Pubblicato in: Banche Centrali, Finanza e Sistema Bancario

Venezuela. Altro che Sangue di San Gennaro. Krugman il mendace.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-14.

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Sono venti anni e passa che tutti i soloni dell’economia preannunciano il default venezuelano

Inequality Trends and their Determinants [United Nations University. Onu-Wider]

The conscience of a liberal. [Paul Krugman]

Putting the Gini Back in the Bottle [Paul Krugman – The New York Times]

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Fino a tanto che Mr Krugman si dedicava alla ricerca sperimentale era un mediocre ricercatore con talora buoni spunti. Poi divenne il consulente economico dei liberals democratici, gli fu conferito e Premio Nobel per l’Economia, precorrendo così quelli per la Pace conferiti a Mr Al Gore e poi a Mr Obama: un milione al mese di onorario.

Il suo impegno era semplice: l’establishment liberal decideva il programma economico e Mr Krugman avrebbe dovuto ammantarlo teoricamente. Mr Krugman fu per i liberals democratici quello che Mr Hans F.K. Günther fu per i nazionalsocialisti.

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Aveva una straordinaria necessità di consenso, come se il numero dei supporter avesse vicariato la solidità scientifica di una affermazione: suo fu il colpo geniale delle Consensus Conference. Formate nella loro interezza da liberals, queste applaudivano alla unanimità le teorie esposte da Mr Krugman, e questa unanimità era a sua volta assunta come prova granitica della loro intrinseca coerenza. Al resto pensavano poi i media del partito.

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Le maggiori testate giornalistiche, The New York Times in testa, ma anche più modestamente il Sole 24 Ore, si contendevano i suoi scritti con assegni da capogiro.

Con tutti i media in mano ai liberals a nessuno era mai venuto in mente l’idea di andare a controllare quanto si fossero avverate le previsioni fatte da Mr Krugman.

Il premio Nobel per l’Economia dovrebbe però essere conferito a chi fosse in grado di trovare una sua previsione che poi si fosse avverata. Ne basterebbe una soltanto.

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Circa il Venezuela Mr Krugman ne profetava ogni due mesi l’imminente default, che però non si è verificato nel corso degli ultimi ventun anni della sua attività di divulgatore economico.

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Sia ben chiaro: nessuno si stupirebbe se il Venezuela di oggi fallisse, ma ventun anni consecutivi di queste previsione rendono Mr Krugman inattendibile. Possibile, probabili, sicuramente, ma pur sempre inverosimili.

Il prognostico che Tizio deve morire non è un prognostico: tutti dobbiamo morire. Un prognostico è vero se si attua nel tempo previsto, non dopo venti anni.

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Molto più modestamente atteniamoci ai fatti empirici, verificabili.

→ 2016-07-15. Venezuela. Fallito all’interno, pagatore regolare all’estero.

→ 2016-08-08. Venezuela. Anche oggi ha pagato i dividendi sul debito estero.

→ 2017-02-17. Venezuela. Continua a pagare alla faccia degli economisti.

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Di oggi l’ultimo evento, che riportiamo ringraziando l’Amministratore della persona giuridica che ha acconsentito a lasciar pubblicare l’acclusa nota di accredito cedole, cancellati ovviamente tutti i riferimenti.

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Il titolo in esame fu comprato nel 2009 a seguito del seguente suggerimento: “Se Mr Krugman dice che il Venezuela deve fallire a giorni, ebbene, allora si comprino i suoi titoli che saranno guadagni assicurati

Da allora ad oggi ha reso il 22% circa rispetto l’investito, ogni anno che Dio ha mandato. Se anche oggi il Venezuela scomparisse domani, nessuno avrebbe di che lamentarsi.

Morale. Leggere sempre con grande attenzione trattatistica ed articoli degli economisti liberal, e quindi fare esattamente l’opposto: con ottime probabilità si azzeccano buoni affari.

Nota.

Come si constata, questa nota di accredito è stata emessa da una banca tedesca. La cedolare secca ammonta al 25%, ma quanto rimasto dovrebbe essere ascritto nella denuncia dei redditi.

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