Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Germania. Chiede per Weidmann il governatorato dell’Ecb dopo Draghi.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-24.

Frankfurt

Dal punto di vista giuridico formale la richiesta tedesca sembrerebbe essere perfettamente corretta:

«A giugno e a fine anno ci saranno appuntamenti chiave per le scelte di Draghi, il cui mandato terminerà nel novembre 2019»

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«Il presidente della Bce dovrebbe essere scelto secondo le sue qualifiche, e non in base alla nazionalità»

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«Comunque nulla esclude che dopo un olandese, un francese ed un italiano, per l’appunto Mario Draghi, possa arrivare un tedesco.»

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«Ipotesi questa certo non gradita a tutti e che allarma alcuni Paesi europei vista la delicatezza nei prossimi anni della politica monetaria ed economica e dei bilanci pubblici, senza una revisione ed aggiornamento dei Trattati europei.»

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I problemi sul tavolino sono giganteschi, e nessuna soluzione possa essere trovata potrà essere soddisfacente per tutti gli stati dell’Eurozona. Non solo, queste decisioni su come condurre la banca centrale europea dovranno essere prese in un momento di particolare delicatezza, massimamente a causa della instabilità politica che sta verificandosi in molti paesi dell’Unione Europea e, di riflesso, sulla Commissione Europea e sul Parlamento Europeo. A ciò si aggiunga come tutti gli stati convengano che i Trattati dell’Unione dovrebbero essere cambiati ed aggiornati, deburocratizzati in modo sostanziale, ma tutti si stanno litigando su cosa e come dovrebbe essere l’assetto finale.

Grecia, Spagna ed Italia hanno governi traballanti, con poco o punto supporto di una maggioranza parlamentare con idee chiare, qualsiasi esse siano, su come doversi comportare in materia. In Austria ci si sta avviando alle elezioni anticipate, che potrebbero anche ribaltare gli attuali schieramenti, ed in Francia sembrerebbe essere inevitabile che il Presidente Macron non goda di una sua propria maggioranza in seno all’Assemblea Nazionale. In Olanda non è ancora stato formato un governo.

Come detto, i problemi di Ecb sono enormi e, per soprammercato, la situazione internazionale è in forte sommovimento, situazione questa che renderebbe già di per sé stessa fragile anche una ragionevole ripresa economica dell’Eurozona.

Sul tappeto vi saranno sicuramente la stabilità dei cambi, che molto difficilmente l’Ecb potrà assicurare nel tempo, il tapering, ossia il momento in cui una banca centrale inizia a ridurre gradualmente gli acquisti di titoli e dunque la portata del quantitative easing (QE), il problema dei debiti sovrani e dei deficit di bilancio che in molti stati dell’Unione Europea apparirebbero essere fuori controllo, nonché i rapporti da tenersi con la Federal Reserve americana e con la banca centrale cinese. La politica americana di “America first” certo non semplificherà i rapporti tra le due sponde dell’Atlantico. Da ultimo, ma non certo per ultimo, la ripresa economica dell’Unione Europea, da molti percepita ma da nessuno constata come fenomeno in essere.

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Per nostra disgrazia, nessuna componente politica ed economica sembrerebbe poter assumere in modo chiaro e netto il ruolo direzionale. La Ecb sarà di conseguenza lasciata sola, quasi allo sbando, senza poter avere dei referenti politici ai quali poter far capo.

Ci si dovrebbe quindi preparare ad tutta una lunga serie di compromessi, che alla fine non soddisferanno nessuna delle esigenze reali.

Se da una parte il QE ha dato ampio respiro ai sistemi economici dei paesi mediterranei, nel contempo ha costituito severo vincolo per quelli nordici. Se la politica dei tassi di interesse negativi ha favorito i paesi del sud Europa, nel contempo ha ridotto ampiamente i margini di manovra di tutto il sistema bancario europeo, soprattutto quello tedesco.

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Staremo a vedere cosa potrà succedere.

