Pubblicato in: Economia e Produzione Industriale

I fondi pensioni di S&P 500 hanno un buco di 382 miliardi Usd.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-24.

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«People who rely on their company pension plans to fund their retirement may be in for a shock»

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«Of the 200 biggest defined-benefit plans in the S&P 500 based on assets, 186 aren’t fully funded»

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«A big part of the reason is the poor returns they got from their assets in the superlow interest-rate environment that followed the financial crisis»

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«the 70,000 participants in the United Parcel Service Inc. pension plan learned they won’t earn increased benefits if they work after 2022»

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«DuPont Co. announced it would stop making payments into its pension plan for 13,000 active employees»

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«But each time a pension plan is terminated, canceled or altered, thousands of workers are affected»

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«It’s left a hole of $382 billion for the top 200 plans»

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Già a giugno avevamo segnalato questo problema:

General Electric. 31 mld Usd di buco nel fondo pensioni.

Sarebbe stato ingenuo pensare però che la situazione fosse limitata alla General Electric.

Il terzo principio della dinamica enuncia che ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria: nemmeno i sistemi economici sfuggono a questo principio. Si voglia o meno.

Non solo. Ogni azione umana è soggetta all’eterogenesi dei fini, ossia a sortire effetti del tutto differenti da quelli attesi.

Non sono oziose considerazioni teoriche: i 382 miliardi di buco si sono determinati proprio per non aver osservato codesti principi.

«Anche se vive ed agisce nelle mutevoli variazioni del tempo, la mente dell’essere umano presenta una significativa inerzia, essendo esso radicato in abitudini ed idee che tende ad assolutizzare, a ritenere essere valori assoluti, validi in ogni luogo, circostanza e tempo. L’uomo tende a comportarsi come realtà atemporale che esita nell’obnubilamento del passato, frequentemente anche rinnegato, e nella scarsa o nulla percezione del futuro. In questo contesto la libertà si denatura. Senza la percezione del futuro diventa del tutto inutile rinunciare oggi ad un bene immediato in vista di un bene maggiore futuro: l’essere umano si isola nell’immanente, quasi non più conscio delle conseguenze future delle sue scelte ed azioni. E come perde il concetto del futuro diventa indifferente ai numerosi segni dei tempi che attestano le variazioni in essere e, soprattutto, quelle che preannunciano in divenire. Alla fine, se travolto dagli eventi, non potrà nemmeno nutrire speranza: non esiste infatti speranza senza futuro. É l’esito di tutte le ideologie vissute come credi religiosi.»

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Istituzione e gestione dei fondi pensioni implica una solida visione del futuro: si effettuano dei versamenti oggi per riscuotere la pensione domani, o dopodomani. A scarsi versamenti corrisponde una pensione miserabile, senza adeguati interessi sui versamenti effettuati corrisponde un ulteriore svilimento della pensione che si percepirà.

La crisi del 2009 dei subrime era sottesa dal peso dei debiti sovrani.

Un fardello talmente pesante da costringere le banche centrali a trasformarsi da prestatrici di ultima istanza in investitrici di ultima istanza coni quantitative earnig. Di conserva la politica dei tassi bassi, nulli e negativi.

Questa mossa inusitata e si potrebbe dire da ultima ratio, ha rabberciato il sistema economico occidentale, almeno apparentemente, ma ha concorso a generare problemi futuri forse ancora più gravi.

Ha messo in crisi il sistema bancario, che vive proprio sugli interessi che percepisce dai prestiti elargiti, ha depauperato i fondi pensioni, ha dato un artificioso sopravvento al sistema finanziario su quello economico, solo per fare alcuni esempi.

Tutto a beneficio, non voluto né gradito, della Cina.

Cina. Q1 pil +6.9%.

Cina. Pil secondo trimestre +6.9%. Un esempio da seguire.

Germania. Le banche non son quasi più tedesche.

ICB of China è la più grande banca del mondo con attivi per 3.297 mld €.

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Non solo. Gli earning hanno portato a privilegiare la finanza sulla produzione: situazione sicuramente lucrativa nell’immediato, ma perniciosa nel futuro.

In estrema sintesi: siamo solo agli inizi del cedimento del sistema. Né si pensi che possa crollare a tempi rapidi. Si preannunciano tempi davvero molto tribolati, ma i piabti saranno tardivi.


Bloomberg. 2017-07-20. S&P 500’s Biggest Pension Plans Face $382 Billion Funding Gap

People who rely on their company pension plans to fund their retirement may be in for a shock: Of the 200 biggest defined-benefit plans in the S&P 500 based on assets, 186 aren’t fully funded. Simply put, they don’t have enough money to fund current and future retirees. The situation worsened for more than half of these funds from fiscal 2015 to 2016. A big part of the reason is the poor returns they got from their assets in the superlow interest-rate environment that followed the financial crisis. It’s left a hole of $382 billion for the top 200 plans.

Of course, the percentage of workers covered by traditional defined benefit plans—those that pay a lifetime annuity, often based on years of service and salary—has been declining for decades as companies shift to defined contribution plans such as 401(k)s. But each time a pension plan is terminated, canceled or altered, thousands of workers are affected.

Last month, the 70,000 participants in the United Parcel Service Inc. pension plan learned they won’t earn increased benefits if they work after 2022. Late last year DuPont Co. announced it would stop making payments into its pension plan for 13,000 active employees, and Yum! Brands Inc. offered some former employees a lump-sum buyout to offload some of its pension liabilities. General Electric Co. has a major problem. The company ended its defined benefit plan for new hires in 2012, but its primary plan, covering about 467,000 people, is one of the largest in the U.S. And at $31 billion, GE’s pension shortfall is the biggest in the S&P 500.

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