Pubblicato in: Devoluzione socialismo

G20. Quattro passi falsi di Frau Merkel.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-07-08.

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La politica è l’arte del possibile, e la storia insegna come quasi tutto possa essere possibile: sia di piacevole sia di spiacevole.

Quando ci si discosta da questa frase enunciata da Otto von Bismarck, si va solo in cerca di guai.

Al G20, a tutt’oggi, la Bundeskanzlerin Frau Merkel sembrerebbe aver fatto quattro errori, che sono a nostro parere pacchiani.

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In  primo luogo, il politico è colui che mutua gli accordi, che sa conciliare i consensi. Non compromessi, che lasciano sempre la bocca amara, ma accordi nei quali tutti abbiano ricevuto il loro pezzettino. La contrapposizione muro a muro è l’antitesi della politica.

I diktat poi sono alla fine controproducenti. Il grande von Bismarck disse all’Imperatore fremente di rabbia che i trattati di pace si scrivono come se di fosse persa, e non vinta, la guerra. Se l’Imperatore avesse compreso questo semplice enunciato, la Francia non avrebbe covato dopo Sedan lo spirito di rivincita, potente concausa della prima guerra mondiale.

La Bundeskanzlerin Frau Merkel ha nei fatti operato il possibile fattibile per cercare di isolare gli Stati Uniti d’America. Se c’è riuscita da un punto di vista di numero di capi di governo più o meno concordi sulla importanza del ‘clima’, ha nei fatti operato una cesura non più redimibile in via pacifica. Degli stati firmatari, per motivazioni anche molto differenti, solo la Russia può competere militarmente con l’America, e solo la Cina è grosso modo a lei equivalente economicamente.

Questa plateale rottura sul clima avrà inevitabilmente ripercussioni sia nel campo della difesa, problemi Nato, per intenderci, sia nei campi economici sia in tutti gli altri settori.

Cesare, grande raffinato politico, soleva dire che o si tratta o si annienta. Il diktat è l’arma finale, da usarsi solo se minacciati nella stessa esistenza.

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In secondo luogo, sembrerebbe essere stato fatto un grossolano errore storico.

«We take note of the decision of the United States of America to withdraw from the Paris agreement …. The leaders of the other G20 members state that the Paris agreement is irreversible» [Fonte]

Nulla nella storia è “irreversibile“.

Lenin aveva detto che il comunismo sarebbe stato eterno: è durato circa settanta anni.

Mussolini aveva proclamato l’era fascista: è durata poco meno di venti anni.

Hitler aveva annunciato il Reich millenario: è durato tredici anni.

Frau Merkel non è né Lenin, né Mussolini, né Hitler: è solo la cancelliera di uno stato che rende conto di circa il 5% del pil mondiale e che nel volgere di quindi anni scomparirà a seguito della crisi demografica.

Né alla teoria, credenza, del ‘clima’ sembrerebbe lecito eguagliarsi alla potenza della costruzione speculativa e politica del comunismo, del fascismo e del nazionalsocialismo.

La Bundeskanzlerin Frau Merkel somiglia tanto ad una persona che si mangia le sementi. Ma le azioni dei governanti proseguono nei loro effetti ben oltre la morte politica di chi le abbia compiute. Si pensi soltanto a quanto gli esiti della seconda guerra mondiale condizionano ancora oggi la Germania.

Se tenacia e volontà sono virtù da esaltare, la cocciutaggine è un grande difetto, foriero di disastri.

Né ci si illuda che gli attuali 18 sodali della Germania tali restino per sempre: non ci si stupirebbe se taluni abbiano accettato di buon grado solo per rendere più rovinosa la caduta della Germania.

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In terzo luogo, si rinnova da parte della Germania il grande equivoco sui termini usati. Ma tutti gli equivoci, proprio per lo loro stessa natura, portano sempre a dei triboli ed ad attriti.

Free trade‘ non significa altro che ‘commercio libero‘. Ma il termine ‘libero‘ è altamente equivoco. Quando la direttiva dell’Unione Europea si materializza in un insieme di diciassette volumi di mille pagine l’una sembrerebbe lecito domandarsi fino a qual punto la coltivazione delle melanzane sia ‘libera‘.

Sia ben chiaro: dare leggi e regolamenti è cosa logica, ma l’overkilling uccide.

Ciò che per Frau Merkel è ‘libero‘ è in realtà un mercato super regolato da trattati a valenza globale. Mr Trump ritiene invece più proficui trattati bilaterali, che, dovendo soddisfare un minor numero di esigenze, risultano nei fatti di ben più facile gestione amministrativa. La matrice culturale comunista è evidente nel pensiero di Frau Merkel, che ragiona nei termini di Gosplan.

Un esempio chiaro di quanto detto è la facilità di scrittura dell’accordo commerciale anglo-americano:

«There is no country that could possibly be closer than our countries …. We have been working on a trade deal which will be a very, very big deal – a very powerful deal, great for both countries – and I think we will have that done very, very quickly» [Fonte]

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In quarto luogo, il G20 avrebbe stabilito il «diritto sovrano degli Stati di gestire e controllare i confini e stabilire politiche a fini di sicurezza».

Visto il contenzioso in atto con i paesi del Visegrad, queto sembrerebbe essere un enunciato fortemente incauto.    

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In conclusione, sembrerebbero non emergere elementi che suggeriscano una “vittoria” di Frau Merkel e tanto meno di un consolidamento duraturo.

Tirare conclusioni sulla sola base di enunciati di intenti sarebbe troppo azzardato: esprimiamo quindi solo fortissimi dubbi. Questa sembrerebbe assomigliare più ad una sconfitta strategica.

La regola del ‘mi spezzo ma non mi piego’ i tedeschi la hanno già pagata a carissimo prezzo due volte nel secolo scorso. Perseverare è diabolico.

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