Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Olanda. Governo impossibile in un’Europa ingovernabile.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-23.

NETHERLANDS-POLITICS-GOVERNMENT

L’Europa sta attraversando un periodo di grande turbamento politico, sociale ed economico. Le vecchie concezioni non rappresentano più la realtà emergente e non riescono soprattutto a comprendere ciò che sta accadendo.

Il punto nodale è la devoluzione dell’ideologismo socialista: situazione questa minimamente accettata dai residui socialisti, che non hanno la minima intenzione di rinunciare al potere. Costi quello che costi.

Questa situazione genera una condizione transitoria ove il vecchio non è ancor morto e scomparso, ed il nuovo è quasi impossibilitato ad emergere.

Stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza a governi pro forma, impossibilitati a governare, trascinati dagli eventi.

Da quello che avrebbe dovuto essere una fisiologico confronto politico stiamo transitando ad un surrogato di guerra di religione: anche dietro le altisonanti parole si cela esclusivamente il bieco volto del potere per il potere.

Tutta questa situazione potrebbe al limite essere quasi tollerabile se la situazione economica europea fosse ancora florida, cosa che non è; se il contesto mondiale fosse stabile, cosa che non è; se la situazione demografica fosse in equlibrio, cosa che non è. Non solo, ma la instabilità politica di uno stato si ripercuote inesorabilmente in una ulteriore instabilità politica in seno alla Unione Europea.

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Già in Spagna abbiamo assistito ad una crisi politica, tuttora perdurante, che è sfociata nella concreta impossibilità di formare un governo. Se è vero che il 29 ottobre 2016 Mr Rajoy è riuscito ad ottenere la fiducia, è altrettanto vero che nulla può fare senza previe estenuanti consultazioni con i partiti che lo esprimono, e che hanno visioni diametralmente opposte su quasi tutto. Fatto questo che condiziona sicuramente la politica domestica, ma che si ripercuote sulle posizioni che Mr Rajoy può tenere in seno al Consiglio Europeo.

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La situazione italiana è sotto gli occhi di tutti. Non esiste una formazione politica in grado di raccogliere la maggioranza dei voti elettorali, ed i partiti politici si estenuano in un gioco di veti incrociati che porta solo al massacro.

Da questo punto di vista sussistono forti dubbi che anche in Francia si arrivi a constatare una qualche forma di ingovernabilità. Se è vero che Mr Macron è riuscito ad ottenere la Presidenza con un’ottima maggioranza, questa non si è coagulata attorno ad un comune programma elettorale, bensì è stata cementata dal’odio viscerale, quasi religioso, contro il Front National. Se Mr Macron non riuscisse ad ottenere una maggioranza coesa per sostenere la propria presidenza, alla fine varrebbe sia al’interno sia sul piano estero quanto al momento possa contare Mr Rojoy.

E questo sarebbe un altro brutto colpo alle capacità gestionali del Consiglio Europeo.

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Anche l’Austria si sta dimostrando ingovernabile. Conservatori e socialdemocratici si odiano di odio mortale, superato soltanto dal comune odio verso l’Fpö. Di questi giorni la notizia delle elezioni anticipate.

Austria verso le elezioni anticipate in autunno.

Ma come per gli altri figuri, anche il Cancelliere Herr Kern conta ben poco in patria ed ancor meno in sede del Consiglio Europeo.

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In Olanda la situazione è quasi identica.

Elezioni Olandesi. Il vero fatto nuovo. Denk.

Olanda. Il nuovo governo sembrerebbe quasi essere impossibile.

Olanda. Il rebus del nuovo governo.

Olanda. Epicrisi delle elezioni. Vincitori e vinti.

Olanda. Exit Polls. VVD 31 (-10), PvdA 9 (-29), Pvv 19 (+4).

Tutti a cantar vittoria perché con le elezioni del 15 marzo avrebbero vinto un nemico che non esisteva: Mr Wilders ha sì raddoppiato i voti, ma non sarebbe mai riuscito ad ottenere una maggioranza parlamentare.

Adesso i nodi arrivano al pettine.

Se i partiti vecchi e tradizionali odiavano Mr Wilders con l’intensità con cui satana odia gli angeli, non riescono ad amarsi quel tanto che basta per formare uno straccetto di governo. Per ironia del destino, Mr Rutte vale al momento meno del due di briscola.

«Preliminary talks with Dutch political leaders continue Monday …. Four parties needed for majority in 150-seat lower house»

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«Efforts to form a new Dutch government have been delayed because no combination of political parties has garnered sufficient support to start formal talks»

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«A first round of negotiations between Rutte’s Liberals, Christian Democrats, the centrist D66 party and the Greens failed on Monday following a disagreement on immigration policy»

I socialisti ideologici non riescono a comprendere  che non hanno più i numeri per poter imporre le loro visioni di vita.

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Riassumiamo.

Una cosa è avere un governo formalmente in carica, ed una totalmente differente è averlo efficiente. Senza maggioranza stabile e coesa il governante conta poco più di nulla.

La cosa sarebbe anche tollerabile, se rimanesse circoscritta all’interno di uno stato. Diventa invece preoccupante, e molto, quando si considera la conduzione dell’Unione Europea.


Bloomberg. 2017-05-20. Dutch Coalition Talks Delayed as Negotiations Reach an Impasse

– Preliminary talks with Dutch political leaders continue Monday

– Four parties needed for majority in 150-seat lower house

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Efforts to form a new Dutch government have been delayed because no combination of political parties has garnered sufficient support to start formal talks, lead negotiator Edith Schippers said.

“We need to give the parties the opportunity to let them think about if they can, and will want to move,” Schippers, who is also the health minister and a member of the Liberal party, told reporters in The Hague. Schippers called for “a moment of reflection” and said the parties should move away from their first coalition picks and think about second or third options to form a stable government.

The March 15 parliamentary election left the Dutch political landscape heavily divided with 13 parties taking up seats in the 150-seat lower house, meaning at least four parties are needed to form a coalition that would make a majority in the assembly. Dutch Prime Minister Mark Rutte’s Liberals remained the biggest, taking 33 seats, and beating populist and anti-Islam politician Geert Wilders’s Freedom Party, which came in second with 20 seats.

A first round of negotiations between Rutte’s Liberals, Christian Democrats, the centrist D66 party and the Greens failed on Monday following a disagreement on immigration policy. 

Preliminary talks will continue on Monday, Schippers said, and she hasn’t ruled out restarting formal talks as early as next week. The minister, who has said she won’t serve in the next administration, is seeking to have a new Dutch government by the summer.

Forming a Dutch coalition government, which is a highly choreographed process, has taken an average 72 days over the years since the Second World War. In 1977, it took 208 days.

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