Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Macron sceglie un Primo Ministro giovane e di ‘destra’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-02-16.

Gatto e Volpe 001

«Édouard Philippe (Rouen, 28 novembre 1970) è un politico francese, Primo ministro della Francia dal 15 maggio 2017.

Figlio di insegnanti, cresce in una famiglia di sinistra. Dopo il baccalaureato a Bonn, nel 1992 si laurea all’Istituto di Studi Politici di Parigi. Tra il 1995 e il 1997 frequenta l’École nationale d’administration di Strasburgo per poi iniziare la propria carriera professionale lavorando al Consiglio di Stato.

Durante gli anni all’Istituto di Studi Politici è politicamente vicino al Partito Socialista e sostenitore del primo ministro Michel Rocard. Il primo incarico politico rivestito è la carica di vice-sindaco del comune di Le Havre, nel 2001.

Nel 2002 si candida alle elezioni legislative nel distretto 8 della Senna Marittima, ma non viene eletto.

A partire dal 2002 si allontana dalle posizioni socialiste per avvicinarsi a quelle della destra. In questi anni collabora con Alain Juppé per la fondazione dell’UMP, movimento di cui resta direttore generale dei servizi fino al 2004. Dal 2004 al 2008 è consigliere regionale della Alta Normandia.

Nel 2007, dopo la vittoria alle elezioni presidenziali di Sarkozy, Alain Juppé viene nominato ministro dell’ecologia nel primo governo Fillon e Philippe collabora al ministero per un breve periodo.

Nel 2008 viene eletto al consiglio generale della Senna Marittima per il comune di Le Havre, viene nominato assessore e, nel 2009, di nuovo vice-sindaco di Le Havre. Il 24 ottobre 2010, dopo le dimissioni del predecessore Rufenacht, viene eletto sindaco di Le Havre e il successivo 18 dicembre diventa anche presidente dell’agglomerato urbano di Le Havre.

Dal 2012 è deputato per la regione della Senna Marittima, subentrato a Jean-Yves Besselat dopo la sua morte il 23 marzo e confermato nella carica dalle successive elezioni legislative.

Il 24 marzo 2014 è rieletto sindaco di Le Havre al primo turno, con il 52,04% dei voti.» [Fonte]

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A giudicare da quanto si legge sulla stampa molte persone sembrerebbero essere sconcertate di quanto sta accadendo e trovano difficile comprendere gli avvenimenti.

Nella sua generalità, il problema sarebbe invece molto semplice.

Sia Mr Trump negli Stati Uniti sia Mr Macron in Francia sono degli outsider: non sono riconducibili ai partiti tradizionali. In Francia, poi, i partiti tradizionali sono stati nettamente ridimensionati da parte di un elettorato diventato oramai intollerante alle manfrine passate. Che continuino a sopravvivere socialisti e repubblicani è cosa ovvia, ma questi nomi non corrispondono più al vecchio modo di pensare la cosa pubblica e la politica.

Similmente, i vecchi termini di “destra” e “sinistra” sembrerebbero non essere più a lungo applicabili: sono diventate categorie mentali obsolete, che non trovano più riscontro nella realtà.

Caso da manuale è la recente sconfitta subita da Herr Schulz in Nordrhein-Westfalen, ove si era presentato credendo di poter trionfare nel riproporre le classiche soluzioni del socialismo ideologico, ossia proprio i motivi per cui l’Spd ha perso bel sette punti percentuali ed ha perso il governo del Land.

Nordrhein-Westfalen. Epicrisi a livello federale. Spd kaputt.

Come Mr Trump, Mr Macron è un pratico: utilizza ed utilizzerà tutto ciò che possa consolidare il proprio potere, senza essere coercito da alcuna idea preconcetta. In questo, molti dei suoi comportamenti ricordano quelli di Lenin.

Etichettare Mr Macron di “sinistra“, oppure il suo nuovo governo di “destra“, sarebbe un grandioso errore, specie poi se si attribuissero a questi termini i significati passati.

Per meglio spiegarsi, potrebbe essere utile leggere il resoconto dell’incontro tra Mr Macron e Frau Merkel.

Macron e Merkel: “Cambiamo i trattati Ue”

In Mr Macron si può ben vedere il vero successo ottenuto da Mrs Le Pen: annientato il partito socialista francese e ridimensionato severamente quello dei Les Républicains, ha aperto un nuova era in Francia.

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Comunque le elezioni politiche sono tra circa un mese. In quella occasione saranno disponibili i voti dell’Elettorato.

Nota.

Tanto poi si mettono di accordo in loggia.


Sole 24 Ore. 2017-05-15. Macron sceglie un premier di centro-destra: sarà Edouard Philippe, sindaco di Le Havre

PARIGI – Il premier di Emmanuel Macron è Edouard Philippe, deputato della destra e sindaco di Le Havre. L’annuncio è stato dato nel primo pomeriggio, sulle scale dell’Eliseo, dal segretario generale della presidenza, Alexis Kohler.
Le previsioni della vigilia sono quindi state pienamente rispettate. Sul nome e soprattutto sull’etichetta politica del nuovo capo del Governo. Che conferma la strategia “trasversale” del nuovo presidente.

