Pubblicato in: Banche Centrali, Devoluzione socialismo, Unione Europea

Grecia. A dopo le elezioni la resa dei conti.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-23.

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Il problema greco sussiste e si direbbe che stia peggiorando di giorno in giorno.

Ma nulla può essere protratto all’infinito.

Non dovrebbe fare notizia il fatto che ad oggi la Grecia non abbia le liquidità necessarie per onorare le scadenze.

L’unica novità consiste nel fatto che al momento l’Unione Europea sta vivendo un inusuale periodo elettorale, e che a nessuno converrebbe l’esplosione della crisi greca in questo momento.

«Figures released earlier this month showed that Greece had fallen back into recession for the first time since 2012»

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«Greece has failed to secure a deal to unlock the next instalment of its multi-billion-dollar bailout after talks with eurozone finance ministers broke down»

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«Eurogroup head Jeroen Dijsselbloem said there was still a gap “between what could be done and what some of us had expected should be done”»

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«Nonetheless, he said they were “very close” to an agreement. Informal talks are expected to continue ahead of the group’s 15 June meeting»

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«The Brussels-based meeting was aimed at deciding whether Greece had done enough to receive a €7.5bn (£6.4bn; $8.3bn) loan plus debt relief.»

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«The cash is vital for Greece to avoid defaulting on a debt repayment due in July»

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«Atene, invece, non ha per ora ottenuto la tranche di aiuti per pagare i 7 miliardi di euro di crediti che scadono a luglio, in maggior parte bond in mano alla Bce e non vede ancora la luce in fondo al tunnel per la ristrutturazione del debito.»

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«La Germania non ci sente e vuole al affrontare il problema l’anno prossimo dopo il voto politico di settembre, comunque al massimo allungando i termini dei pagamenti o riducendo i tassi di interesse ma senza ristrutturazione del debito»

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«Accordo saltato dunque sul debito greco all’eurogruppo tenutosi ieri a Bruxelles, una vicenda che dura da sette anni e che come la tela di Penelope non sembra mai trovare una fine»

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In parole povere, si deve constatare ancora una volta come la Grecia sia fallita, e che per pagare interessi e refusioni sia obbligata a contrarre ulteriori debiti, che nessuno vorrebbe concederle. Nel contempo, quasi tutta la popolazione giovane è emigrata all’estero.

Con settembre dovrebbe aver votato anche la Germania, ed allora verosimilmente tutto dovrebbe essere rimesso in discussione.

Ma “La Germania non ci sente e vuole al affrontare il problema l’anno prossimo dopo il voto politico di settembre, comunque al massimo allungando i termini dei pagamenti o riducendo i tassi di interesse

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Si faccia attenzione. A fine anno si entrerà in una quiete elettorale, l’Ecb inizierà a ridurre gli acquisti di titoli di debito pubblico, e verosimilmente i tassi di interesse ritorneranno ad essere positivi. Non è solo la Grecia ad essere in sofferenza.


Bbc. 2017-05-16. Greek economy sinks back into recession

Greece has fallen back into recession for the first time since 2012, official figures from Eurostat show.

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The country’s gross domestic product (GDP) fell by 0.1% in the first three months of the year after shrinking by 1.2% in the final quarter of 2016.

The figures come as Greek unions begin two days of industrial action against cuts to pensions and tax rises insisted on by creditors.

Greece is still struggling to secure a new bailout from international lenders.

Its government hopes the loan payment will be approved by a meeting of eurozone finance ministers on 22 May.

Howard Archer, chief economist at IHS Markit, said Greece’s return to recession was largely due to uncertainty over the bailout.

“Encouragingly, agreement between Greece and its lenders on reforms was agreed in early May,” he said.

“With EU creditors now expected to finally sign off on Greece’s latest injection of rescue cash, the European Commission expects growth to bounce back to 2.6% this year.”

Greek ferries and news services were being disrupted on Tuesday as part of two days of industrial action to protest against a new round of austerity measures.

A 24-hour general strike planned on Wednesday is expected to disrupt transport and public services.

Eurostat said the European Union as a whole continued to grow in the first quarter, expanding by 2% compared with the same period last year.

In the eurozone, annual growth came in at 1.7%, with a 0.5% rise for the quarter compared with the last three months of 2016.

The fastest-growing economies were Latvia, Lithuania and Portugal, which expanded by 1% in the quarter.

Germany, the EU’s biggest economy, posted a 0.6% expansion.


Bbc. 2017-05-23. Greece fails to secure fresh bailout funds

Greece has failed to secure a deal to unlock the next instalment of its multi-billion-dollar bailout after talks with eurozone finance ministers broke down.

Eurogroup head Jeroen Dijsselbloem said there was still a gap “between what could be done and what some of us had expected should be done”.

Nonetheless, he said they were “very close” to an agreement.

Informal talks are expected to continue ahead of the group’s 15 June meeting.

The Brussels-based meeting was aimed at deciding whether Greece had done enough to receive a €7.5bn (£6.4bn; $8.3bn) loan plus debt relief.

The cash is vital for Greece to avoid defaulting on a debt repayment due in July.

To secure the funds, the country has had to enact a series of economic reforms.

The International Monetary Fund and Germany are reported to have disagreed over how to help ease the country’s debts once its rescue programme ends next year.

The IMF’s participation in Greece’s latest bailout hinges on resolving this issue.

