Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Persona Umana, Sistemi Economici

Italia. 307mila (1.2%) famiglie controllano il 20% della ricchezza finanziaria.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-12.

Governo Italiano - Gentiloni snimok_ekrana_2016-12-13_v_12.44.11

La Famiglia Quirinale. Il boss, i suoi consigliori, i caporegime ed anche alcuni eminenti picciotti.


The Boston Consulting Group (BCG) ha rilasciato il report “Global Wealth 2017: Transforming the Client Experience” [full report, pdf].

*

Lo studio è ponderoso.

Per quanto concerne l’Italia

«307mila famiglie milionarie, pari all’1,2% del totale, possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria italiana»

*

«Mentre la ricchezza finanziaria globale è cresciuta del 5,3% e, in Europa, del 3,2%, l’Italia ha registrato una leggera battuta d’arresto riconducibile principalmente a riduzione di valore (cosiddetto effetto mercato) delle partecipazioni azionarie dirette e degli investimenti obbligazionari che avevano come controparte istituzioni finanziarie»

*

«Le dinamiche della ricchezza finanziaria sono sempre legate infatti a due fattori: la nuova ricchezza generata e la performance del portafoglio»

* * * * * * *

Abbiamo già approfondito questo argomento, controverso spesso da un punto di vista sociale e politico.

La Ricchezza. Domandiamoci cosa sia

Credit Suisse. Global Wealth Report 2016.

*

Sarebbero da sottolineare alcuni aspetti.

«il ricco sarebbe quindi colui che può concedersi il necessario e qualche superfluo, disponendo di una qualche fonte ragionevolmente sicura, generatrice di reddito.»

*

«Se è ricco chi ha «abbondanza di beni materiali», ne deriva come sia impossibile essere ricchi in una società povera, che, per definizione, è povera di mezzi. Chi fosse seduto su cinque tonnellate di oro in un’oasi nel deserto avrebbe sicuramente una grande quantità di metallo prezioso, ma lì non potrebbe materialmente comprare nulla, nemmeno un paio di occhiali da sole. In altri termini, trova così giustificazione l’assioma per cui “ricchi si diventa assieme“.»

*

«Si pensi bene al concetto di ricchezza «sua proprietà fondamentale è quella di produrre reddito». Una ricchezza improduttiva è destinata ad essere consumata e, quindi, nullificata in tempi più o meno rapidi. Una ricchezza improduttiva è sterile, è come se non ci fosse»

*

Si considera ricca quella persona che può permettersi di investire il suo denaro quando si presenta la occasione favorevole.

Questo concetto risulta essere ostico ai più.

«Poter ottimizzare il timing degli acquisti è uno dei motivi più rilevanti per i quali i monte titoli dei ricchi hanno una resa interessi / investito molto elevata, molto più di quelli di persone che comprano titoli solo quando hanno il denaro disponibile. Questo sembrerebbe essere un discrimine di rilevanza. Il ricco investe quando capita l’occasione redditizia, il benestante solo quando ha i soldi.»

*

«È ricco chi possa permettersi di accedere all’informazione, quella vera. Può sembrare cosa strana nell’epoca che si autodefinisce della informazione.»

*

«È ricco chi possa accedere all’informazione a pagamento ed abbia la cultura per comprenderla.»

L’informazione è costosa, molto costosa.

*

«È ricco colui che possa concepire e concretizzare investimenti strategici.»

* * * * * * *

Se essere ricchi è quasi di norma un benefit di nascita, saper conservare ed incrementare la ricchezza è cosa ben diversa.

Se una solida istruzione è fondamentale, ancor più è necessario aver una mente scevra da idee a priori. In caso contrario si finanziano i sogni, ed i sogni si dissolvono davanti alla realtà. Gli ospizi sono pieni di ex – ricchi.

I ricchi svolgono nelle nazioni il compito importante ed essenziale di finanziare gli investimenti, specie quelli nel comparto produttivo.