Giovane e «Enarca»

Philippe, 46 anni, ha un profilo che assomiglia molto a quello di Macron. Ha un’età che contribuisce a sottolineare la svolta anche generazionale in corso sulla scena politica francese. Avvocato specializzato in diritto pubblico, ha studiato a SciencesPo prima di frequentare l’Ena, la prestigiosa scuola dell’amministrazione pubblica dalla quale escono tutti i potenti del Paese. Ha inframezzato la propria carriera politica con delle esperienze professionali nel settore privato: prima in uno studio legale americano, poi ad Areva, l’ex gioiello del nucleare francese. Infine non è “né di destra né di sinistra”. Proprio come il movimento creato da Macron.

Né di destra né di sinistra

Nel senso che all’inizio era di sinistra, ma la cosiddetta “seconda sinistra” di Michel Rocard, l’anima socialdemocratica e liberal-liberista del partito socialista. Ben presto, nel 2001, è però passato all’allora Ump (oggi “Les Républicains”, LR), dov’è sempre stato molto vicino all’ex premier Alain Juppé. Il centrista, il moderato del partito. Di Juppé è persino stato il portavoce alle primarie della destra dello scorso novembre. Dopo la sconfitta del suo “maestro” ha comunque partecipato alla campagna di François Fillon, salvo abbandonarla quando è scoppiato il Penelopegate. Accarezzando l’idea di creare, con altri colleghi, una sorta di “movimento dei sindaci”.

Sindaco popolare

Nato a Rouen, si è però candidato sindaco a Le Havre. Dov’è molto popolare e apprezzato, come dimostra il fatto che nel 2014 sia stato rieletto al primo turno, con il 52% dei voti. Figlio di due insegnanti di francese, è perfettamente germanofono. Si è addirittura diplomato al liceo francese di Bonn, a quel tempo diretto dal padre.

Missione: strappare voti ai Républicains

Al di là delle affinità tra i due uomini, che si conoscono e si apprezzano da tempo, Philippe ha inoltre il profilo giusto in vista delle legislative di metà giugno. Che Macron deve assolutamente vincere per avere una maggioranza parlamentare (e quindi un Governo) indispensabile per poter realizzare il suo programma di riforme. Per centrare anche questo obiettivo cruciale, il presidente – dopo aver dissanguato il partito socialista – deve andare a cercare consensi a destra, provando a strappare a LR, che per ora resiste, almeno alcune figure rappresentative, in grado di portare voti. Gli serviva quindi un premier – al quale spetterà appunto il compito di guidare anche la campagna delle legislative – proveniente da quel mondo.

I pesi massimi della destra hanno immediatamente commentato sottolineando lo scarso peso politico del nuovo premier, ma Philippe potrebbe invece essere la persona giusta per condurre con successo questa incursione oltre le linee nemiche.


Aljazeera. 2017-05-15. Emmanuel Macron names Edouard Philippe prime minister

Chosen by Emmanuel Macron, 46-year-old Edouard Philippe joins diverse group serving in new administration.

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Edouard Philippe, a 46-year-old centre-right French politician and lawyer, has been named prime minister by Emmanuel Macron, France’s new president.

Macron announced Philippe’s appointment on Monday, his first day in office after his inauguration on Sunday.

Philippe has been a member of the Union for a Popular Movement and later the Republicans. He has also served as a member of the National Assembly.

Philippe is mayor of the northern port of Le Havre and an MP for the region since 2012 who studied at the same universities as Macron and shares many of his views on the economy and social issues.

Upon taking over his official duties from former PM Bernard Cazeneuve, Philippe said that he is principially ‘right-wing, and yet the general interest must dictate the engagement of the state, of elected officials and of the citizen”. 

Political reactions

Francois Bayrou, leader of the Democratic Movement Party, took to Twitter in appreciation of Philippe’s naming to the office of prime minister. “I am very happy with [Philippe’s] nomination because of his human qualities and because of the composure thus promised to France”, Bayrou tweeted.

Leader of the French far-right, Marine Le Pen, who lost the presidency to Macron, said in a statement that ‘Philippe’s nomination is the perfect summary of the last 10 years in France, this ‘sacred’ alliance between the old right and left”.

The Greens, who supported a far-left candidate for the presidency, decried “Macron’s liberal intentions” in a press release and reaffirmed their plea to the president for the creation of an Environment Ministry in the French government.

Bruno Retailleau, leader of the French Republican senators, found harsh words for Philippe’s nomination, saying that Macron’s tactic involves ‘weakening the right in the parliamentary elections” and “destabilising the electorate”.

Far-left former candidate Jean-Luc Melenchon also criticised the new PM and Macron’s choice, saying in a statement that “the new president has just acquired the entire traditional political class and returned to the old order”.

By picking him, Macron, a centrist, has sent a signal to attract other young modernisers from the Republicans to his new centrist party, La Republique En Marche (Republic on the Move or REM), which will contest parliamentary elections in June.

Al Jazeera’s David Chater, reporting from Paris, said Philippe is the ideal person for Macron and they share common ideals.

“He is the man who Macron believes can increase the number of defections from the right wing inside the National Assembly,” he said.

“This prime minister can perhaps bring enough people with him, enough defectors to the Republican On The Move party, to insure the next major battle. We are really in the campaign for that battle already – the parliamentary elections. If Macron wins a sufficiently big majority, perhaps even an absolute majority, he can get through all the reforms that are important to him.”

Macron, a former minister and investment banker, was elected as the country’s youngest-ever leader since Napoleon on May 7.

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