Pubblicato in: Banche Centrali, Economia e Produzione Industriale, Finanza e Sistema Bancario, Senza categoria

Fed ed Ecb hanno iniziato il tapering. Effetti sulla gente comune.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-09.

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Cerchiamo innanzitutto di definire al meglio i termini usati.

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Quantitative easing (QE).

«Con alleggerimento o allentamento quantitativo, o anche facilitazione quantitativa, sovente con la locuzione inglese quantitative easing (o QE), si designa una delle modalità con cui avviene la creazione di moneta a debito da parte di una banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico. ….

Il quantitative easing è uno strumento in grado di assicurare la permanenza dell’inflazione al di sopra di una certo valore-obiettivo. Il rischio di questa politica monetaria è il fatto che si riveli più efficace del previsto contro la deflazione nel lungo termine, portando ad un eccesso di inflazione a causa dell’aumento dell’offerta di moneta ….

I passi fondamentali per la realizzazione di un allentamento quantitativo dell’economia sono:

– l’emissione di nuova moneta da parte della banca centrale di riferimento (la BCE nel caso europeo);

– l’immissione della nuova moneta sul mercato tramite l’acquisto di titoli (titoli di stato, titoli finanziari, titoli tossici);

– il conseguente aumento del prezzo dei titoli e riduzione del loro rendimento;

– nei casi in cui il rendimento dei titoli pubblici è agganciato a quello dei tassi d’interesse bancari questo produce un abbattimento degli interessi bancari che in ultima istanza permette la riduzione nel medio periodo dei mutui, dei debiti delle famiglie verso le banche e di altri tipi di scoperto finanziario» [Fonte]

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Tapering.

«Tapering is the reverse policy of quantitative easing (QE). It is when the government stops following the policy of quantitative easing (QE) gradually. For instance, at the present moment, the US government is buying $85 billion worth assets on a monthly basis. If the US government were to drop the asset purchases from $85 billion to $60 billion the next month, that would amount to quantitative easing (QE) tapering» [Fonte]

Il tapering di conseguenza altro non è che l’operazione inversa del QE. La banca centrale riduce gradualmente gli acquisti di titoli di stato e di titoli tossici. Le conseguenze sono opposte a quelle ottenute con il QE: le quotazioni dei titoli scendono ed i tassi di interesse salgono. Salgono sia gli interessi dovuti sui bond, sia quelli praticati dalle banche.

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«Qualcosa sta davvero cambiando sul fronte obbligazionario e lo conferma la seduta di ieri in cui si sono visti molti tassi fissi perdere non poco sul secondario. La pressione ribassista sulle quotazioni del Bund a dieci anni, il cui rendimento è salito quasi allo 0,57%, con una variazione costante nel corso della giornata, ha inevitabilmente coinvolto tutti gli altri governativi e corporate in euro. La parte di curva però più in tensione è stata quella sui 5-7 anni. I mercati scontano così la riduzione del QE e la fine graduale degli stimoli di politica monetaria da parte della Banca centrale europea, eccedendo forse nel contraccolpo. …. I numeri sono inesorabili e lasciano intendere come i mercati stiano ormai scontando un cambio di strategia da parte della Bce …. Molto esposti al movimento ribassista i titoli aziendali e bancari con maggiore sensibilità al rialzo dei tassi.» [Fonte]

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Conseguenze sulla gente comune.

In primo luogo si dovrebbe dire, per quanto oltremodo impopolare, è che la crisi del 2009 non sarebbe scoppiata se gli stati occidentali non avessero avuto debiti sovrani eccedenti le loro capacità gestionali: fossero stati società private sarebbero falliti. Senza ricordarsi questo, tutto resterebbe semplicemente incomprensibile.

In secondo luogo i tempi necessari al tapering saranno ragionevolmente lunghi. Le banche centrali non hanno nessuna intenzione di generare brusche rotture. Non ci si aspetti quindi eventi drammatici, ma ci si prepari ad un lento quanto inevitabile bradisismo delle quotazioni e degli interessi. Se questo è un bene, può però generare nei non addetti ai lavori la falsa speranza che il processo di tapering non esista.

In terzo luogo si deve prendere atto che i governi europei non hanno utilizzati i tempi del QE per ridurre il debito pubblico, approfittando dei bassi tassi di interesse. Solo la Germania è stata lungimirante da questo punto di vista. Le conseguenze saranno quasi sicuramente devastanti: senza easing e con alti tassi di interesse la riduzione dei debiti sovrani risulterà essere quasi impossibile. Di qui severe condizioni di instabilità e necessità di agire non più in modo graduale ma con provvedimenti che saranno molto, ma molto dolorosi.

In quarto luogo, se in passato era conveniente avere debiti, per esempio dei mutui, in futuro essi potrebbero diventare n peso insopportabile. Né ci si faccia illusioni di sorta. Anche contratti che apparentemente fossero inattaccabili con rigide clausole sugli interessi potrebbe alla fine essere ridefiniti ope legis. Ripetiamo: non ci si illuda che l’aumento dei tassi non morda anche il micro investitore.

