Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Bbc e Reuters. Polonia. Una fake News degna del dr. Gobbels.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-16.

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Il sogno dominatore e prevaricatore degli eurocrati.


Nei sistemi politici a regime democratico è costumanza indire elezioni, attualmente a suffragio universale: chi ottenga la maggioranza governa e chi resta all’opposizione svolge il suo ruolo nei limiti dettati dalla legge.

Dalle elezioni del 27 ottobre 2015 è emerso il seguente risultato elettorale:

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Come si constata, gli Elettori hanno conferito al partito Diritto e Giustizia 253 / 460 deputati e 61 / 100 senatori: la maggioranza assoluta sia in Parlamento sia in Senato. La Sinistra Unita ha perso 67 deputati e non è riuscita a fare eleggere nemmeno un deputato. E le diverse ogn operanti in Polonia anche esse non sono riuscite a far eleggere un deputato che fosse uno: elettoralmente non valgono nulla. Contano solo nell’immaginario dei giornalisti liberal europei. Non si confondano i deliri con la realtà dei fatti.

Queste elezioni non si sono svolte sotto il patrocinio del russo invasore né del tedesco invasore: erano libere elezioni svoltesi in uno stato sovrano. Come si deve accettare l’elezione di Mr Macron così si deve accettare quella di Mrs Beata Szydło. Sempre sotto la pregiudiziale di essere democratici e non sostenitori di dittature.

Sempre in un sistema democratico, chiunque è libero di presentarsi alle elezioni: sta poi a lui il raccogliere i consensi per farsi eleggere.

In questa ottica, le organizzazioni non governative sarebbero liberissime di presentarsi alle elezioni, ed infatti qualche tentativo lo hanno fatto: solo il parlamento è sovrano. Senza parlamentari, contano meno di nulla e, di norma, quanti ne diano voce altro non propongono che soluzioni dittatoriali, ossia di imposizione dell’opinione di pochi alla maggioranza. Che siano libere di esprimere dissenso, nei limiti della legge, è una cosa del tutto differente dal fatto che dettino legge.

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«Poland’s parliament has approved a bill to give MPs and the justice minister the power to appoint judges without consulting judicial circles»

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«Polish senators backed the legislation in a vote in the early hours of Saturday morning.»

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«We want to end corporatism and introduce the oxygen of democracy there. Because Poland is a democracy based on the rule of law »

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«A separate bill was also presented in parliament this week, which would allow the justice minister to get rid of all of Poland’s Supreme Court judges and appoint new ones»

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La stampa internazionale liberal è insorta.

«Grzegorz Schetyna, who leads the opposition Civic Platform party, denounced the tabling of the bill as an “announcement of a coup”, the AFP news agency reports»

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«the Council of Europe’s Human Rights Commissioner, Nils Muiznieks, said the reforms were “a major setback for judicial independence”»

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«Manfred Weber, the leader of the European Parliament’s largest grouping, the EPP, said “Law and Justice is putting an end to the rule of law and leaving the European community of values”»

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Parole queste ben pesanti.

Parole che l’articolista presenta come se fossero l’oracolo di Delfi: vanno dal “judicial independence” fin al “announcement of a coup“.

Un colpo di stato. Ma siamo diventati tutti matti?

Sono, ripetiamo, parole ben pesanti.

Considerazioni.

Esempio numero uno: gli Stati Uniti di America.

«I giudici della Corte suprema sono nominati a vita; hanno tuttavia la facoltà di ritirarsi quando non si ritengono più in grado di esercitare adeguatamente il proprio mandato, ad esempio per malattia o per il raggiungimento di un’età troppo avanzata. Quando un seggio diviene vacante, il presidente degli Stati Uniti provvede alla nomina del giudice con il consenso del Senato. ….

la Costituzione degli Stati Uniti d’America non prevede alcun criterio di ripartizione tra i membri» [Fonte]

Esempio numero due: la Germania.

«La Corte di Cassazione Federale (in tedesco Bundesgerichtshof, abbr. BGH) è la corte di ultima istanza nel sistema della giustizia ordinaria (ordentliche Gerichtsbarkeit) in Germania. La sua competenza comprende i casi di diritto penale e diritto civile. Ha sede a Karlsruhe e Lipsia.

In Germania non esiste un organo di autogoverno della magistratura affine al CSM italiano. La nomina dei magistrati addetti ai tribunali federali incombe così al Ministro federale competente in materia (Giustizia, Lavoro, Finanze, ecc.).

I provvedimenti disciplinari contro giudici e procuratori federali possono essere assunti solo nel caso in cui, a seguito di una richiesta del Bundestag in tal senso, il Tribunale costituzionale abbia accertato un comportamento doloso del singolo magistrato, con decisione presa da almeno i 2/3 dei suoi componenti.» [Fonte]

Esempio numero tre: la Francia.

