Pubblicato in: Devoluzione socialismo

Francia. Mr Macron e il ruolo svolto da Mrs Marine Le Pen.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-06-11.

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Oggi si voterà in Francia per la prima tornata delle elezioni politiche.

Devono essere eletti 577 Deputati all’Assemblea Nazionale.

Si vota per distretti: le percentuali di consenso nazionale possono trarre in inganno. Ciò che conta è raggiungere la maggioranza in un dato distretto.

Al primo turno risulta essere eletto il candidato che superi nel distretto in cui è presentato il 50% dei voti, purché abbia votato almeno il 25% dell’elettorato.

In presenza di nessun eletto al primo turno, si procede ad una secondo turno elettorale.

Sono ammessi i due candidati che hanno raccolto il maggior numero dei voti, più tutti i candidati che abbiano superato il 12.5% dei voti.

Questa modalità di voto renderebbe più difficoltosa la desistenza: un buon numero di elettori potrebbe optare per il voto al partito del cuore, piuttosto che appoggiare un candidato nel solo odio ad un altro candidato.

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Secondo le ultime proiezioni elettorali Mr Macron dovrebbe ottenere tra i 397 e i 427 parlamentari all’Assemblée Nationale, conseguendo in questo modo la maggioranza assoluta dell’Assemblea.

Prendiamo la previsione con prudenza, anche se sembrerebbe essere ragionevole. I risultati delle recenti elezioni inglesi insegnano ad essere molto prudenti.

Vorremmo fare però alcune considerazioni, prima di conoscere il verdetto elettorale.

Una prima considerazione verte la mobilità dell’elettorato. Il partito di Mr Macron sembrerebbe essere uscito dal cappello di un prestigiatore, ma sarebbe stato impossibile il suo successo se l’elettorato non avesse preso in uggia i partiti tradizionali. Mr Jean-Luc Mélenchon non raggiungerebbe l’11.5% ed il partito socialista risulterebbe funzionalmente scomparso, con il suo 8%: Le formazioni delle vecchie sinistre assaggiano adesso il limbo elettorale per decenni somministrato al Front National. Ma non basta: i Les Républicains pagano severamente le loro divisioni interne ed il fatto di non essere riusciti a far emergere volti e programmi nuovi. Sembrano essere incartapecoriti, mummificati.

Una seconda considerazione verte Mr Macron ed il suo partito. Di certo sappiamo che Mr Macron rappresenta gli interessi di Banca Rothschild e della massoneria, perché ambedue hanno fatto pubblica dichiarazione di supportarlo. Altrettanto di certo, pur razziando un elettorato che in passato votava partiti della sinistra, Mr Macron ha rifiutato di mettere in lista vecchi esponenti socialisti ed ha scelto candidati anodini, un certo numero dei quali proviene invece alla fila dei Les Républicains. Sostanzialmente però Mr Macron è un assegno in bianco.

Su Mr Macron aleggia però il fantasma di Mr Hollande. Non solo come nume tutelare, ascendente che si farebbe fatica a riconoscergli, quanto piuttosto per aver dimostrato come si possa tranquillamente passare dal 61% all’8% nel breve volgere di cinque anni: basta solo scontentare l’elettorato. La vera sfida di Mr Macron sarà quella di svecchiare il sistema economico francese, rendendolo competitivo: cosa paragonabile solo alle fatiche di Ercole.

Una terza considerazione verte il Front National di Mr Marine Le Pen. Mrs Le Pen è riuscita ad elidere politicamente il vecchio padre del tutto obsoleto, più ostacolo che aiuto, cosa questa non da poco. È riuscita a far uscire almeno parzialmente il Front National dal ghetto istituzionale. Ha concorso in modo potente ad aiutare Mr Hollande a far scomparire il partito socialista francese, impresa questa più che meritoria. Ha concorso a disgregare le sinistre. Ha costituito un punto di riferimento per la classe lavoratrice francese. Tutti grandissimi meriti. Ha portato il suo partito a circa il 20% e verosimilmente decuplicherà il numero dei deputati. Non è faccenda di poco conto. Non ci si venga a dire che la Le Pen ha perso: sarebbe una grandiosa bugia.

Ha fallito invece la campagna elettorale: i francesi volevano grandi cambiamenti, ma non ancora una rivoluzione. Non si vince con gli slogan e la sua impreparazione economica ha pesato severamente. Gli elettori son come le donne: mai essere troppo espliciti. Si spaventano. Come le galline, al tramonto tornano sempre nel pollaio.

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Cosa ne sarà della Francia e dell’Europa?

Il quadro politico europeo sembrerebbe essere destinato ad un periodo più o meno lungo di ingovernabilità. Sono le fasi storiche che favoriscono le forze centrifughe, le disgregazioni, ma che covano il pericolo sottile delle dittature accentratrici. Lo scenario mondiale sembrerebbe essere non favorevole all’Europa: verosimilmente sarà la evoluzione dell’attuale crisi economica a decidere quale sia l’avvenire politico nel continente.


Ansa. 2017-06-11. Francia: sondaggio, vola partito Macron, Fn in caduta libera

La maggioranza presidenziale (La République En Marche) di Emmanuel Macron potrebbe ottenere oltre 400 deputati nelle imminenti elezioni politiche dell’11 e 18 giugno: è quanto emerge da un sondaggio pubblicato a due giorni dal voto dall’Istituto Ipsos/Sopra-Steria per France Televisions.

    In particolare, rivela lo studio, il partito di Macron e l’alleato centrista MoDem potrebbero ottenere tra i 397 e i 427 parlamentari all’Assemblée Nationale. Numeri molto superiori ai 289 deputati necessari per strappare la maggioranza assoluta in parlamento. La maggioranza presidenziale raccoglierebbe il 31,5%, due punti in più rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto realizzato martedì. Al secondo posto l’alleanza Udi-Républicains (22%), seguita dal Front National in caduta libera (18%) e la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon (11,5%). Profondo rosso per il Partito socialista (8%).

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