le altre valute, anche quelle degli idealisti mi-spezzo-ma-non-mi-piego.

Sono in molti negli ambienti finanziari a battere i denti: una cosa sono le fluttuazioni del mercato ed un’altra un piano politico. Mr Trump non ha mai dignitosamente proferito parola, ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Nessuno sa a quale livello Mr Trump darà il segnale di stop. Chi dice 1.5 a fine anno, ma c’è anche chi prospetta di peggio. Al peggio non c’è mai fine.

Il sogno di un euro debole è svanito senza che nessuno abbia osato nemmeno parlarne.

Nella cruda realtà dei fatti, sulla sola piazza di Londra si transa circa un trilione di dollari americani al giorno. Una variazione del 10% significa 100 miliardi. Decidano gli Elettori europei in quali tasche devono confluire: tutto il resto è aria fritta.

La Fed è perfettamente in grado di resistere. Sulle potenzialità di Frankfurt si potrebbero avere molti dubbi.

Così, mentre gli europei si dilettano a parlare di come imporre gli ideali di Frau Merkel al Visegrad oppure di come fare a lasciare i migranti tutti in Italia, l’euro si apprezza ogni giorno che passa. Negli Stati Uniti il Prosecco italiano costa il 20% in più, tanto per gradire. E non raccontiamoci che il prezzo non influenza le scelte.

Signori miei, gli slogan non servono a nulla, nemmeno a tener alto il morale delle truppe. Anzi, alla fine sono irritanti.

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