Pubblicato in: Criminalità Organizzata, Giustizia

Brasile. Il problema della corruzione, vera o presunta, è mondiale.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-26.

2017-05-19__Eur_Real__001

Quanto sta accadendo in Brasile potrebbe essere maieutico a livello generale.

Il Brasile ha avuto un lungo periodo di crescita economica tumultuosa. Nel 1991 il pil raggiungeva i 500 miliardi Usd all’anno, e nel 2011 era arrivato a 2,616.2 miliardi: si era quintuplicato.

Se da un punto di vista tecnico una pausa di assestamento e riflessione era logica, essa è coincisa con una severa crisi politica. Era ovvio desiderio di tutti il poter godere della nuova ricchezza.

Il pil procapite era salito a 11,796.27 Usd l’anno: ma questo è un valor medio. Come solitamente avviene nei periodi di crescita tumultuosa, accanto a ricchezze di notevole entità continuavano a persistere sacche di altrettanto notevole povertà, per non dire francamente miseria.

Questa è la situazione tipica nella quale attecchiscono i partiti politici che proclamano l’intollerabilità di codesta situazione e promettono un riequilibrio forzoso della distribuzione della ricchezza prodotta.

Andarono al potere i socialisti di Lula e, quindi, della Rousseff.

In quel mentre, il mondo era scosso da una crisi globale di severa portata, fatto questo che ha concorso a destabilizzare il sistema economico brasiliano.

2017-05-19__Brasile_Bond__001

*

Il problema della corruzione è vecchio quanto è vecchio il mondo.

Per essere chiari, è un problema non risolvibile.

Ci si dovrebbe accontentare di contenerla entro limiti accettabili e, soprattutto, di non utilizzarla come arma impropria.

Cerchiamo di chiarirci alcuni punti, opinabili, ma chiari.

In primo luogo, è destituito di sano buon senso che un governante che gestisca budget di centinaia, e spesso migliaia, di miliardi possa accontentarsi di stipendi ridicolmente bassi: qualche centinaia di migliaia di euro. Nella finanza e nell’industria persone che gestiscano cifre del genere percepiscono emolumenti di decine di milioni, oltre i benefit. È del tutto naturale che in tale situazione il governante rubi a man bassa: lui ed il suo entourage.

In secondo luogo, da un punto di vista globale è irrilevante il latrocinio e l’arricchimento indebito del governante e dei suoi sodali. In termini percentuali, per tanto che si appropri indebitamente, sarà pur sempre una quota trascurabile. È ben peggio, perché percepita da tutti come pericolo incombente, una corruzione quantitativamente molto inferiore e financo modesta, ma esercitata da tutti i punti di potere, anche gli infimi. L’uomo della strada si sente più vessato dal vigile urbano che gli commina multe ingiuste se non gli si allungano cinquanta euro di mancia, dall’agente di fisco che lo perseguita fino a tanto che non riceve la fatidica busta, dal burocrate che nega un permesso dovuto fino a tanto che non si senta gratificato a livello personale. Sono quasi invariabilmente la piccola corruzione periferica, così come la microcriminalità, a far definire “corrotto” un sistema”.

In terzo luogo, se è naturale che i giudici siano di per sé stessi corrotti servi del potere, la corruzione diventa percepibile quando la faziosità politica scende dai livelli massimi a quelli infimi. Dal giudizio emesso per una causa condominiale e, soprattutto, in quelle relative al piccolo contenzioso fiscale. Velocità e risultati dei procedimenti intentati contro la pubblica autorità sono sensibilissima cartina di tornasole di quanto diffusa sia la corruzione.

In quarto luogo, si diffidi, ed anche molto profondamente, quando un sistema giudiziario rimuove dai suoi ordinamenti il segreto istruttorio, ovvero non lo applica: quello stato è de facto sotto un regime dittatoriale.

*

Nei momenti di instabilità politica, la accusa di corruzione è arma micidiale sotto la condizione di disporre di adeguate casse di risonanza, quali i media.

Inventata ed usata con magistrale maestria dai giacobini di infelice memoria, l’accusa di corruzione transita immediatamente da ipotesi di indagini a qualcosa di financo peggio di sentenza cassata.

Nodo cardine è la rimozione del segreto istruttorio. Se infatti in un sistema sociale e politico ragionevolmente sano è del tutto logico che i magistrati indaghino su chi abbia il potere, anche se quasi di norma indagano sui nemici politici ed economici  del potere stesso, è altrettanto vero che molto spesso tali indagini esitano in un nulla di fatto.

In carenza del segreto istruttorio, l’avviso di reato diventa un’arma più potente di una pistolettata nel cranio.

Francia. Dominique Strauss-Kahn e François Fillon. Vite parallele.

