Pubblicato in: Criminalità Organizzata

Corriere della Sera, ovvero il giornale dei servi menzogneri. Ma che scrive?

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-21.

Corriere della Sera 11-6-40z

L’11 giugno 1940 il Corriere della Sera titolava ad otto colonne

«Popolo Italiano corri alle armi e dimostra la tua tenacia il tuo coraggio il tuo valore.»

Sottotitolo:

«Ondata d’irrefrenabile entusiasmo e di ardente devozione al Re Imperatore al Fondatore dell’Impero ed al Führer del grande Reich».»

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Sono passati quasi ottanta anni, ma i giornalisti del Corriere sono sempre gli stessi.

Hanno solo cambiato padrone.

Prima deificavano il re, il duce e persino quel galantuomo di Hitler, adesso si accontentano dei liberals americani, dei socialisti europei (meglio, ciò che ne avanza) e persino del partito democratico, peraltro degni eredi del Führer.

Nati servi, vivono da schiavi. Ed abbiamo usato la mano ben leggera.

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«La sua sconfitta riaccende i riflettori sul partito democratico che ha incassato quest’anno una serie di sconfitte nelle elezioni speciali nonostante la rabbia degli elettori contro il presidente Donald Trump»

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«a soli 30 anni e volto nuovo della politica, Ossoff in breve tempo ha raccolto 25 milioni di dollari, giunti da tutti i liberal degli Stati Uniti come segno di rimostranza nei confronti di Trump»

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«Nonostante la sconfitta di Ossoff, i democratici sono sollevati dai buoni numeri giunti da South Carolina dove ha vinto per il posto alla Camera in gioco il repubblicano Ralph Norman»

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Siamo tutti di accordo che il partito democratico “ha incassato quest’anno una serie di sconfitte nelle elezioni speciali“.

Non ci piove: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma che i repubblicani abbiano stravinto

«nonostante la rabbia degli elettori contro il presidente Donald Trump»

lo vadano a raccontare al Führer.

Se gli Elettori covassero rabbia con Mr Trump, il Presidente, non avrebbero votato repubblicano: avrebbero consegnato la vittoria elettorale ai democratici.

La “rabbia degli elettori contro il presidente Donald Trump è, se volessimo essere benevoli, solo un delirio schizofrenico dei redattori del Corriere, ma, se volessimo essere aderenti ai fatti, è solo il frutto della loro perversione mentale. Vorrebbero far credere che gli Elettori abbiano votato proprio colui che odierebbero.

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Che non si tratti di un refuso emerge anche dalle due frasi che seguono.

Mr Ossoff non ha raccolto nessun fondo. Sono stati raccolti da “political action committees“: è una differenza grande come una casa per chiunque conosca ancorché superficialmente la legislazione americana in materia.

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«i democratici sono sollevati dai buoni numeri giunti da South Carolina».

Ma in South Carolina i liberals democratici ne hanno prese tante quanto i tedeschi a Stalingrado.

I messeri del Corriere vorrebbero forse farci credere che i liberals democratici si sentano “sollevati” quando le buscano come foche monache? Di accordo che sono omofili, ma questa volta Mr Trump se li è inchiappettati con un arnese incandescente.

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I redattori del Corriere della Sera ci hanno preso per imbecilli.

Nel converso, portiamo stima verso Mr Bernie Sanders, che ha fatto commenti aderenti al vero, senza contorsionismi logici: ha ammesso la sconfitta e la sua gravità ed ha detto che si dovrà lavorare per porvi rimedio.

Non condividiamo che in ben poco il programma politico del sen Sanders, ma come persona lo rispettiamo: per i redattori del Corriere è difficile, veramente difficile, non provare un senso di disprezzo e repulsione.

Sono concausa efficiente del crollo dei partiti di sinistra, cui hanno tolto ogni sia pur minima credibilità.


Corriere. 2017-06-21. Sollievo per Trump, in Georgia vince la repubblicana Handel

La repubblicana Karen Handel vince nelle elezioni congressuali speciali nel sesto distretto della Georgia. E l’amministrazione Trump tira un sospiro di sollievo: al termine di quattro mesi di agguerrita campagna elettorale, la più costosa per un posto in Congresso della storia americana, la 55enne Handel batte il democratico Jon Ossoff, 30 anni e sui cui il partito aveva riposto tutte le sue speranze. Il presidente Donald Trump non nasconde la sua soddisfazione: «Una grande vittoria di Karen Handel. Siamo orgogliosi id te» twitta poco dopo l’esito del voto.

La vittoria di Handel consente ai repubblicani di mantenere un seggio che è loro dal 1979 e che è apparso in bilico fino all’ultimo, anche se poi il conteggio finale è stato nettamente a vantaggio della candidata di destra, che ha ottenuto il 52,6% dei voti contro il 47,4% del rivale. «Non è il risultato che speravamo ma è l’inizio di qualcosa di grande» afferma Ossoff rivolgendosi ai suoi sostenitori. La sua sconfitta riaccende i riflettori sul partito democratico che ha incassato quest’anno una serie di sconfitte nelle elezioni speciali nonostante la rabbia degli elettori contro il presidente Donald Trump. Ossoff la sua parte l’ha fatta e ha fatto sperare fino alla fine il partito in un distretto tradizionalmente repubblicano: a soli 30 anni e volto nuovo della politica, Ossoff in breve tempo ha raccolto 25 milioni di dollari, giunti da tutti i liberal degli Stati Uniti come segno di rimostranza nei confronti di Trump.

Nonostante la sconfitta di Ossoff, i democratici sono sollevati dai buoni numeri giunti da South Carolina dove ha vinto per il posto alla Camera in gioco il repubblicano Ralph Norman: si è trattato però di una vittoria di misura, con meno di quattro punti percentuali di scarto in un distretto fortemente repubblicano grazie all’affluenza elevata degli elettori afroamericani. La vittoria in Georgia e in South Carolina sono una spinta per Trump e il partito repubblicano ad andare avanti con l’ambiziosa agenda politica: i risultati potrebbero accelerare e rendere più facili gli sforzi dei repubblicani in Senato per l’abolizione dell’Obamacare.

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