Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Devoluzione socialismo

Trump. Sanzioni contro la Russia che massacrano Francia e Germania.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-16.

Nordstream

«Il Nord Stream è un gasdotto che, attraverso il Mar Baltico, trasporta direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa.» [Fonte]

Inizia a Vyborg e termina a Greifswald, ha una capacità di 55 miliardi di m3/anno.

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Se le parole della Macron & Merkel Masonry Ltd sono urticanti per la Russia, alla quale si minacciano sempre nuove sanzioni, nei fatti la premiata ditta è proprio la prima ad evadere platealmente le sanzioni che essa stessa ha imposto.

Non scandalizza che lo facciano, scandalizza che nessuno dica nulla.

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Una cosa sono le sanzioni il peso delle quali graverà sui paesi membri dell’Unione Europea ed una del tutto differente quello che dovrebbe ricadere su Francia e Germania, che ben se ne guardano da procurarsi danni alle proprie economie. Non sono parole grosse, ma evidenze fattuali.

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La Macron & Merkel Masonry Ltd ha semplicemente escluso l’Italia dal Nord Stream 2, e si direbbe quasi con l’assenso del Governo italiano. La ha esclusa perché l’Unione Europea ha imposto sanzioni alla Russia, e l’Italia è tenuta ad osservare le direttive dell’Unione.

Non scandalizza la doppiezza del ragionamento e del comportamento: scandalizza che tanti nostri connazionali li osannino come dei in terra. Baciano la mano che li ha picchiati.

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«Sulla questione Nord Stream, Berlino si trova da tempo in posizione non facile. Dopo le polemiche suscitate dalla nomina dell’ex cancelliere Gerhard Schroeder alla presidenza della società del primo gasdotto, sulla seconda opera la Germania si è trovata in contrasto con diversi partner europei. Inoltre, ha continuato ad appoggiare il progetto, che favorisce la Russia a scapito dell’Ucraina, proprio nel momento in cui il cancelliere Angela Merkel è stata la principale sostenitrice delle sanzioni contro Mosca per il caso Ucraina e anzi la principale artefice dell’unità europea su questo punto.»

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«Si apre un nuovo fronte fra Washington e Berlino, i cui rapporti sono già a dir poco tesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Trump. Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un emendamento a una proposta di legge per rafforzare le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina, emendamento che colpisce le imprese europee coinvolte nel progetto del gasdotto Nord Stream 2. Questo, entro la fine del 2019, dovrebbe raddoppiare la capacità di trasporto di gas naturale sotto il Mar Baltico dalla Russia alla Germania e da qui al resto d’Europa.»

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Ma i rapporti che intercorrono tra la Macron & Merkel Masonry Ltd e la Russia non sembrerebbero essere poi così lindi come si vorrebbe far credere.

«Five European companies are involved but for some mysterious reason, 100% of the shares belong to Gazprom. ….

European consumers will pay for the gas, and the money will go to the Putin regime, strengthening it. There is a high probability that, as usual, the Kremlin will spend the proceeds on propaganda, repression, new wars, and annexations – and Europe will be paying for it.» [The Guardian]

Già: sembrerebbe essere una barzelletta se non fosse drammaticamente vero.

Si potrebbe però fare anche commenti sarcastici:

«the project is being implemented with the ink barely dry on the Paris climate deal, in which almost every country appeared to recognise the dangers of fossil fuels. But here is a project that plans to significantly increase the supply of a fuel that damages the climate. To this objection, Nord Stream claimed that the project is not dangerous for the climate because gas is not as bad as coal. How can you shout about the transition to renewable, environmentally safe energy and at the same time make plans to increase gas flows into Europe?» [The Guardian]

Accordo di Parigi, sì, sicuramente. Ma quando questi ledessero la Macron & Merkel Masonry Ltd quegli accordi sarebbero esclusivamente carta da macero. Alla faccia degli ideologici utopisti.

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US senators reach deal to stop White House easing Russia sanctions without approval

«US senators have reached an agreement on legislation imposing new sanctions on Russia, including a provision that would prevent the White House from easing, suspending or ending sanctions without congressional approval.

The agreement, to be filed as an amendment to an Iran sanctions bill, is intended to punish Russia over issues including its alleged meddling in the 2016 US election, annexation of Ukraine’s Crimea region and support for the government of Syria in that country’s six-year-long civil war.»

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«The measure also authorizes “robust assistance” to strengthen democratic institutions and counter disinformation in European countries that might be targeted by what the legislation’s sponsors described as Russian aggression.»

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«Tough western sanctions on Russia may be squeezing the economy – but that’s only half the story. The other half you can understand better by attending a public hearing into a project that will finance the Putin regime for another 50 years.

The project is called Nord Stream 2. It involves piping gas directly from Russia to Germany through the Baltic sea, and it is unaffected by sanctions. Its progress means that Europe is excoriating the Putin regime diplomatically while at the same time promising to inflate the same regime with billions of gas dollars.» [The Guardian]

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Conclusione.