«La riabilitazione post mortem o brevemente riabilitazione (in russo: реабилитация?, traslitterato in inglese come reabilitatsiya o, accademicamente, reso come reabilitacija) è una dichiarazione ufficiale o un provvedimento dell’autorità giudiziaria con cui si riconosce l’innocenza di una persona deceduta, ingiustamente condannata, reintegrandone l’onorabilità.» [Fonte]

Un caso paramount fu quello di Michajl Tuchačevskij, maresciallo, capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, fucilato nel 1937, e riabilitato trenta anni dopo. Meglio tardi che mai, sia chiaro, ma tanto Tuchačevskij era stato assassinato legalmente.

*

Adesso in Brasile c’è un gran chaos politico.

Senza stabilità politica non è possibile un sia pur minimo progresso economico.

Si colgano pure le occasioni propizie: bruschi cali delle quotazioni indotte da istanze politiche possono essere utilmente impiegati e sfruttati. Ma si rimanga nei limiti del ragionevole.


Sole 24 Ore. 2017-05-19. Brasile, scandalo tangenti sul presidente: crollano Borsa e real

Scossone politico nella notte in Brasile, con conseguenze immediate sui mercati finanziari del Paese. Due imprenditori hanno consegnato alla giustizia delle registrazioni secondo le quali lo scorso marzo il presidente Michel Temer autorizzò il pagamento di mazzette all’ex presidente dei deputati, Eduardo Cunha. Lo afferma il quotidian O Globo, ricordando che l’obiettivo di Temer era quello di comprare il silenzio di Cunha, suo ex alleato politico in carcere, per evitare eventuali delazioni contro la presidenza nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”. Cunha lo scorso marzo è stato condannato a 15 anni di carcere nell’ambito di un’inchiesta che vede al centro la compagnia di Stato perolifera Petrobras, accusata di aver incassato tangenti in cambio di appalti. È lui l’uomo che ha guidato il processo di impeachment che esattamente un anno fa ha portato alla destituzione dell’ex presidente Dilma Rousseff per presunte irregolarità contabili nel bilancio federale.

In serata il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha aperto un’inchiesta per presunta ostruzione della giustizia contro il presidente. Lo ha annunciato la stessa alta corte.

Crollano Borsa e real

Gli effetti sui mercati, intanto, non si sono fatti attendere. La Borsa di San Paolo è precipitata. Le contrattazioni sono state sospese dopo che l’indice Bovespa dei principali titoli è crollato del 10%. Gli investitori, i quali temono una nuova paralisi politica del paese che freni la ripresa in corso dopo mesi di recessione, hanno punito tutti i titoli fra cui Petrobras (-20%) e Banco do Brasil (-23%). Male anche il real, la moneta nazionale, crollata del 5% sul dollaro e di oltre il 7% sull’euro.

Tramite il proprio ufficio, Temer ha smentito le accuse, precisando «di non aver mai sollecitato il silenzio dell’ex deputato Cunha». Il presidente, viene sottolineato, «non ha autorizzato alcuna iniziativa per evitare la delazione». Intanto però il Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano ha sospeso oggi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale Aecio Neves e la Procura Generale ha chiesto all’alta corte di ordinare il suo arresto, sempre nel quadro dell’inchiesta sul pagamento di tangenti. I due imprenditori che hanno chiamato in causa Temer sono Joesley e Wesley Batista, proprietari di uno dei gruppi coinvolti nello scandalo della carne avariata brasiliana di qualche mese fa. Entrambi, ricordano i media, hanno concordato con la procura un accordo, ancora non in vigore, per rivelare i tentativi di Temer di limitare le inchieste anti-corruzione.

Alessandro Moron, del partito di opposizione Rete per la sostenibilità guidato da Marina Silva, ha chiesto l’impeachment del capo dello Stato. Da parte loro, i senatori del partito dei lavoratori fondato dall’ ex presidente Lula si sono riuniti nella notte per pronunciarsi sul caso.

Michel Temer non ha intenzione di dimettersi: lo ha riferito lo stesso presidente . «Sto vivendo il peggior momento della mia vita» ha dichiarato Temer ai suoi collaboratori, riferisce la stampa brasiliana, precisando che il presidente ritiene di essere stato vittima di una “cospirazione” da parte dei proprietari del gruppo JBS, Joesley e Wesley Batista, i quali lo hanno registrato nel momento in cui autorizzava il pagamento al quale i due imprenditori si sono riferiti.

Temer ha in programma per oggi colloqui con una ventina di politici, secondo l’agenda resa nota dal suo ufficio stampa. E d’altra parte intende chiedere alla Corte Suprema il testo completo reso dai Batista nella loro «delazione premiata» (collaborazione con i magistrati in cambio di uno sconto di pena, ndr).

Annunci

Un pensiero riguardo “Brasile. Il problema della corruzione, vera o presunta, è mondiale.

I commenti sono chiusi.