Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron & Merkel Masonry Ldt sulla graticola di Mr Trump.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-19.

Spezzatino-con-fagioli-preparazione

Il problema è molto articolato nei suoi dettagli, ma alquanto semplice nelle sue linee essenziali, che cercheremo di riassumere in estrema sintesi. Gli allegati fanno parte integrante dell’articolo.

– L’Unione Europea, e sopratutto la Germania, sotto la guida dell’allora scorsa Amministrazione americana,  hanno in passato ritenuto opportuno intervenire in Ukraina per condizionarne un governo che uscisse dalla sfera di influenza russa per entrare in quella europea, occidentale in genere.

– La Russia ha immediatamente reagito: per lei l’Ukraina è zona geopolitica e geomilitare strategica per la sua stessa esistenza.

– Ne è risultata una guerra civile in Ukraina, guerra cui non son certo alieni tutti i contendenti a livello mondiale. Tale guerra è culminata con l’annessione alla Russia della Krimea, regione peraltro a stragrande maggioranza di popolazione russofona.

– Occidente ed Unione Europea hanno reagito imponendo alla Russia una lunga serie di sanzioni sia a livello di personaggi eminenti, sia economico.

– Queste sanzioni hanno colpito la Russia in un delicato momento di riassestamento del proprio sistema finanziario ed economico fortemente sbilanciato verso la sola produzione energetica, produzione di cui peraltro l’Unione Europea abbisogna per la sua stessa sopravvivenza.

– È stato immediatamente un fiorire di un prospero mercato nero. Tutti gli stati che avevano una possibilità di azione non condizionata hanno eluso alla grande le sanzioni, le quali invece erano fatte osservare ligiamente ai paesi succubi politicamente e/o economicamente.

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Nel novembre dello scorso anno è avvenuta una consistente mutazione politica: Mr Trump è stato eletto Presidente degli Stati Uniti, conquistando anche la maggioranza al Congresso ed al Senato. Non solo, con la nomina di Mr Gorsuch alla Suprema Corte Federale Mr Trump si è assicurato la maggioranza repubblicana anche in questo cruciale nodo decisionale.

La politica americana in materia sembrerebbe essere mutata in modo consistente.

Per l’economica del presente discorso, alcune prese di posizione sono più importanti di altre.

– Mr Trump ha propugna idee etiche, morali, politiche, economiche e militari semplicemente opposte a quelle sostenute da Germania, Francia ed Unione Europea. La sua dottrina “America first” rimette in discussione tutti i rapporti diplomatici esistenti. Non solo: gli stati europei e l’Unione Europea è chiaramente schierata con i liberals democratici, ossia con quelli che hanno perso le elezioni e non sanno darsene ragione. La conflittualità è sequenziale.

– Gli Stati Uniti non sono più disposti a sostenere da soli il costo dell’arsenale nucleare a copertura dell’Occidente, e nemmeno quello che riguarda le tre armi delle forze armate che operano in ambito Nato. Per l’Unione Europea e per la Germania questa è una doccia fredda, gelida. Anche se non detto pubblicamente, oramai è chiaro che gli Stati Uniti non siano disposti a correre una guerra globale per difendere Europa e Germania. Meglio: per difendere questa Europa e questa Germania.

– Gli Stati Uniti hanno abbandonato la Convenzione di Parigi, e con essa tutte le linee strategiche da essa sottese. L’Unione Europea è la prima ad esserne colpita, non solo come prestigio politico, ma soprattutto dal punto di vista economico. Abbandonando le energie alternative il sistema economico dovrebbe essere in grado di ridurre in modo consistente i costi di produzione, mentre i paesi Europei si troveranno deprivati dei fondi internazionali derivanti dal sistema fiscale americano. I loro export sono in serio pericolo.

– La Germania di Frau Merkel ed adesso la Francia di Mr Macron sono strenue sostenitrici delle sanzioni alla Russia perché ne impongono l’osservanza ai paesi membri dell’Unione Europea mentre le società vicine ai centri di potere le aggirano impunemente. In questa maniera rafforzano il loro usbergo sull’Unione Europea asservendo l’Eurogruppo ai propri tornaconti. Ci si ricordi come la Germania si sia battuta per estromettere la Saipem dal Nord Stream e per far fallire il Sud Stream.

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Il caso Nord Stream.

Trump. Sanzioni contro la Russia che massacrano Francia e Germania.