Compito dei governi dovrebbe essere quello di innalzare le entrate dei meno abbienti, non quello di rapinare i ricchi per poi dilapidarseli. I ricchi sono anche mobili, e, nel caso, fuggono anche molto rapidamente.

*

Da ultimo, ma sicuramente non per ultimo, un’avvertenza.

A nessuno sarà sfuggito come l’informazione sia stata data come numero di famiglie con beni sopra un certa soglia.

Questo modo di porgere i dati ha il vantaggio di essere incontrovertibile: è un puro e semplice conteggio.

I dati relativi alla ricchezza delle famiglie hanno un curva di distribuzione di frequenza caratterizzata da un alto picco sinistro e da un lunga coda destra. La media è un indicatore fasullo di queste curve di distribuzioni asimmetriche. Molto più aderente alla realtà l’uso della mediana.

Emergono sorprese.

Per esempio, nel 2016 negli Stati Uniti la ricchezza media pro capite era 344,690 Usd, ma quella mediana non raggiungeva che i 44,970 Usd. Gran bella differenza.

Trump ha vinto perché metà America è in miseria. – I dati della Fed.

«il 51% dei lavoratori americani guadagna meno di 30mila dollari l’anno, mentre il 28% guadagna addirittura meno di 20mila dollari.»

Nello stesso anno il pil pro capite, che è un valor medio, valeva ben 55,836.79 Usd.

Quindi, molta attenzione nel maneggio delle medie aritmetiche.


Ansa. 2017-07-11. In Italia l’1,2% delle famiglie possiede il 21% della ricchezza

L’Italia conta 307mila famiglie milionarie, pari all’1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria italiana. E’ quanto emerge dal rapporto “Global Wealth 2017: Transforming the Client Experience” di The Boston Consulting Group (BCG), in cui si calcola anche che nel 2021 le famiglie milionarie saranno 433mila, l’1,6% del totale e con uno stock pari al 23,9%.

A livello globale il numero di famiglie milionarie è cresciuto in un anno del 7%, arrivando a quota 18 milioni circa. Si tratta dell’1% delle famiglie, che detengono il 45% della ricchezza. BCG rileva come la ricchezza finanziaria privata continui a correre in tutto il mondo: “la corsa di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari ha portato il valore totale di azioni, obbligazioni e depositi bancari alla cifra di 166.500 miliardi di dollari. Rispetto al 2015 si tratta di un incremento del 5,3%, superiore al +4,4% registrato l’anno precedente. Nel 2021 si dovrebbe toccare la quota di 223.100 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 6%, derivante in parti uguali dalla creazione di nuova ricchezza e dalla valorizzazione degli asset esistenti”.

“Mentre la ricchezza finanziaria globale è cresciuta del 5,3% e, in Europa, del 3,2%, l’Italia ha registrato una leggera battuta d’arresto riconducibile principalmente a riduzione di valore (cosiddetto effetto mercato) delle partecipazioni azionarie dirette e degli investimenti obbligazionari che avevano come controparte istituzioni finanziarie – dichiara Edoardo Palmisani, Principal di BCG -. Le dinamiche della ricchezza finanziaria sono sempre legate infatti a due fattori: la nuova ricchezza generata e la performance del portafoglio.

Il nostro report, per quest’anno, evidenzia come la creazione di nuova ricchezza sia rimasta pressoché costante, mentre sono stati gli investimenti diretti azionari ed obbligazionari a generare una performance negativa, seppur parzialmente controbilanciati da fondi comuni e gestioni patrimoniali. Se guardiamo però ai prossimi 5 anni ci aspettiamo che la nostra ricchezza riprenda a crescere, superando i 5 trilioni di dollari. Oggi ci attestiamo sui 4,5 trilioni, a trainare saranno nuovamente i segmenti che hanno più di un milione di ricchezza e che cresceranno a tassi del 5/6%.

Annunci