Pubblicato in: Banche Centrali, Criminalità Organizzata, Unione Europea

Euribor. Migliaia di funzionari calcolano un tasso incalcolabile, stabilito in Loggia.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-13.

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Andiamo al sodo: l’Euribor è una variabile non calcolabile ed il suo valore è stabilito in Loggia.

Per parlare come si mangia, i valori forniti per l’Euribor assomigliano moltissimo ai numeri del lotto.

Peccato che ad esso siano collegati, per esempio, tutti i mutui a tasso variabile, oppure i rendimenti di molti titoli di stato.

«As a critical benchmark, Euribor is of systemic importance for financial stability. The notional volume of outstanding financial contracts indexed to Euribor is estimated to be greater than €180 trillion. Euribor is used notably as an index for Over-The-Counter (OTC) contracts and exchange trade derivatives, corporate loans, retail mortgages, floating rate bonds and securitized products. In particular, approximately 28% of the retail mortgages in the Euro Area ($1.4 trillion) are indexed to Euribor.» [Emmi]

Riassumendo, l’Euribor condiziona vita e rendimenti di circa 2,000 miliardi di investito. Emmi lo definisce “critical benchmark“: una cosa seria, quindi.

Una gran bella cifretta duemila miliardi. Più tutto il resto.

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La netta sensazione è che il Contribuente sia stato preso per i fondi per decine di anni.

Cerchiamo adesso di chiarire il problema.

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Cosa è l’Euribor.

«L’Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee.

L’Euribor viene utilizzato come tasso medio applicato da primari istituti di credito per operazioni a termine effettuate sul mercato interbancario (con controparte altri primari istituti di credito) con scadenza una, due e tre settimane, e da uno a dodici mesi. L’Euribor varia solamente in funzione della durata del prestito e non dipende dall’ammontare del capitale.

La nascita dell’Euribor è avvenuta, contestualmente a quella dell’Euro, il 1º gennaio 1999; più precisamente il primo tasso Euribor è stato definito il 30 dicembre 1998, con validità dal 4 gennaio 1999. Attualmente viene determinato (“fissato”) giornalmente dalla European Banking Federation (EBF) come media dei tassi di deposito interbancario tra un insieme di banche. ….

La comunicazione dei dati è su base volontaria per le varie banche, l’Euribor è calcolabile se partecipano almeno 12 istituti di credito. ….

Come per tutti gli interessi in relazione alla loro durata, l’Euribor è crescente con la durata del prestito: un Euribor a 1 anno (indicato come EUR 12M) è maggiore di un Euribor a 6 mesi (EUR 6M), e questo è maggiore di un Euribor a 3 mesi (EUR 3M)» [Fonte]

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Cosa è la European Banking Federation (EBF).

«La Federazione bancaria europea (abbreviata in EBF dal nome inglese European Banking Federation e in FBE dal nome francese Fédération bancaire de l’Union européenne) è un’organizzazione, nata nel 1960, alla quale appartengono 5.000 banche europee che operano in 31 Paesi, con asset in attivo per un valore di 30.000 miliardi di euro, e occupano circa 2,4 milioni di persone.

La Federazione bancaria europea si pone come portavoce del mondo bancario e interlocutore con le istituzioni comunitarie di Bruxelles, per le legislazioni di settore.

La EBF pubblica giornalmente i tassi Eurirs e Euribor.»

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Cosa è lo Iosco?

«The International Organization of Securities Commissions (IOSCO) is an association of organisations that regulate the world’s securities and futures markets.

Members are typically the Securities Commission or the main financial regulator from each country. IOSCO has members from over 100 different countries, who regulate more than 95 percent of the world’s securities markets. The organisation’s role is to assist its members to promote high standards of regulation and act as a forum for national regulators to cooperate with each other and other international organisations.

IOSCO is structured into a number of committees that meet several times per year at different locations around the world and it has a permanent secretariat based in Madrid.» [Fonte]

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Cosa è l’European Money Market Institute (Emmi)?

«European Money Markets Institute (EMMI) is an international non-profit making association under Belgian law founded in 1999 with the launch of the Euro and based in Brussels (56, Ave des Arts, 1000 Brussels – Belgium). Its members are national banking associations in the Member States of the European Union which are involved in the Eurozone.

2 Benchmarks.

– Euribor® (Euro Interbank Offered Rate) is the rate at which euro interbank term deposits are being offered by one prime bank to another within the EMU zone.

– Eonia® (Euro OverNight Index Average) is an effective overnight rate computed as a weighted average of all overnight unsecured lending transactions in the interbank market, initiated within the euro area by the contributing

They benefit from

    A panel of quoting banks.

    A solid Code of Conduct setting out strict rules for the panel banks.

    An independent Steering Committee of market experts which oversees the application of the Code of Conduct and monitors market developments.

    A dedicated Secretariat.» [Emmi]

L’Emmi ha uno statuto.