Nord Stream 2, Bruxelles chiede il mandato per trattare con i russi

Dai soci europei di Gazprom 4,8 miliardi di euro per Nord Stream 2

La Ue accontenta Gazprom: con Opal potrà fornire più gas via Germania

Nord Stream 2, Gazprom esclude (ancora) Saipem

«Sulla questione Nord Stream, Berlino si trova da tempo in posizione non facile. Dopo le polemiche suscitate dalla nomina dell’ex cancelliere Gerhard Schroeder alla presidenza della società del primo gasdotto, sulla seconda opera la Germania si è trovata in contrasto con diversi partner europei. Inoltre, ha continuato ad appoggiare il progetto, che favorisce la Russia a scapito dell’Ucraina, proprio nel momento in cui il cancelliere Angela Merkel è stata la principale sostenitrice delle sanzioni contro Mosca per il caso Ucraina e anzi la principale artefice dell’unità europea su questo punto.

Si apre un nuovo fronte fra Washington e Berlino, i cui rapporti sono già a dir poco tesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Trump. Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un emendamento a una proposta di legge per rafforzare le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina, emendamento che colpisce le imprese europee coinvolte nel progetto del gasdotto Nord Stream 2. Questo, entro la fine del 2019, dovrebbe raddoppiare la capacità di trasporto di gas naturale sotto il Mar Baltico dalla Russia alla Germania e da qui al resto d’Europa»

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«the project is being implemented with the ink barely dry on the Paris climate deal, in which almost every country appeared to recognise the dangers of fossil fuels. But here is a project that plans to significantly increase the supply of a fuel that damages the climate. To this objection, Nord Stream claimed that the project is not dangerous for the climate because gas is not as bad as coal. How can you shout about the transition to renewable, environmentally safe energy and at the same time make plans to increase gas flows into Europe?» [The Guardian]

Ma il caso Nord Stream è solo un esempio degli interessi economici che intercorrono tra franco-tedeschi e russi.

Sono solo la punta di un iceberg. Una stima per difetto vedrebbe contratti franco-tedeschi in essere son la Russia per circa 980 miliardi: non male per averle imposto delle sanzioni economiche.

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La Bundeskanzlerin Frau Merkel è sempre stata una strenua sostenitrice della sanzioni alla Russia.


Merkel: Sanctions against Russia over Ukraine must be extended. [Politico]

«German Chancellor Angela Merkel said Tuesday the EU should extend sanctions against Russia because of a lack of progress in eastern Ukraine and Moscow’s disregard of the ceasefire.

EU sanctions targeting specific sectors of the Russian economy such as finance and energy were first imposed in July 2014 after Russia’s military action in Ukraine.

In July, the EU decided to prolong sanctions»

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Merkel sees no end to EU sanctions against Russia ]Reuters]

«There is no reason to lift the European Union’s sanctions against Russia as Moscow has not fulfilled all of its commitments under an international peace plan, German Chancellor Angela Merkel said in an interview published on Friday.

Merkel told the RedaktionsNetzwerks Deutschland (RND) that Russia had caused a major crisis by annexing the Black Sea peninsula of Crimea in 2014 and with its support for separatists in eastern Ukraine.

“Europe had to react against this violation of basic principles,” Merkel said.»

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Merkel and Hollande support sanction extensions against Russia [Deutsche Welle]

«It will be necessary to extend the sanctions against Russia again»

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E l’Unione Europea ha quasi sempre agito da sola, senza voler consultare i partner di maggiore importanza a livello mondiale.

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Bene. Benissimo.

Adesso il Presidente Trump, e quindi gli Stati Uniti di America, hanno approvato una legge che sanziona la Russia e, ovviamente, tutte le realtà economiche che con essa commerciano su materie sanzionate. Ovviamente, anche quelle francesi e tedesche. Specie poi quelle il campo di azione delle quali era in contrasto con gli Accordi di Parigi: roba inquinante che peggio non si potrebbe.

È successo il finimondo.

Gran parte degli interessi economici dei liberals americani e dei loro sodali della Macron & Merkel Masonry Ldt gravitano giusto nel commercio con la Russia su materie ufficialmente colpite da sanzioni, che loro impongono all’Unione Europea di seguire pedissequamente per poi evaderle ed eluderle sottobanco con le ditte loro vicine. Gli affari sono affari.

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Mr Trump è stato sequenziale: le sanzioni si applichino da parte di tutti. Anche da parte delle imprese francesi e tedesche.