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Due ultime considerazioni.

L’Occidente è in una situazione davvero molto delicata. Le banche centrali hanno iniettato nel sistema masse monetarie gigantesche mantenendo artificialmente interessi vicini o sotto lo zero. Gli effetti sono stati modesti per il semplice motivo che il denaro non girava: i sistemi economici produttivi erano, e lo sono tuttora, paralizzati da un coacervo di leggi e regolamenti che rendevano improduttivi gli investimenti. Se però, quasi per paradosso, l’economia dovesse riprendersi, ad una maggiore circolazione del denaro corrisponderebbe una sempre crescente inflazione. L’inflazione diventerebbe il modo più semplice ed efficiente per bruciare il denaro generato in eccesso.

Il tutto è fortemente aggravato dal fatto che mentre i sistemi finanziari ed economici occidentali sono severamente malati, il resto del mondo sta molto meglio dell’Occidente: questo non significa che stiano bene, stanno solo meglio di noi. Di conseguenza, l’Occidente dovrà suo malgrado tener conto di un mondo politico ed economico totalmente mutato.


Forbes. 2017-06-27. Fed Tapering Roadmap Triggers the Reversal of the QE Experiment

Historically, scientists have conducted experiments not knowing how they would turn out. From Galileo testing theories on gravity to Isaac Newton separating light into its component colors. More recently Ben Bernanke and Janet Yellen experimented with quantitative easing (QE). Since then, economists and market participants have argued about how QE and the ballooning of Fed balance sheet has and will affect the economy and financial markets.

Recently, as telegraphed to the markets, the Fed raised the Fed Funds target rate by 25 basis points to a range of 1% to 1.25% while reaffirming its expectations for ongoing rate hikes this year and into 2018 and 2019 despite recently weaker than anticipated inflation data. The minimal change to the Fed’s forward rate expectations, slightly higher GDP growth estimates, a lower projected unemployment rate and most importantly the transitory verbiage describing the recent weakness in inflationary data was a modestly hawkish surprise to the financial markets. This in turn caused short maturity interest rates to rise substantially more than longer maturity interest rates. Additionally the Fed provided an outline for their plan regarding the tools, pace and timing for reducing the size of their balance sheet.

QE’s Impact on the Economy and Asset Valuation

Intending to work through the portfolio balance channel, QE and the Fed’s purchases of securities in the market has equated to a Fed balance sheet expansion of approximately $3.7 trillion dollars through the purchasing of U.S. Treasuries and agency mortgage backed securities or MBS. The expectation being Fed purchases would lower Treasury and mortgage interest rates thereby easing financial conditions, making it easier for individuals and companies to borrow, all things equal. In addition, these actions were intended to incentivize investors to diversify their portfolio outside of U.S. Treasuries and agency MBS given the shrinking free float of those assets as well as the less compelling valuations versus other assets such as corporate bonds and equities. In theory this would push corporate spreads tighter, U.S. equity prices higher, boost consumer wealth, increase confidence, and spur spending which in a virtuous cycle further supports an economic expansion.

How the $3.7 trillion in QE affects various asset classes is often debated. While it is nearly impossible to single out the effects of QE from other market influences, some estimates include 1% lower 10-year U.S. Treasury rates as a result of nearly $2 trillion of U.S. Treasury securities and 25 basis points or more in tighter mortgage spreads from the $1.8 trillion of MBS added to the Fed’s balance sheet. In corporate credit and equities, the effects on valuations are much more difficult to quantify given they are part of the second derivative effect of QE.

Essentially investors have crowded into asset classes like corporate credit and equities given yield and return hurdles were no long attainable in U.S. Treasuries and agency MBS.  Outside of the unquantifiable spread tightening in corporate credit, we have also seen an increase in opportunistic issuance from companies looking to take advantage of low interest rates and attractive credit spreads. As a partial result, the size of the U.S. credit markets has doubled since 2007.

How Will the Market Digest a Reversal of QE?  

The reversal of QE will have to be very slow, measured and well telegraphed in order to minimize what could be an inevitable market impact. Currently the Fed reinvests all of its maturities and principal paydowns equating to approximately $25-$33 billion per month or $300-$400 billion per year for US. Treasuries and agency MBS held on its balance sheet. According to the Fed, this potential balance sheet reduction could begin this year, however, it will start off slowly with a maximum monthly reduction in reinvestments of $10 billion between U.S. Treasury and agency MBS combined. This pace of tapering will then pick up quarterly by $10 billion combined each month culminating in a monthly reduction in reinvestment of $50 billion combined between Treasuries and agency MBS twelve months hence. At that point, the Fed could either begin selling the remainder of its intended portfolio reduction or much more likely, continue to let the portfolio slowly shrink over several years from strictly maturities and principal paydowns.

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