Pubblicato in: Commercio, Unione Europea

Germania. Nuova legge sulla prostituzione. 1 prostituta ogni 51 femmine.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-15.

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Sulla prostituzione in Germania sono stati spesi fiumi di inchiostro, ma solo raramente gli articoli provvedono i relativi dati di supporto.

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Secondo Index Mundi, la Germania ha 80,722,792 abitanti. Di questi 4,044,789 sono femmine di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, mentre 16,345,911 hanno età compresa tra i 25 ed i 54 anni.

Di conseguenza, le femmine in età tra i 15 ed i 54 anni sono 20,390,700.

Il numero di prostitute registrate presso l’ufficio delle imposte ammonta a 400,000 circa, ossia una femmina ogni 51 donne in età confacente residente in Germania esercita il mestiere più antico del mondo.

Il numero delle femmine autoctone esercitanti la prostituzione è 148,000 circa, ossia una femmina prostituta ogni 137 femmine autoctone.

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Se questi sono i dati ufficiali, si dovrebbe anche ricordare come l’Ufficio delle Imposte stimi il numero di prostitute che esercitano la professione senza essere registrate, e quindi pagare le tasse, a circa tre volte il numero delle femmine registrate.

Ma, nonostante tutto,

«gli incassi annuali dell’industria della prostituzione ammontano a 14,5 miliardi euro»,

ossia un gettito irrisorio in ragione del numero delle addette al lavoro nelle Frauenhäuser, per usare una dizione medievale ma che sembrerebbe render bene l’idea.

Sono cifre che danno da pensare, specie adesso che la Germania ha varato una nuova legge sulla prostituzione.

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«La prostituzione in Germania è legale e regolamentata, così come l’attività delle case d’appuntamenti. Nel 2002 il Parlamento federale ha modificato la disciplina in materia di prostituzione, con l’intento di offrire maggiore tutela alle prostitute. ….

Nella Germania Ovest, gli obblighi di registrazione e di sottoporsi ad accertamenti sanitari rimasero in essere, con differenze nelle varie regioni del paese. In Baviera, era richiesto di sottoporsi, oltre ai normali check-up sulle malattie sessualmente trasmissibili, anche al test HIV fin dal 1987. Molte prostitute evitavano di sottoporsi ai test omettendo la registrazione. Nel 1992, uno studio mostrò che solo il 2,5% delle prostitute che si sottoponevano a test avevano contratto malattie, una percentuale inferiore a quella delle donne non dedite alla ….

Nel 2002, una proposta di legge avanzata da Alleanza ’90/I Verdi fu approvata dalla coalizione di maggioranza nel Bundestag, composta da socialdemocratici e verdi. La nuova disciplina eliminò il generale divieto di favoreggiamento della prostituzione e permise alle prostitute di ottenere un regolare contratto di lavoro. Il principio fondante della nuova disciplina è che la prostituzione non deve essere più considerata una attività immorale. Tuttavia, la stigmatizzazione sociale della prostituzione continua a persistere e una gran parte delle prostitute esercita in modo segreto, conducendo una doppia vita» [Fonte]

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«L’associazione di prostitute HYDRA, stima che il numero odierno di prostitute sia di 400.000.

Lo stesso studio ha stimato che il 63% delle prostitute in Germania è straniero ed i due terzi di queste provengono dall’Europa centrale e l’Europa dell’est»  [Fonte]

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«Le prostitute possono lavorare come dipendenti con un normale contratto di lavoro, ma la gran parte di loro lavora come lavoratore autonomo. Le case di appuntamenti sono imprese registrate e non necessitano di particolari autorizzazioni. Se offrono cibo ed alcolici è necessaria una normale licenza per somministrazione.

Le prostitute sono tenute al pagamento delle imposte sul reddito e all’applicazione dell’IVA per i loro servizi. Tuttavia, trattandosi di un mercato dove per la gran parte i pagamenti avvengono in contanti, spesso le tesse sono evase I Länder di Renania Settentrionale-Vestfalia, Baden-Württemberg e Berlino hanno adottato un sistema di imposizione nel quale le prostitute devono pagare anticipatamente un certo ammontare quotidiano, che deve essere riscosso direttamente dai gestori di case di appuntamenti. La Renania Settentrionale-Vestfalia richiede un importo di 25 euro al giorno per prostituta, mentre Berlino 30 euro.»  [Fonte]

«[I protettori] per essere accusati di sfruttamento, sottolinea Der Spiegel, devono intascare più della metà dei guadagni delle donne che «proteggono».» [Fonte]

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«Secondo la confederazione sindacale Ver.di gli incassi annuali dell’industria della prostituzione ammontano a 14,5 miliardi euro. Gli uomini che pagano sono un milione al giorno. I bordelli che operano legalmente sono circa 3.500, cinquecento dei quali nella sola Berlino. Nella piccola regione del Saarland, al confine con la Francia, sono 270. I prezzi bassi attirano in Germania clienti dall’estero, anche dall’America. Fiorisce il mercato delle offerte speciali, come la flat-rate che permette di ottenere sesso senza limitazioni di tempo e quantità pagando un biglietto d’ingresso leggermente più costoso. Agenzie propongono viaggi organizzati legati al turismo sessuale.» [Fonte]

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«Germany has passed a new prostitution law to fight human trafficking and exploitation»

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«It calls for more control, more regulations and more penalties – and it is not popular in the prostitution industry»

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«It is going to become more difficult to make money as a sex worker in Germany»

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«Prostitutes and brothels will now be subject to closer scrutiny, which is provided for in the new law, that went into effect on July 1, for the regulation of the prostitution industry and protection of sex workers»

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«According to the new law, sex workers must register with local authorities and seek a medical consultation from a public health service. In the future, brothels or businesses that offer sex services will be required to apply for a permit that will only be granted if health, hygiene and room requirements are met»

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«The new law prohibits flat-rate brothels and gang-bang parties, in which a sex worker must service several men concurrently»

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«Only one percent of sex workers has signed a legal work contact»

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Le cifre ufficiali sulla prostituzione in Germania sono quanto meno sconcertanti. Se vista come tipologia di lavoro, si deve ammettere che è quello di elezione per le donne tedesche: una su 51 in totale, una su 137 per le sole autoctone.

