Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Trump, Unione Europea

G7. I cinesi mica che siano di accordo.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-28.

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Gli Occidentali, specialmente quelli dell’Europa occidentale, assomigliano sempre di più a nobili decaduti che tra loro parlucchiano dei passati splendori che non hanno saputo mantenere, senza rendersi conto che hanno scarpe rotte e toppe sul di dietro. Credono di essere coloro che rappresentano il mondo, mentre il mondo ride e si beffa di loro. Diciamo che non hanno il senso del ridicolo e delle dimensioni.

Ragionando sul pil nominale, i paesi afferenti il G7 rendono conto di 35,446,752 su 75,278,049 milioni di pil, ossia il 47.078% di quello mondiale. È una grande cifra, ovviamente, ma il G7 vale un po’ meno della metà del mondo. L’Unione Europea, con un pil di 16,408,364 milioni Usd rappresenta il 21.797% del pil mondiale.

Il quadro dei rapporti e dei pesi internazionali risulterebbe ancora più chiaro considerando il pil ppa, per potere di acquisto. Mentre la Cina rende conto del 18.31% del pil ppa mondiale, l’Unione Europea vale il 16.46% e gli Stati Uniti il 15.33%. I paesi del G7 pesano in accordo a questo parametro il 30.6% del pil ppa mondiale. Sarebbe tanto se non fosse ritenuto essere la totalità.

Ma il quadro apparirebbe in un’ottica completamente differente se si considerassero i budget militari.

Se a livello mondiale la spessa totale è 1,686 mld Usd, gli Stati Uniti ne spendono 611.2 e la Cina 215.7. Francia, Regno Unito e Giappone seguono con 55.7, 48.3, 46.1, rispettivamente. L’Italia ne spende 27.9 mld Usd.

Anche se i budget militari non corrispondono in modo univoco all’efficienza degli eserciti, questi dati sembrerebbero essere inequivocabili.

Da un punto di vista militare contano gli Stati Uniti, la Cina e la Russia. Tutti gli altri paesi contano poco o nulla.

*

Senza forze armate nessun paese può illudersi di poter svolgere un ruolo internazionale degno di tal nome.

Questi dati sembrerebbero essere inequivocabili.

I paesi europei possono illudersi quanto vogliono, fare quattro chiacchiere esaltanti al bar e farle poi pubblicare con enfasi sui propri mezzi di stampa, ma al sodo contano meno di nulla, né dal punto di vista economico né da quello militare.

Ecco perché Frau Merkel e Mr Macron se ne sono andati via da quel G1 denominato G7 a testa bassa, senza fare commenti, rossi di vergogna. Certo, hanno fatto le loro spacconate, hanno parlato dei loro “valori” come se fossero universalmente accettati a livello mondiale, ma sono e restano infantili mocciosi piangiolenti e capricciosi. Due ceffoni di Mr Trump li hanno rimessi in riga.

Possono certamente fare tutti i proclami che vogliono

«maintaining a rules-based order in the maritime domain based on the principles of international law»

ma in ogni caso non sono più loro a dettare le regole del gioco.

Questa Unione Europea ha bisogno di ancora un certo numero di cocenti facciate per comprendere quanto sia decaduta.

Anche solo per non cadere del ridicolo patetico. Qualcuno lo dica a Frau Merkel ed a Mr Macron.


China Org. 2017-05-28.  China denounces G7 interference in its sea issues

China strongly denounced the communique released after a G7 summit, saying it interfered in the East China Sea and South China Sea issues in the guise of international law, Foreign Ministry spokesperson Lu Kang said early Sunday.

The 2017 G7 summit concluded with a joint communique Saturday, saying the G7 members are committed to “maintaining a rules-based order in the maritime domain based on the principles of international law”, and expressing concerns about the situation in the East China Sea and South China Sea.

China’s position on the East China Sea and South China Sea issues is clear and consistent, said Lu.

China has been committed to properly handling disputes, cementing cooperation, and safeguarding peace and stability of the East China Sea and South China Sea through talks and consultations directly with related parties, he said.

Lu urged G7 and countries outside to understand the situation, stick to the pledge to take no position on relevant disputes, fully respect the efforts made by countries in the region to handle disputes, and stop making irresponsible remarks.

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