Di certo, però, molte rigidità del sistema dovranno cadere, con tutte le logiche conseguenze.


General-Anzeiger. 2017-05-21. Merkel will für Weidmann als EZB-Chef werben

Berlin/Frankfurt. Die Amtszeit des Präsidenten der Europäischen Zentralbank (EZB) Mario Draghi endet zwar erst 2019. Doch auch die Franzosen bringen schon ihren Kandidaten ins Spiel.

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Mario Draghi (69) ist als Präsident der Europäischen Zentralbank (EZB) einer der mächtigsten Männer Europas. Seine Amtszeit endet 2019, schon jetzt beginnt die Nachfolgedebatte. Kanzlerin Angela Merkel und Finanzminister Wolfgang Schäuble (beide CDU) wollen hierbei deutsche Ansprüche geltend machen. Laut „Spiegel“ haben sie vor, sich für Bundesbankpräsident Jens Weidmann (49) einzusetzen. Ihr Argument: Nach einem Niederländer, einem Franzosen und einem Italiener sei es nun an der Zeit, dass ein Deutscher an die EZB-Spitze rücke. Weidmann soll bereit sein, das Amt zu übernehmen, sollte es ihm angetragen werden.

Auf die Frage, wie die Stellenbeschreibung für den EZB-Chef aussehen müsste, hatte Weidmann im März gesagt: „Er muss ein guter Geldpolitiker sein mit Blick für das Wesentliche.“ Zur Frage, ob es ein Deutscher sein dürfe, hatte er erklärt: „Ich fände es eigenartig, wenn man ein Land ausschließt.“

Die Bundesregierung wies darauf hin, dass Draghis Amtszeit erst 2019 ende. Die Bundesbank sprach von „einer Diskussion zur Unzeit“. Auch sie verwies darauf, dass Draghi noch bis Ende Oktober übernächsten Jahres im Amt sei.

Doch auch die Franzosen haben begonnen, für ihren Notenbankpräsidenten François Villeroy de Galhau (58) zu werben. Ihr Argument: Jetzt, wo der europafreundliche Emmanuel Macron gewählt worden sei, müsse Europa im Gegenzug auch Macron stärken. Dazu könne beitragen, das einflussreiche Amt in Frankfurt erneut einem Franzosen zu übertragen. Von 2003 bis 2011 hatte bereits der Franzose Jean-Claude Trichet die EZB geführt. Für Villeroy de Galhau spricht, dass er die ultralockere Geldpolitik mitträgt, mit der die EZB den Euro-Krisenstaaten hilft. Weidmann dagegen hat das milliardenschwere Anleihe-Kaufprogramm der EZB mehrfach kritisiert. Ohnehin sind die Deutschen wegen ihrer Sparpolitik in Staaten wie Griechenland unbeliebt.

Andererseits soll Villeroy de Galhau längst nicht das Format von Trichet haben, heißt es in Berlin. Zugleich stehen die Deutschen für gut ein Viertel der Hilfen ein. Am Ende dürfte es darauf ankommen, ob Merkel diese Machtkarte ziehen und Weidmann durchsetzen will. Auch denkbar: Man verständigt sich auf einen Kompromisskandidaten aus Nordeuropa.


General-Anzeiger. 2017-05-21. Merkel wants to promote Weidmann as ECB boss

Berlin / Frankfurt. The term of office of the President of the European Central Bank (ECB) Mario Draghi does not end until 2019. But the French also bring their candidate into the game.

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Mario Draghi (69) is one of the most powerful men in Europe as President of the European Central Bank (ECB).His term of office ends in 2019, and the succession begins right now.Chancellor Angela Merkel and Finance Minister Wolfgang Schäuble (both CDUs) want to claim German claims.According to “Spiegel” they intend to work for Bundesbank President Jens Weidmann (49).Her argument: after a Dutchman, a Frenchman and an Italian, it was now time for a German to go to the top of the ECB.Weidmann should be ready to take over the office, should it be asked.