“The feeling was…. more work was needed to be able to have that kind of clarity that the financial markets understood and the Greek people understood (of) what to expect at the end of the programme period in terms of debt relief,” Greek Finance Minister Euclid Tsakalotos said.

However, he also said he was optimistic that a definitive deal could be brokered by the time of the next formal meeting in June.

Figures released earlier this month showed that Greece had fallen back into recession for the first time since 2012.

The country’s gross domestic product (GDP) fell by 0.1% in the first three months of the year after shrinking by 1.2% in the final quarter of 2016, the Eurostat figures showed.


Sole 24 Ore. 2017-05-23. Eurogruppo rinvia tranche e non scioglie rebus debito greco

L’Eurogruppo sulla Grecia, durato sette ore, è terminato con un rinvio sulle misure di alleggerimento del debito e del pagamento della tranche di aiuti al meeting del 15 giugno previsto a Lussemburgo: è quanto ha detto alla conferenza stampa a mezzanotte tra lunedì e martedì Jeroem Dijssembloem, presidente dell’eurogruppo insieme al commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici a Bruxelles. Intorno alle 19.00 l’Eurogruppo si era interrotto per consentire varie riunioni bilaterali, tra cui quella a quattro tra il presidente Dijsselbloem, il rappresentante del Fmi Thomsen, e i ministri francese e tedesco Le Maire e Schauble.

Jeroem Dijsselbloem ha fatto presente i grandi progressi e le implementazioni fatte dal governo greco, soprattutto per il varo delle “ prior action”, le azioni prioritarie. «Molto lavoro è stato fatto», ha ammesso il presidente dell’eurogruppo solitamente molto severo verso la Grecia. Per la seconda revisione quindi si è acceso il disco verde mentre la discussione sul debito è rimasto aperta sul tema della sostenibilità del debito che deve essere rivisto molto attentamente come chiede l’Fmi. «Non abbiamo raggiunto l’accordo e a giugno continueremo le discussioni», ha ammesso Dijsselbloem. Moscovici ha ricordato che «siamo nelle buona direzione e che le parti si sono molto avvicinate». Una doccia fredda per il governo Tsipras.

“Non abbiamo raggiunto l’accordo e a giugno continueremo le discussioni” Jeroem Dijssembloem, presidente dell’eurogruppo.

Accordo saltato dunque sul debito greco all’eurogruppo tenutosi ieri a Bruxelles, una vicenda che dura da sette anni e che come la tela di Penelope non sembra mai trovare una fine. Nemmeno l’effetto Macron ha potuto rompere i veti incrociati sul tema del debito.

Sul tappeto dei ministri dell’eurozona c’era un accordo che comprendeva sia la fine della seconda revisione del terzo programma ellenico da 86 miliardi di euro, che quindi apra la strada alla nuova tranche di aiuti ad Atene, sia la ristrutturazione del debito. Il mancato accordo non consente al Fmi di entrare nel salvataggio. Un funzionario Ue ha detto: «Il Fmi resta a bordo senza però essere realmente a bordo».

Il Fmi, uno dei creditori, è da più di un anno riluttante a intervenire di nuovo in partita fino a quando il debito greco non sia ritenuto “sostenibile” e vorrebbe un avanzo primario, cioè senza contare il peso degli interessi sul debito, meno impegnativo di quello attuale attestato al 3,5% annuo. Inoltre produce previsioni di crescita meno ottimiste degli europei e invita a tagliare il peso del debito (haircut) che viaggia al 180% del Pil.

La Germania non ci sente e vuole al affrontare il problema l’anno prossimo dopo il voto politico di settembre, comunque al massimo allungando i termini dei pagamenti o riducendo i tassi di interesse ma senza ristrutturazione del debito. Berlino, però, vorrebbe subito a bordo il Fmi, ma alle sue condizioni che per l’istituzione con sede a Washington sono inaccettabili. Atene, invece, non ha per ora ottenuto la tranche di aiuti per pagare i 7 miliardi di euro di crediti che scadono a luglio, in maggior parte bond in mano alla Bcee non vede ancora la luce in fondo al tunnel per la ristrutturazione del debito.

La vicenda era iniziata bene nella mattinata di lunedì quando prima il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici aveva riconosciuto gli sforzi del governo greco chiedendo un pari sforzo da parte dei creditori e il presidente francese Emmanuel Macron fresco di nomina all’Eliseo aveva riaffermato, nel corso di un colloquio telefonico con il premier greco Alexis Tsipras, di volere raggiungere presto un accordo per alleggerire nel tempo il peso del debito greco. Fonti dell’Eliseo avevano aggiunto che Macron aveva spiegato che l’input era nella tabella di marcia del ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, che lunedì ha preso parte per la prima volta all’Eurogruppo focalizzato proprio sulla questione greca che si trascina dal 2009.

Le Marie, che era di ritorno da Berlino, avrebbe puntato a una segnale di ottimismo sul tema per svelenire i contrasti forte del fatto che aveva concluso con il suo omologo tedesco un rilancio del motore franco-tedesco. «Abbiamo concordato di istituire un gruppo di lavoro per il rafforzamento dell’Eurozona» a partire da luglio, aveva annunciato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, al termine dell’incontro a Berlino. Poi le distenze sulla questione della sostenibilità del debito con il Fmi non si sono appianate.

Il ministro Schaeuble, infatti aveva detto che si deve aspettare la chiusura del terzo pacchetto nell’estate 2018, «e poi vedremo quali altre misure siano necessarie». E così si è deciso il rinvio ancora una

  

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