Pubblicato in: Geopolitica Europea, Unione Europea

Francia. I Les Républicans si spezzano. Mrs Pecresse fonda un nuovo partito.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-12.

Pécresse Valérie

«Valérie Pécresse, nata Valérie Roux (Neuilly-sur-Seine, 14 luglio 1967), è una funzionaria e politica francese, presidente della regione Île-de-France a seguito delle elezioni del 2015.

Uditrice al Consiglio di Stato dal 1992, fu consigliere di Jacques Chirac e insegnò a Sciences Po per sei anni.

A l’occasione delle elezioni legislative in Francia del 2002, fu eletta deputata delle Yvelines ed è rieletta nel 2007 e nel 2012.

Fu Ministro dell’Insegnamento superiore e della Ricerca dal 2007 al 2011, e portò la riforma dell’autonomia delle università, fu capolista e candidata alla presidenza per l’UMP alle elezioni regionali del 2010 nell’Île-de-France.

Dal 2011 al 2012, fu Ministro del Budget, dei Conti pubblici e della Riforma dello Stato e portavoce del governo.

Nel dicembre 2014, è nominata coordinatrice per le elezioni regionali del 2015 e capolista per l’Île-de-France.» [Fonte]

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L’Île de France nacque come dominio reale costituito dai re capetingi: è una delle regioni francesi con più antiche e nobili tradizioni, essendo Parigi la sua capitale. Nota caratteristica il dialetto Champenois. “Île de Franc” è una alterazione di ”Liddle Franke”, vale a dire “Piccola Francia” in lingua franca.

La regione produce circa un quarto del prodotto interno lordo francese, e il suo reddito pro capite, oltre ad essere di gran lunga il più elevato tra le regioni francesi, supera del 70 per cento la media europea: la sua popolazione ammonta a 12 milioni di abitanti. Il governo dell’Île de France è quindi strategico nel controllo politico, burocratico ed economico della Francia.

Dal 1998 al 2015 era stato governato da Jean-Paul Huchon del partito socialista, che nelle due ultime tornate elettorali regionali 2004 e 2014 aveva conquistato il 62.2% ed il 67.94% dell’elettorato, rispettivamente.

Mrs Valérie Pécresse nel 2015 è riuscita a ribaltare la situazione, vincendo la presidenza.

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Il problema è semplice.

All’epoca dei partiti tradizionali, i Les Républicans si erano grandemente appiattiti sulle posizione dei socialisti guidati da Mr Hollande. Nei fatti era difficile distinguerli. Non solo.

La loro dirigenza gerontocratica schierava personaggi dépassé, come Mr Sarkozy o Mr Juppé. Mr Fillon era in un certo qual senso un outsider.

Tuttavia il vero nodo era un programma vecchio e stantio, che forse avrebbe potuto andar ben negli anni trenta del secolo scorso. Nulla a che vedere con la dinamicità di Mr Macron.

Ancora adesso, nonostante una severa débâcle, i Les Républicans restano immobili, quasi ipnotizzati dai fatti accaduti, incapaci di riprendere su nuove basi una sia pur minima discussione politica. Sono decrepiti nel fisico, nella mente e nel cuore.

La scissione è a questo punto un passo obbligato per poter costruire un vero partito di destra, credibile nelle parole e nei fatti, che sappia parlare al cuore dei giovani.

«Valerie Pecresse, who leads France’s main conservative party in the greater Paris region, is to form her own political movement, the latest sign that traditional French political parties are splitting up»

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«Pecresse had been put forward by colleagues as a potential national leader of The Republicans (LR), which like all of France’s established parties is feeling the pressure after President Emmanuel Macron and his one year-old centrist grouping Republic on the Move (LREM) swept to power earlier this year»

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«But naming the new movement ‘Libre’ which translates as ‘Free!’, Pecresse, who was a minister under former conservative president Nicolas Sarkozy, said the LR leadership battle would be “sterile” for as long as the party had not found its true direction»

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«She said she wanted “an authentic right, neither subsumed by Macron nor porous with the (far right) National Front (FN.)»

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Mrs Valerie Pecresse ha un curriculum di tutto rispetto e, soprattutto, ha dimostrato di avere tutti i numeri per competere vittoriosamente nell’agone politico.

La Francia ha un grande bisogno di stabilizzare il proprio assetto politico.

Il Front National ha già fatto un grande cambiamento, ma occorre ancora del tempo perché maturi un proprio credibile progetto politico e, soprattutto, economico. Né ci si stupirebbe se un rinnovo generazionale lo irrobustisse, tagliando in modo definitivo i ponti con un passato troppo vincolante.

Né si sottovaluti l’azione del tempo: larga quota degli over 65 era un classico elettorato socialista, or inopinatamente transitato alle fila di Mr Macron. Ma chi tradisce una volta tradirà anche la seconda: non esistono più elettorati stabili quale fauna stanziale. Parte almeno dell’attuale elettorato di Mr Macron potrebbe tranquillamente migrare ad altre sponde.


Reuters. 2017-07-09. French conservative heavyweight Pecresse to lead political splinter group

Valerie Pecresse, who leads France’s main conservative party in the greater Paris region, is to form her own political movement, the latest sign that traditional French political parties are splitting up.

Pecresse had been put forward by colleagues as a potential national leader of The Republicans (LR), which like all of France’s established parties is feeling the pressure after President Emmanuel Macron and his one year-old centrist grouping Republic on the Move (LREM) swept to power earlier this year.

But naming the new movement ‘Libre’ which translates as ‘Free!’, Pecresse, who was a minister under former conservative president Nicolas Sarkozy, said the LR leadership battle would be “sterile” for as long as the party had not found its true direction.

She told Sunday newspaper Le Journal de Dimanche she would seek to position her grouping between those who have joined Macron’s government – including prime minister Edouard Philippe – and those who would follow a line she called “aggressive opposition,” and which has gathered around the party’s right wing.

She said she wanted “an authentic right, neither subsumed by Macron nor porous with the (far right) National Front (FN.)

“Whatever his failings … Macron would always be a more rallying force, than a right turned in upon its conservative fringe,” she said.

After his victory in the presidential election in May, Macron’s LREM and its allies won 350 seats in the 577-seat lower house, versus 30 seats for the Socialist party and 112 for LR during parliamentary elections in June.

There are also deep divisions in the Socialist party after five years in government under Francois Hollande’s presidency – made worse by the emergence of France Unbowed, a leftist movement led by the charismatic Jean-Luc Melenchon.

Hollande’s prime minister, the pro-business Manuel Valls, has quit the party, as has Benoit Hamon, who was from the left of the party and came fifth in the first round of the presidential election.

On Saturday, the Socialists said they had elected a provisional management committee composed of 8 men and 8 women to run its affairs while it decides how to respond to its defeat.

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