Mr Trump ed il suo “America first” sta iniziando ad essere un terzo incomodo per l’Unione Europea, ma sopratutto per i suoi due leader: Mr Macron e Frau Merkel.

Sanzioni all’Iran che, con una piccola serie di arditi commi, andrebbero giusto a colpire l’allegra compagnia dei due brighella.

«Nord Stream 2 is a sad tale of hypocrisy and double standards, of people with an excellent European education in expensive suits, with impeccable English, who know everything about ecology and human rights, but happily profit alongside the same regimes their governments deplore»

Sole 24 Ore. 2017-06-16. Tra Germania e Usa è scontro anche sul gasdotto Nord Stream 2

Si apre un nuovo fronte fra Washington e Berlino, i cui rapporti sono già a dir poco tesi dopo l’insediamento dell’amministrazione Trump. Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un emendamento a una proposta di legge per rafforzare le sanzioni alla Russia sul caso Ucraina, emendamento che colpisce le imprese europee coinvolte nel progetto del gasdotto Nord Stream 2. Questo, entro la fine del 2019, dovrebbe raddoppiare la capacità di trasporto di gas naturale sotto il Mar Baltico dalla Russia alla Germania e da qui al resto d’Europa.

L’iniziativa, che deve passare anche dalla Camera dei rappresentanti americana e potrebbe subire modifiche e prevede altre restrizioni all’accesso ai mercati dei capitali da parte delle imprese russe, è stata bollata come «illegale» da un comunicato dei ministri degli Esteri di Germania e Austria, i due Paesi più direttamente coinvolti in Nord Stream 2, e attribuita all’intenzione degli Usa di promuovere il proprio export di gas verso il mercato europeo a scapito delle forniture russe. Finora, l’export americano verso l’Europa è stato modesto. «La legislazione mira a proteggere posti di lavoro negli Usa nelle industrie del gas naturale e del petrolio», affermano i due ministri.

Nord Stream 2, un gasdotto da oltre 1.200 chilometri che affianca l’originale Nord Stream, punta a ridurre la dipendenza dal transito attraverso l’Ucraina ed è contestato anche da diversi Paesi europei, fra cui l’Italia, oltre alla Polonia e diversi Stati dell’est. In base alla nuova legislazione, il presidente degli Stati Uniti avrà il diritto di imporre sanzioni contro imprese che compiono investimenti o vendono beni o servizi ai gasdotti russi per più di 5 milioni di dollari l’anno. Il nuovo gasdotto, secondo il testo approvato dal Senato, avrà «un impatto negativo sulla sicurezza energetica europea» e sull’economia ucraina.

Il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, e il cancelliere austiaco, Christian Kern, sostengono in una nota che «è interesse comune dell’Unione europea e degli Stati Uniti intraprendere azioni decise e unite allo scopo di risolvere il conflitto in Ucraina» (le sanzioni alla Russia sono state imposte nel 2014 dopo l’annessione della Crimea e l’attività di Mosca a sostegno dei separatisti dell’Ucraina orientale), ma che non è accettabile «la minaccia di sanzioni extraterritoriali illegali imposte a imprese europee che partecipano agli sforzi di espandere la rete di fornitura di energia dell’Europa». Secondo i due ministri, «le sanzioni politiche non devono in nessun modo essere collegate a interessi economici». L’iniziativa americana, sostengono Gabriele e Kern, che sollecitano Washington a un ripensamento, «influenza le relazioni fra Europa e America in un modo nuovo e negativo». Le forniture di energia all’Europa «sono una questione europea, non degli Stati Uniti», afferma il comunicato.

Sulla questione Nord Stream, Berlino si trova da tempo in posizione non facile. Dopo le polemiche suscitate dalla nomina dell’ex cancelliere Gerhard Schroeder alla presidenza della società del primo gasdotto, sulla seconda opera la Germania si è trovata in contrasto con diversi partner europei. Inoltre, ha continuato ad appoggiare il progetto, che favorisce la Russia a scapito dell’Ucraina, proprio nel momento in cui il cancelliere Angela Merkel è stata la principale sostenitrice delle sanzioni contro Mosca per il caso Ucraina e anzi la principale artefice dell’unità europea su questo punto.

Di proprietà della russa Gazprom, Nord Stream 2 è sostenuto da diverse compagnie europee, fra cui l’anglo-olandese Shell, le tedesche Uniper e Wintershall (controllata dalla Basf), la francese Engie e l’austriaca Omv. Il progetto incontra anche l’opposizione della Commissione europea, cui i Paesi dell’Ue potrebbero dare un mandato per negoziare con la Russia, mandato che non è necessario secondo il cancelliere Merkel.

La vicenda del gasdotto crea un’altra ragione di attrito fra Washington e Berlino, dopo il problematico primo incontro fra la signora Merkel e il presidente Donald Trump e le ripetute accuse di quest’ultimo al surplus commerciale tedesco, soprattutto nel settore auto.

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