«Art. 6. The candidature of any person or entity desiring to become a full or associate Member shall be addressed to the secretary general of the Association in Brussels, who shall submit it to the Board of Directors at its next meeting, or directly to the Board of Directors.

The candidature shall be accepted or rejected by a resolution passed by a majority of two-thirds of the votes, subject to ratification by the General Assembly deliberating in accordance with Article 12 of these Articles of Association.»

Tradotto in parole poverissime, i membri dell’Emmi sono cooptati, si presume con buon senso, “Its Members are national banking associations in the Member States of the European Union”.

L’Emmi non è supervisionato da alcun organo politico, né dalla Ecb, banca centrale europea.

Vive di vita autonoma, come un ectoplasma.

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Lo “scandalo Euribor”.

«Lo scandalo in questione risale al 2012 e riguarda la manipolazione dell’Euribor (il tasso d’interesse di scambio interbancario all’interno dell’area euro), l’equivalente del Libor (il tasso interbancario fissato a Londra): un tasso che serve come riferimento per l’intero mercato finanziario. Quattro anni fa emerse il tentativo di manipolazione da parte di alcuni banchieri di grandi istituti finanziari: una truffa già costata miliardi di euro di multe alle grandi banche.»

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Adesso che ci si è chiarito il significato dei termini, cerchiamo di entrare nel cuore della questione.

  • 1. Emmi.

Come abbiamo detto, l’Emmi è un’associazione senza scopo di lucro i cui membri sono cooptati e non soggiace a controllo politico ovvero della banca centrale.

Ciò nonostante condiziona un mercato di oltre 2,000 miliardi di investitio, che a loro volta ne controllano dieci volte tanto.

Questo è il Board of Directors.

«Chair : Mr Jean-François PONS, Former Executive Director, Delegate for European and International Affairs at the French Banking Federation (FBF).

Administrators
Ms Manuela ATHAYDE MARQUES, Secretary-General of the Portuguese Banking Association (APB).

Mr Pierfrancesco GAGGI, Head of International Relations Department, Italian Banking Association (ABI)

Mr Jørgen HORWITZ, Independent Member of the EMMI Board of Directors

Mr Peter DE PROFT, Director General of The European Fund and Asset Management Association (EFAMA)

Mr Eelco DUBBELING, Managing Director of the Dutch Banking Association (NVB)

Mr Olivier BRISSAUD, Independent Member of the EMMI Board of Directors

Ms Rocío SÁNCHEZ BARRIOS, Managing Director for Public Policy, Spanish Banking Association (AEB)» [Emmi]

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  • 2. Euribor.

Come al solito, il cuore del problema è metodologico: come si calcola, ovvero come si potrebbe calcolare, l’Euribor.

Il mondo politico che governa la finanza ha fatto sue le raccomandazioni dello Iosco, la costosissima organizzazione internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari.

«Ed è proprio per evitare il ripetersi di simili comportamenti fraudolenti che negli ultimi anni si è pensato di correre ai ripari cercando di cambiare la metodologia di determinazione dell’Euribor: via il processo che si basava sulle rilevazioni di un panel di banche (erano 44 fino a qualche anno fa, adesso sono scese a 20) attraverso una telefonata mattutina, spazio invece alla determinazione del tasso sulla base delle transazioni effettive avvenute sul mercato.»

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Ma le contrattazioni tra sole venti banche sono del tutto insufficienti per stabilire l’Euribor: le transazioni sarebbero così poco numerose da rendere tasso altamente variabile.

«È infatti notizia proprio di questi giorni che l’European Money Market Institute (Emmi, l’organizzazione che cura fra l’altro la determinazione del parametro) abbia bocciato la nuova metodologia basata sui dati di mercato perché la fase di sperimentazione non ha fornito i risultati sperati. E il motivo è semplice: gli scambi sul mercato sono pochissimi, quindi i valori del nuovo Euribor risulterebbero poco affidabili e soprattutto molto volatili. La cura, insomma, sarebbe peggiore della malattia.»

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Conclusione.

– Ci si domanda come si possa aver condannato alla galera delle persone per aver “manipolato” un tasso di interesse incalcolabile.

– I Cittadini Contribuenti, quelli che hanno messo lì 2,000 miliardi di euro, continuano a pagare in base ad un valore di Euribor indeterminabile, e quindi stimato spannometricamente, secondo convenienza.

– È vero che la buona fede non la si nega a nessuno, ma fino a prova contraria.

– Questa povera Unione Europea è piena, strabocca di uffici ridondanti, zeppi di funzionari con stipendi stroboscopici, che si affannano a calcolare un qualcosa di incalcolabile. Ma se non è calcolabile, nei fatti non esiste.

– Alla fine poi chi fa tutto è una “modesta” organizzazione senza scopo di lucro” (sic), sconosciuta alla massa, completamente svincolata da controlli politici o tecnici.