«La Costituzione francese del 1958 della V Repubblica è laconica in merito al potere giudiziario, cui riserva soltanto tre articoli, rinviando a una legge organica in materia: riserva (art. 66) soltanto alla prima la garanzia dell’indipendenza e dell’inamovibilità, mentre sottopone la magistratura inquirente alla dipendenza gerachica dal potere esecutivo. ….

La Loi Perben II del 1º febbraio 2010 sottopone esplicitamente la funzione inquirente al controllo del Ministero della Giustizia, ed è stata dichiarata legittima dal Consiglio costituzionale sia rispetto agli articoli della Carta che al principio della separazione dei poteri.» [Fonte]

Esempio numero quattro: il Regno Unito.

«La Corte suprema del Regno Unito (in inglese Supreme Court of the United Kingdom), è stata istituita dal Constitutional Reform Act 2005 e ha assunto dal 1º ottobre 2009 le funzioni giudiziarie in materia di devoluzione, in sostituzione del Comitato d’Appello della Camera dei Lord (Appellate Committee della House of Lords). ….

 L’articolo 25 dispone che possono esser nominati giudici coloro i quali abbiano svolto un ruolo analogo in una della Alte corti del Regno per almeno due anni e chi abbia svolto la professione di avvocato per almeno 15 anni. Le novità riguardano la procedura di nomina che riguarderanno i giudici, il presidente e il vicepresidente della corte. ….

Il nuovo metodo prevede la nomina regia e la presentazione dei nomi alla regina da parte del primo ministro …. la selezione dei giudici della Corte suprema venga effettuata da una commissione indipendente ….  la procedura successiva all’individuazione del nome da parte della commissione. Il nome deve essere presentato al Lord Chancellor il quale, dopo aver consultato tutte le persone precedentemente consultate dalla commissione, può accettarlo, rifiutarlo o chiedere alla Commissione di ‘riconsiderarlo’» [Fonte]

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Il principio della divisione dei poteri, per esempio tra governo e magistratura, è una delle tante utopie reliquate dall’illuminismo ai suoi discepoli liberals. È un’utopia perché semplicemente impossibile da attuarsi.

Alla fine, sia i giudici dovrebbero fare osservare le leggi dello stato sia qualcuno dovrà ben nominarli.

Al primo punto i liberals hanno ovviato inventandosi il concetto che i magistrati abbiano l’arbitrio “interpretare” le leggi ed anche la Carta Costituzionale: in parole poverissime, sentenziano ciò che più faccia comodo a loro ed a quanti essi rappresentino, la si chiami loggia oppure lobby, il risultato è identico.

Al secondo punto nessuno può dare risposta.

La costituzione di un Csm che nomini i giudici porterebbe inevitabilmente alla generazione di una corporazione di magistrati, non vidimati dal voto popolare. Se è vero, per esempio, che in Italia il Csm sia stato costituito con l’art. 4 della legge 511 del 1907. è altrettanto vero che il suo volto odierno è stato configurato dall’allora capo del Governo italiano Benito Mussolini. Così come è, nell’essenza, il Csm è un classico strumento fascista, adottato e magnificato quando tutti i giudici fossero stati fascisti. Sembrerebbe che i liberals europei non siano forti negli studi storici, e che ne traggano ogni vantaggio.

Alla fine, qualcuno deve bene nominare i giudici, e la figura più logica sarebbe quella delle forze politiche elette in parlamento. Non a caso questa è la strada presa dagli Stati Uniti di America, dalla Germania, dalla Francia e dal Regno Unito.

Sarà ben difficile affermare che questi quattro grandi stati occidentali siano etichettate come dittature liberticide.

Ma i giornalisti della Bbc e di Reuters affermano, e con notevole sussiego, che se la Polonia si dotasse di una legislazione simile a quella amricana, tedesca, francese ed inglese, sarebbe un dittatura, arrivata al potere con un colpo di stato, illiberale e fortemente contraria ai valori europei.

Questa è malizia allo stato puro. Ciò che sarebbe lecito per Stati Uniti di America, Germania, Francia e Regno Unito, sarebbe invece una nefandezza per la Polonia.

Sicuramente alla fine il lupo sbranò l’agnello, non senza aver fatto prima una ridicola manfrina per cercarne una giustificazione. «Curinquitturbulentam fecisti mihi aquam bibenti

La Polonia ha saputo resistere a Stalin ed ad Hitler: difficilmente si farà spaventare da questi eurocrati.


