Pubblicato in: Banche Centrali, Sistemi Economici

Debito pubblico a 2,260 mld. Che se lo paghino quegli stramaledetti figli.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-15.

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Già. Quegli stramaledettissimi figli.

Eppure erano state prese tutte le precauzioni possibili: preservativo, pillola anticoncezionale, spirale.

Ma i delinquenti sono riusciti a scapolarsela: sono nati lo stesso. Segno di perfidia.

Ovviamente, avremmo ben voluto assassinarli con l’aborto, ma decorsero i termini.

Così ci si è dovuti cuccare quei seccatori, che volevano anche mangiare tre volte al giorno, togliendo così la possibilità di ubriacarsi in santa pace e drogarsi a piacere. La coca è un diritto fondamentale dell’essere umano.

Ma adesso si lascerà loro in eredità 2,260.3 miliardi di debito, 20.1 miliardi in più rispetto a febbraio.

Tutto per alimentare quella macchina statale che tutto vede e provvede. Non abbiamo altro Dio che lo stato! Ed il governo è il suo sommo sacerdote.

Tanto gli economisti di assalto assicurano che il debito sovrano è solo una mera questione contabile, i più arditi la chiamano “una partita di giro“: non significa nulla, ma acquieta la prole. Il giorno che si accorgerà di quanto la si è truffata, magari andranno a sgozzare fattrice ed insemenzatore.

E poi, stai a vedere che quando si sarà vecchi non verranno nemmeno a portare lo spinello ed ad imboccare con il brodino.

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Sole 24 Ore. 2017-05-15. Bankitalia: a marzo nuovo record del debito pubblico a 2.260 mld, in crescita anche le entrate.

Nuovo record per il debito pubblico italiano. A marzo il debito accertato della pubblica amministrazione è stato pari a 2.260,3 miliardi di euro, in aumento di 20,1 miliardi rispetto a febbraio. A fare il punto del disavanzo nazionale è il report “Finanza pubblica, fabbisogno e debito” diffuso oggi dalla Banca d’Italia. Si tratta del livello più alto da luglio 2016, quando si era attestato a 2.252,2 miliardi di euro. Da record nel mese considerato anche le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato, pari a 28,6 miliardi di euro (27,8 nello stesso mese del 2016). Nel primo trimestre del 2017 le entrate sono state pari a 92 miliardi, in crescita del 2,7 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Pesa la crescita del fabbisogno mensile

Sul fronte del debito pubblico, l’incremento è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (23,4 miliardi di euro), parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 2,2 miliardi, a 54,6 miliardi di euro) e dall’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (1,1 miliardi di euro). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 20,3 miliardi di euro, quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,2 miliardi di euro. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

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