Asked how the job description for the ECB boss would look like, Weidmann said in March, “He must be a good monetary politician with an eye for the essentials.” Asked whether he could be a German, he explained: I would find it peculiar to exclude a country. “

The federal government pointed out that Draghi’s term of office would not end until 2019.The Bundesbank spoke of “a discussion on the untimely”.She also pointed out that Draghi was still in office until the end of October of the next year.

But the French have also begun to promote their bank president, François Villeroy de Galhau (58).Her argument: Now that the European Emmanuel Macron had been elected, Europe would have to strengthen Macron in return.This could contribute to the transfer of the influential office in Frankfurt to a Frenchman.From 2003 to 2011 the Frenchman Jean-Claude Trichet had already led the ECB.For Villeroy de Galhau, he says that he is contributing the ultralock monetary policy with which the ECB helps the euro-crisis states.Weidmann, on the other hand, has repeatedly criticized the multi-billion dollar borrowing purchase program of the ECB.In any case, the Germans are unpopular in states like Greece because of their austerity policy.

On the other hand Villeroy de Galhau will not have the format of Trichet, says Berlin.At the same time the Germans stand for a quarter of the aid.In the end, it would be important to see whether Merkel would pull this map of power and put Weidmann through.It is also conceivable that a compromise candidate from Northern Europe will be agreed upon.


ForexLive. 2017-05-21. Germany already pushing for Weidmann to take over ECB after Draghi

The jockeying for leadership of the ECB has already begun.

The German press reports that Merkel is pushing for Weidmann to replace Draghi at the end of his term.

He’s a compelling candidate. A German has never led the ECB and Weidmann has positioned himself as more of a moderate than the uber-hawks before him.

Still, he’s a hawk and has criticized QE. But again, the QE program is winding down and there’s no crisis on the horizon so it’s a better time than ever for a German.

Still, it wouldn’t go over well in the periphery.


Rai News. 2017-05-21. La Germania si autocandida alla presidenza Bce.

Weidmann, presidente della Bundesbank: io dopo Draghi? La Bce non può escludere i tedeschi. Lungo braccio di ferro per la stretta dei tassi e la fine del quantitative easing.

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Jens Weidmann, il presidente della Bundesbank indicato da un settimanale per la successione a Mario Draghi alla presidenza della Bce, non si tira indietro e rivendica il diritto della Germania a candidare un tedesco. “Il presidente della Bce dovrebbe essere scelto secondo le sue qualifiche, e non in base alla nazionalità”, ha replicato Weidmann in un’intervista al Der Standard dopo l’indiscrezione, comparsa sullo Spiegel, dell’attuale presidente della Bundesbank come papabile alla guida, post Draghi, della Bce. Candidatura fortemente voluta da Berlino, sia dalla cancelliera Angela Merkel che dal ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, che però è stata subito smentita.

A giugno e a fine anno ci saranno appuntamenti chiave per le scelte di Draghi, il cui mandato terminerà nel novembre 2019 ed a Francoforte si prospetta un ulteriore lungo braccio di ferro sulla stretta dei tassi e la fine del Quantitative Easing. D’altro canto Jens Weidmann si è sempre opposto a molte delle misure di politica monetaria espansiva volute da Mario Draghi e da tempo il presidente della Banca centrale tedesca, sulla scia di una ripresa economica e dell’inflazione nell’Eurozona, spinge, assieme ai Paesi del Nord Europa, per il rialzo dei tassi e l’uscita dal piano di acquisti dei titoli di Stato, cioè dal QE. Comunque nulla esclude che dopo un olandese, un francese ed un italiano, per l’appunto Mario Draghi, possa arrivare un tedesco. Ipotesi questa certo non gradita a tutti e che allarma alcuni Paesi europei vista la delicatezza nei prossimi anni della politica monetaria ed economica e dei bilanci pubblici, senza una revisione ed aggiornamento dei Trattati europei.

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