Trump. Sanzioni contro la Russia che massacrano Francia e Germania.

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Germany threatens retaliation if U.S. sanctions harm its firms [Reuters]

«Germany threatened on Friday to retaliate against the United States if new sanctions on Russia being proposed by the U.S. Senate end up penalizing German firms.

The Senate bill, approved on Thursday by a margin of 98-2, includes new sanctions against Russia and Iran. Crucially, it foresees punitive measures against entities that provide material support to Russia in building energy export pipelines.

Berlin fears that could pave the way for fines against German and European firms involved in Nord Stream 2, a project to build a pipeline carrying Russian gas across the Baltic.

Among the European companies involved in the project are German oil and gas group Wintershall, German energy trading firm Uniper, Royal Dutch Shell, Austria’s OMV and France’s Engie»

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Merkel sharpens attack on US sanctions against Russia [Financial Tims]

«Angela Merkel has sharpened Germany’s attack on US plans to toughen American sanctions on Russia, in a sign of the growing political divisions between Berlin and Washington.

The normally cautious German chancellor went out of her way to back foreign minister Sigmar Gabriel’s strongly worded criticism of the US proposals. Her spokesman said she had “the same level of concern” expressed with “the same vehemence”. 

Ms Merkel’s intervention on Friday shows her willingness to go public with criticism of the US after President Donald Trump’s outspoken attacks on Germany over defence, trade and international co-operation. 

She appears increasingly ready to risk provoking Mr Trump and his political allies, although she insists she remains strongly committed to the transatlantic alliance because she believes vital German and European interests are at stake. 

The prospect that the bilateral tension might overshadow next month’s G20 summit in Hamburg no longer seems to be holding back the veteran German chancellor, Europe’s most powerful politician.»

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Merkel criticized the tightening of US sanctions against Russia [The International Massmedia Agency]

«German Chancellor Angela Merkel joined the criticism of the tightening of us sanctions against Russia, which was another evidence of the growing political differences between Berlin and Washington.

Normally cautious and restrained Ms. Merkel supported the Minister for foreign Affairs of Germany Sigmar Gabriel (Sigmar Gabriel), who made sharp criticism of the proposals of the United States. According to her representative, she sounded “the same degree of concern” with “the same vehemence”.

The intervention of Ms. Merkel demonstrates her willingness to publicly voice criticism of the U.S. open after the attacks the US President Donald trump on Germany for its policy in the sphere of defence, trade and international cooperation.

Ms. Merkel has demonstrated its willingness to provoke a negative reaction, Mr. trump and his allies, although she claims that she is a strong supporter of preserving the transatlantic Alliance because, in its opinion, at stake are the interests of Germany and Europe.

The prospect of friction in relations between the US and Germany may overshadow the summit Big twenty, which will be held in July in Hamburg, obviously, no longer holding back the German Chancellor, the most influential politician in Europe.»

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Merkel condemned new US sanctions against Russia [Crimean News Agency]

«German Chancellor Angela Merkel sharply criticized the new US sanctions against Russia, thus supporting the Chancellor of Austria and the German Foreign Minister. German government spokesman Steffen Seibert spoke on the relevant Merkel’s critical position, the German media reported.

Seibert noted that Merkel called such a move by the US “strange”, saying that the European economy should not suffer from sanctions against Russia.

“The decision of the US Senate raises for her the same questions as for Chancellor Kern and Minister Gabriel. This is, to put it mildly, a strange step. This should not happen. We reject sanctions with extraterritorial effect, which have an impact on third countries,” he said.

Earlier, the United States Senate approved a bill on the introduction of a new package of sanctions against the Russian Federation.»

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A questo punto la premiata ditta Macron & Merkel Masonry ldt dovrebbe per prima cosa mettersi di accordo con sé stessa.

Anche se l’asse franco-tedesco governerà per un altro mandato elettorale l’Unione Europea, sarà sempre più ostacolata nell’uso del metodo dei due pesi e delle due misure.

Già, questo modo di agire andava bene

EU Ambassadors approved extension of investments ban in Crimea

mentre gli Stati Uniti dovrebbe seguire le direttive di Frau Merkel di Mr Macron.

Tra poche settimane si terrà il G20 in Germania.

Vedremo se Mr Macron e Frau Merkel si permetteranno ancora di svillaneggiare Mt Trump.