Bbc. 2017-07-15. Poland MPs back controversial judiciary bill

Poland’s parliament has approved a bill to give MPs and the justice minister the power to appoint judges without consulting judicial circles.

Opposition parties and human rights groups say this would erode the independence of the judiciary.

The governing Law and Justice party says the reforms are needed because the judiciary is corrupt and serves only the elite.

The bill must now be signed by the president in order to become law.

A demonstration against the changes is scheduled to take place in the capital Warsaw on Sunday.

Since it came to power in 2015, the government of the conservative, populist Law and Justice party (PiS), has passed a series of controversial reforms, triggering mass protests.

Polish senators backed the legislation in a vote in the early hours of Saturday morning.

Earlier this week, Justice Minister Zbigniew Ziobro had argued that the changes were necessary because the current system of appointing judges was undemocratic.

“We want to end corporatism and introduce the oxygen of democracy there. Because Poland is a democracy based on the rule of law.

“This is not court-ocracy,” the minister said.

But opposition parties are concerned that the law would give parliament – dominated by PiS lawmakers – a greater say in appointing judges, violating the constitutional separation of powers.

The legislation will now go to President Andrzej Duda for signing. He has given no indication he plans to veto it.

A separate bill was also presented in parliament this week, which would allow the justice minister to get rid of all of Poland’s Supreme Court judges and appoint new ones.

This piece of legislation was not consulted beforehand and introduced to parliament in the middle of the night, reports the BBC’s Adam Easton in Warsaw.

Under the PiS government, the justice minister already wields considerable power over the prosecution service in his role as prosecutor general because he can influence prosecutors to launch investigations, our correspondent says.

Grzegorz Schetyna, who leads the opposition Civic Platform party, denounced the tabling of the bill as an “announcement of a coup”, the AFP news agency reports.

Earlier this week, the Council of Europe’s Human Rights Commissioner, Nils Muiznieks, said the reforms were “a major setback for judicial independence”.

Meanwhile, Manfred Weber, the leader of the European Parliament’s largest grouping, the EPP, said “Law and Justice is putting an end to the rule of law and leaving the European community of values”.


Reuters. 2017-07-13. Polish ruling PiS lawmakers submit bill to replace judges, opposition protests

WARSAW (Reuters) – Several lawmakers from Poland’s ruling Law and Justice (PiS) party have submitted a draft bill that would replace all Supreme Court judges except those chosen by the justice minister, drawing protests from the opposition.

The draft bill marks the latest move by the right-wing PiS to increase the influence of elected bodies and the government over the process of appointing judges, which critics and the opposition say violates the constitutional separation of powers.

Since winning the 2015 election, the PiS has overhauled the constitutional court. The European Commission has accused the government in Warsaw of undermining democratic checks and balances, charges PiS denies.

In contrast, U.S. President Donald Trump praised Poland during a visit to Warsaw last week, saying Poles valued individual freedom and sovereignty.

With unemployment at a record low and the economy growing robustly, an opinion poll this week showed support for PiS rose by 4 percentage points to 36 percent compared to a month ago.

“One day after this law enters into force, Supreme Court judges appointed in line with the hitherto existing regulations are retired, except for judges chosen by the justice minister,” the draft bill submitted on Wednesday to parliament reads.

According to Poland’s 1997 constitution, the Supreme Court is tasked with overseeing the activity of courts of general jurisdiction and military courts with respect to their passing of verdicts. It also states that the Supreme Court decides if parliamentary elections are valid.

“This is how dictatorship starts,” said Borys Budka, a lawmaker from the largest opposition party Civic Platform (PO).

Lech Walesa, the hero of the Solidarity movement that shook communist rule in the 1980s, told private broadcaster TVN24 that the bill was “very dangerous, very stupid”.

PiS says the party has a democratic mandate to make the judiciary more efficient and accountable to the public.

Despite calls from some judges and rights activists, the opposition has been unable to marshal any real public protest against the ruling party’s moves, reflecting Poles’ frustration with a system in which even simple court cases can last years.

Also on Wednesday, PiS passed a bill to give parliament a greater say in appointing district and appellate judges by giving lawmakers the right to choose the majority of members to the National Council of the Judiciary (KRS). [L8N1K353Z]

KRS spokesman Waldemar Zurek told state news agency PAP the moves by PiS lawmakers and the government were a “creeping attack” on the judiciary.

PiS lawmakers have previously responded to criticism saying that in several EU countries the executive and legislative powers have a major say in appointing judges, citing the example of Germany where parliament and representatives of states choose members of the constitutional court.

The PiS party has brought the prosecutor’s office and state media under direct government control. The new bill would further increase the powers of the justice minister, who would also oversee prosecutors.

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