In via prudenziale però le cifre totali dovrebbero essere circa tre volte maggiori.

Su questo tema sarebbero leciti molti commenti, alcuni dei quali anche pesanti.

Qui si vorrebbe rimarcare solo un aspetto.

In un paese in cui la prostituzione è legale e sottoposta a leggi e regolamenti anche abbastanza complessi, il quadro che emerge sarebbe quello di una colossale evasione fiscale.

Ben si comprende il rammarico dei funzionari dell’Ufficio delle imposte, che non riescono materialmente a tenere sotto controllo la situazione. Una stima grossolana potrebbe suggerire una evasione totale di oltre i trenta miliardi l’anno.

A questo si aggiungano le preoccupazioni della polizia criminale.

Se è vero che i gestori dell’industria del sesso si sono più che bene organizzati nel mantenere l’ambiente operativo il più possibile immune dalla criminalità, pena la volatilizzazione della clientela, sarebbe altrettanto vero notare come fuori dal circuito ordinario dei bordelli la prostituzione si abbini con grande frequenza alla circolazione di droghe.

A nostro sommesso parere, tuttavia, questo è un settore che ben difficilmente potrà essere regolamentato come vorrebbero fosse le Autorità tedesche.


Deutsche Welle. 2017-07-02. First register; then turn tricks

Germany has passed a new prostitution law to fight human trafficking and exploitation. It calls for more control, more regulations and more penalties – and it is not popular in the prostitution industry.

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It is going to become more difficult to make money as a sex worker in Germany. Prostitutes and brothels will now be subject to closer scrutiny, which is provided for in the new law, that went into effect on July 1, for the regulation of the prostitution industry and protection of sex workers.

“It is harder to open up a snack bar than a brothel in this country,” said the former German Minister of Family Affairs Manuela Schwesig when she presented the draft law in the German Bundestag a year ago. Sex workers often face humiliating working conditions and no one examines their workplace.

Fear of compulsory registration

According to the new law, sex workers must register with local authorities and seek a medical consultation from a public health service. In the future, brothels or businesses that offer sex services will be required to apply for a permit that will only be granted if health, hygiene and room requirements are met.

The new law prohibits flat-rate brothels and gang-bang parties, in which a sex worker must service several men concurrently. Also, sex without a condom is prohibited. Furthermore, clients who knowingly make use of the services provided those who have been forced into prostitution will be penalized.

The fear of registration is rampant in the industry. “Panic is spreading,” says Silvia Vorhauer, a counselor at Dortmund’s Mitternachtsmission, an organization that helps women who have quit prostitution. Many women fear this change. They argue, “I cannot register and then get around with this ID. I’m going to have to quit.”

Back to illegality

Silvia Vorhauer considers compulsory registration to be an unnecessary measure. “Why can’t women simply go to the tax authorities and register there? Registration at the local government office leads to the stigmatization and criminalization of women,” she says. She says this move is dangerous because prostitution may then be forced into illegality.

The counselor, however, does not think that everything about the law is bad. Compulsory use of condoms is advocated by all sex workers in Dortmund. “It is also not so bad that sex businesses must have permits,” adds Vorhauer.

Sex workers plan to launch appeals

On the other hand, organizations such as the Federal Association of Sex Services (BSD) and Hydra, a counseling and support service, as well as aid organizations such as Sowoldi and Sisters, who help victims of forced prostitution, are against the new law.

While some consider compulsory registration to be problematic in terms of privacy protection laws and thus plan to launch an appeal, Sowoldi and Sisters do not consider the protective measures to be sufficient. “Prostitution is not a service; prostitution is violence,” says Sowoldi founder Lea Ackermann. “The envisaged legal regulations, like compulsory registration for women, compulsory use of condoms or requirements for brothel owners, will create a bureaucratic monster,” she predicts.

Not immoral, not normal

But who are the women in the industry who actually need protection? And if there are any, what measures would help whom? Even now that the law has been adopted, there is no consensus on how to fight human trafficking – neither in the industry, nor among sex worker associations, counseling services or aid organizations.

The only thing that is certain is that the emancipation of sex workers has not been achieved. When the groundbreaking prostitution law went into effect in 2002, it was considered a milestone in the fight for prostitutes’ rights. The German legal concept of “violating moral principles” was eliminated and sex workers were thus able to become official employees of a business, they were able to sue if they were not paid and to pay into the government pension plan.

Does the new prostitution law provide protection?

The desired effect for sex workers has not been achieved. Sex workers have not made use of their rights. Only one percent of sex workers has signed a legal work contact. A survey conducted by the Social Science Research Institute on Women’s Studies at Freiburg’s Protestant University of Applied Sciences also showed that the overwhelming majority of state-regulated health insurance companies and pension schemes, do not list prostitution as a profession.

The new law is supposed to correct miscalculations in the 2002 draft. Will it succeed in doing so? The billion-euro prostitution market in Germany, that employees somewhere between 200,000 and 500,000 women and men is, of course, known for its flexibility.

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