Sole 24 Ore. 2017-05-12. L’Euribor diventerà «ibrido». Che cosa cambia per i mutui variabili?

Negli italiani la parola Euribor richiama subito alla mente il mutuo variabile: ricordi al limite dell’incubo quando, quasi dieci anni fa, il parametro di base per il calcolo della rata si era impennato per via della crisi finanziaria mettendo in difficoltà migliaia di famiglie; e pensieri decisamente meno allarmanti oggi, visto che quel tasso è addirittura negativo ormai da tempo. I più attenti accostano probabilmente l’Euribor (e il suo «gemello» britannico Libor) anche alle accuse di manipolazioni effettuate dalle banche chiamate a determinarne il valore, alcune delle quali sono state poi condannate o hanno patteggiato .

Ed è proprio per evitare il ripetersi di simili comportamenti fraudolenti che negli ultimi anni si è pensato di correre ai ripari cercando di cambiare la metodologia di determinazione dell’Euribor: via il processo che si basava sulle rilevazioni di un panel di banche (erano 44 fino a qualche anno fa, adesso sono scese a 20) attraverso una telefonata mattutina, spazio invece alla determinazione del tasso sulla base delle transazioni effettive avvenute sul mercato. Un modo per rendere più sicuro e trasparente l’iter di formazione di un valore che, oltre ai mutui di molti italiani, regola i tassi o le cedole di attività per migliaia di miliardi di euro e al tempo stesso per rispondere ai principi dettati in materia dalla Iosco (l’organizzazione internazionale delle Autorità di controllo dei mercati finanziari).

La riforma «zoppa»

Peccato però che questo tentativo di riforma sia finito per il momento in un vicolo cieco. È infatti notizia proprio di questi giorni che l’European Money Market Institute (Emmi, l’organizzazione che cura fra l’altro la determinazione del parametro) abbia bocciato la nuova metodologia basata sui dati di mercato perché la fase di sperimentazione non ha fornito i risultati sperati. E il motivo è semplice: gli scambi sul mercato sono pochissimi, quindi i valori del nuovo Euribor risulterebbero poco affidabili e soprattutto molto volatili. La cura, insomma, sarebbe peggiore della malattia.

Tempi lunghi per la soluzione ibrida

Ora la Emmi punta a una soluzione «ibrida» per la determinazione dell’Euribor, basata in parte sulle transazioni di mercati e, quando queste non sono disponibili, su «altri prezzi» non meglio precisati. In ogni caso i tempi si allungano e – fra lo sviluppo del nuovo processo, la sperimentazione e le successive consultazioni con gli attori del mercato – si andrà almeno al 2019: non certo tempistiche che fanno pensare a un’emergenza.

Le conseguenze per i risparmiatori

Per i mutuatari alle prese con il tasso variabile (restano ancora una buona fetta, nonostante la recente tendenza a preferire il fisso) la notizia non è necessariamente negativa. Se infatti è vero che la situazione resta quella attuale, con il rischio di manipolazioni sempre dietro l’angolo, è altrettanto evidente che si è per il momento evitata una soluzione che avrebbe portato a risultati molto volatili e quindi poco desiderabili anche per un risparmiatore.

Un conto sono gli effetti determinati sulla rata da scostamenti di pochi centesimi (quali quelli che presumibilmente erano stati originati dai comportamenti fraudolenti del passato), un conto è invece l’impatto ben più significativo sul tasso, magari anche qualche decimo o più, che si rischierebbe con un tasso calcolato in base alle transazioni di un mercato illiquido in un momento di tensione. La soluzione «ibrida», per quanto ancora tutta da elaborare e da scoprire, offre sotto questo aspetto maggiori garanzie di stabilità.

Il nodo dei CcT

Il discorso può essere esteso anche ad alcune attività che le famiglie italiane detengono quali le obbligazioni a tasso variabile, le cui cedole sono quasi tutte indicizzate all’Euribor, e in primo luogo i quasi 135 miliardi di euro di CcT emessi dal Tesoro. Sotto questo aspetto sono significative le parole pronunciate sulla vicenda in questi giorni dal direttore del Debito Pubblico, Maria Cannata: «In un mercato così sottile un sistema di rilevazioni legato alle sole transazioni porterebbe con sé il rischio di una elevata volatilità del parametro e non servirebbe a evitare possibili manipolazioni».

Detta in altre parole, la soluzione a suo tempo prospettata non era certo la migliore neppure per i titoli a tasso variabile che dal 2010 sono indicizzati all’Euribor (in precedenza le loro cedole erano calcolate sulla base del BoT a 6 mesi, ma tornare indietro è al momento impensabile), «perciò – ha aggiunto Cannata – la decisione di effettuare ulteriori approfondimenti e di cercare una soluzione ibrida è un segnale molto confortante, perché testimonia che i regulator sono oggi più attenti a prevenire possibili effetti indesiderati delle nuove misure». Pericolo scampato insomma, almeno per il momento.

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