Pubblicato in: Persona Umana

Ecologia. Le ultime frontiere per un mondo sano.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-19.

2017-07-19__Chiodi__001 n

Scoperta finalmente la causa di tutti gli incendi che stanno devastando le residue foreste terrestri.

Sono state attivate numerose organizzazioni non governative e non a scopo di lucro per ridurne la concentrazione atmosferica.

Non possiamo permettere che la gente faccia la fine dei chiodi arrugginiti.

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La lettura della Treccani è atterrente.

«L’ossigeno ha numero atomico 8, peso atomico 15,9994; ne sono noti gli isotopi 168O (99,76%), 178O (0,04%), 188O (0,20%) e anche gli isotopi 148O, 158O, 198O, che sono però instabili, con vita media molto breve. L’ossigeno è l’elemento più abbondante e più diffuso in natura: allo stato libero è contenuto nell’aria (20,95% del volume o 23,14% della massa), combinato si trova nell’acqua (88,8% in massa) e costituisce circa il 27% della crosta terrestre. La densità rispetto all’aria è 1,10535, rispetto all’idrogeno è 15,9; un litro di o. a 0 °C e a pressione atmosferica, al livello del mare e alla latitudine di 45°, ha una massa di 1,429 g; la temperatura critica è −118,4 °C, la pressione critica è 50,8 bar. È poco solubile in acqua, alquanto più solubile in alcol e in acetone; si discioglie anche in diversi metalli fusi. L’ossigeno liquido è di colore azzurro chiaro, bolle a −182,9 °C e solidifica a −218,4 °C in cristalli esagonali di colore blu. L’ossigeno ordinario forma molecole biatomiche O2, che si scindono soltanto a temperature molto elevate (la scissione completa si ha a circa 5000 °C). ….

Le reazioni di combinazione dell’ossigeno si compiono con sviluppo di calore (tranne rarissimi casi) e, quando la velocità di reazione e l’aumento della temperatura sono notevolmente elevati, il processo va sotto il nome generico di combustione. Il verificarsi di queste condizioni dipende, oltre che dall’affinità dell’ossigeno per la sostanza reagente, anche dallo stato di suddivisione di questa: così il ferro, che in forma compatta si ossida lentamente, allo stato suddiviso reagisce infiammandosi spontaneamente (ferro piroforico). Altri elementi e composti, quali il fosforo, il cesio, l’idrogeno fosforato liquido, reagiscono con l’ossigeno a temperatura ordinaria infiammandosi; in altri casi l’ossidazione diventa rapida soltanto a temperatura elevata. …

L’ossigeno è impiegato nei cannelli ossidrici e ossiacetilenici per le saldature autogene, per il taglio di lamiere e di blocchi metallici e per raggiungere in genere alte temperature necessarie per speciali lavorazioni (fusione e lavorazione del quarzo, del platino ecc.); in processi di gassificazione; nell’industria dei composti organici (ossidazione dell’aldeide acetica ad acido acetico, dell’alcol metilico ad aldeide formica ecc.); in siderurgia, nei moderni processi di preparazione dell’acciaio; in taluni processi biologici di depurazione delle acque di rifiuto; per ossidare gli oli siccativi; per imbiancamento; l’ossigeno liquido è impiegato come ossidante nei polipropellenti. ….

Ecologia.

La determinazione dell’ossigeno è di fondamentale importanza negli ecosistemi acquatici, nei quali costituisce un importante fattore limitante per la vita degli organismi. La quantità di o. in questi ecosistemi è il risultato del bilancio tra la produzione e la respirazione della comunità: di solito, per valutare lo stato di salute di uno stagno o di un lago, relativamente alla presenza di ossigeno, si usa la tecnica nota come metodo della bottiglia chiara e scura. Bottiglie chiare e scure vengono riempite con l’acqua dell’ecosistema e lasciate in situ per 24 ore. In queste bottiglie, che contengono la comunità planctonica, viene quindi misurata la quantità di ossigeno presente, che rappresenta rispettivamente la produzione netta (bottiglia chiara, in cui avvengono fotosintesi e respirazione) e la respirazione (bottiglia scura, in cui non può avvenire la fotosintesi) della comunità, ipotizzando che le bottiglie all’inizio del saggio contengano la stessa comunità planctonica.»

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Sarà necessario aggiungere agli attuali accordi di Parigi un sobrio protocollo di almeno quindicimila pagine in accordo al quale gli stati firmatari di impegnino a ridurre il consumo umano di ossigeno di almeno la metà entro il 2050.

Ci sono infatti quattro miliardi di persone di troppo.

Gli essere umani infatti consumano ossigeno per mantenere costante la temperatura corporea a 37°C: sono al mondo sei miliardi di generatori di calore che alterano in modo irreversibile la biosfera del pianeta.

Lo sterminio fisico del patrimonio bovino, suino, caprino ed equino è una ovvia conseguenza.

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