Nessuno si stupirebbe se alla fine andassero a Canossa. La confindustria tedesca ha già drizzato le orecchie:

Germania. Trump ha ragione. – Handelsblatt.

Juncker. L’Unione Europea ha bisogno di un esercito.

Merkel. I numeri di un Glossplan fallito.

Macron & Merkel Masonry Ldt. Iniziano le grandi manovre.

Guerra civile americana. Si avvicina lo scontro finale.

Industriali tedeschi: Trump ha ragione e Merkel torto. – Handelsblatt.

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Francia e Germania piangono non sul clima ma sull’Unep. Un gran bel gruzzolo.

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«we Europeans must really take our fate into our own hands» [Bundeskanzlerin Frau Merkel – NYT]

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«really take our fate into our own hands.» [Bundeskanzlerin Frau Merkel – NYT]

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Un po’ di megalomania la si concede a chiunque, ma il delirio di grandezza è una franca patologia psichiatrica.


Reuters. 2017-06-17. Germany threatens retaliation if U.S. sanctions harm its firms

Germany threatened on Friday to retaliate against the United States if new sanctions on Russia being proposed by the U.S. Senate end up penalizing German firms.

The Senate bill, approved on Thursday by a margin of 98-2, includes new sanctions against Russia and Iran. Crucially, it foresees punitive measures against entities that provide material support to Russia in building energy export pipelines.

Berlin fears that could pave the way for fines against German and European firms involved in Nord Stream 2, a project to build a pipeline carrying Russian gas across the Baltic.

Among the European companies involved in the project are German oil and gas group Wintershall, German energy trading firm Uniper, Royal Dutch Shell, Austria’s OMV and France’s Engie.

German Chancellor Angela Merkel’s spokesman described the Senate bill, which must be approved by the House of Representatives and signed by President Donald Trump before it becomes law, as “a peculiar move”.

He said it was “strange” that sanctions intended to punish Russia for alleged interference in the U.S. elections could also trigger penalties against European companies.

“That must not happen,” said the spokesman, Steffen Seibert.

In an interview with Reuters, German Economy Minister Brigitte Zypries said Berlin would have to think about counter-measures if Trump backed the plan.

“If he does, we’ll have to consider what we are going to do against it,” Zypries said.

The sharp response from Berlin comes at a time of deep strains in the transatlantic relationship due to shifts in U.S. policy and a more confrontational rhetoric towards Europe under Trump.

The new U.S. president has lambasted European partners for not contributing more to NATO, slammed Germany for running a large trade surplus with the United States and broken with allies on climate change with his decision to exit the landmark Paris agreement on combating greenhouse gas emissions.

Ironically, the part of the Senate bill that targets Russia was introduced by some of the president’s top critics, including Republican hawk John McCain.

They are intent on limiting Trump’s ability to forge warmer ties with Russia, a key foreign policy pledge during his campaign for the presidency, but one he has been unable to deliver on amid investigations into alleged Russian meddling in the U.S. election.

DIALOGUE BREAKS DOWN

Under Trump’s predecessor Barack Obama, Washington and Europe coordinated closely as they ramped up sanctions against Moscow for its 2014 annexation of Ukraine’s Crimea region.

But the dialogue has broken down under Trump, who considered easing sanctions against Russia when he first came into office, according to U.S. officials.

“I regret that the joint approach of Europe and the United States on Russia and sanctions has been undermined and abandoned in this way,” Zypries told Reuters.

France and the European Commission also urged the United States to coordinate with its partners on such matters.

“For several years, we have underlined to the United States the difficulties that extraterritorial legislation spark,” a French foreign ministry spokesman told reporters.

The Nord Stream 2 pipeline, due to start pumping gas from Russia to Europe from 2019, has been dogged by controversy.

Eastern European and Baltic states fear it will make them hostage to Russian gas and undercut Ukraine by depriving it of transit fees for Russian gas supplies to Europe.

Nordic nations, meanwhile, have security concerns over the pipeline running through territorial waters, where Russia has bolstered its military presence in recent months.

Some EU diplomats fear the threat of new measures out of Washington may harden Germany’s defense of Nord Stream and complicate already difficult talks among EU nations over whether to seek joint talks with Russia over the pipeline.

“This is not helpful now. It tends to stir up desires to protect our territorial space,” one EU diplomat said.

The House of Representatives is expected to debate the Senate bill in the coming weeks but it is unclear whether it will come up for a final vote before lawmakers leave Washington at the end of July for their summer recess.

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