Pubblicato in: Devoluzione socialismo, Unione Europea

Schleswig-Holstein. Exit poll. Cdu 34%, Spd 27%, Grüne 12.5%, AfD 5.5%.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-05-07.

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«Trionfo della Cdu di Angela Merkel nelle elezioni nel land dello Schleswig-Holstein»

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«Secondo gli exit poll diffusi dall’emittente Zdf, l’Unione cristiano-democratica della cancelliera tedesca sarebbe al 34%, mentre l’Spd si fermerebbe al 27%. Nelle precedenti elezioni, il partito della cancelliera ebbe il 30,8%, mentre i socialdemocratici conquistarono il 30,4%.»

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«Niente “effetto Schulz”, dunque nelle elezioni regionali nel Land più nordico della Germania»

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Questi sono risultati degli exit poll, da leggersi quindi con enorme buon senso.

Se però si confermassero aderenti alla realtà, permetterebbero di trarre alcune considerazioni.

– Queste elezioni confermerebbero i risultati ottenuti in Saarland qualche settimana fa.

– La prima c considerazione, quella di maggiore importanza, sarebbe la riconferma elettorale della devoluzione socialista in atto in Germania ed in tutto l’Occidente. La Weltanschauung liberals negli Stati Uniti e socialista ideologica in Europa si starebbe disgregando come forza politica. Se si confermasse per l’Spd il 27% prognosticato dalle exit poll, sarebbe una vera e propria débâcle.

– Il cosiddetto “effetto Schulz” non si è evidenziato, anzi, sembrerebbe quasi essere stato più di danno che di beneficio.

– AfD sembrerebbe aver conquistato un 5.5% che consentirebbe la conquista di alcuni seggi in parlamento. Ottimo risultato, tenendo conto che qualche anno fa questo partito politico semplicemente non esisteva.


Rai News. 2017-05-07. Germania: regionali Schleswig-Holstein, netta vittoria della Cdu.

Trionfo della Cdu di Angela Merkel nelle elezioni nel land dello Schleswig-Holstein. Secondo gli exit poll diffusi dall’emittente Zdf, l’Unione cristiano-democratica della cancelliera tedesca sarebbe al 34%, mentre l’Spd si fermerebbe al 27%. Nelle precedenti elezioni, il partito della cancelliera ebbe il 30,8%, mentre i socialdemocratici conquistarono il 30,4%. Niente “effetto Schulz”, dunque nelle elezioni regionali nel Land più nordico della Germania, dove la Spd ha finora governato con Torsten Albig. I Verdi sono terzo partito col 12,5%; buon risultato anche per i liberali dell’Fdp con l’10,5%, mentre i populisti dell’Afd ottengono un mediocre 5,5%. Pessimo risultato per la sinistra populista della Linke, ferma al 3,5%. Rimane nel Landtag (il parlamento regionale) il partito della minoranza danese (Ssw), pur avendo solo il 3%: in quanto, appunto, espressione di una minoranza per loro non vale la clausola dello sbarramento. Il governo uscente era una coalizione a tre tra Spd, Verdi e minoranza danese, ma ora non ha più i numeri. Per la Cdu, guidata da Daniel Guenther, si tratta di un successo superiore alle previsioni: ancora poche settimane fa, erano i socialdemocratici a guidare i sondaggi, ma la rimonta è apparsa inesorabile. Il quadro di una possibile coalizione è complicato. Con questi risultati, le alternative sono un esecutivo Cdu, Verdi e Fdp oppure Spd, Verdi e Fdp. O ancora, ovviamente, la Grosse Koalition: Cdu e Spd. Nonostante le sue specificità regionali, il voto nello Schleswig-Holstein – dov’erano circa 2,3 milioni i cittadini chiamati alle urne – era considerato un test cruciale dal punto di vista nazionale. Dopo la grande ascesa nei sondaggi messi a segno dalla Spd dopo la nomina dell’ex presidente del Parlamento europeo a candidato cancelliere, i socialdemocratici contavano su buoni risultati nelle elezioni dei vari Laender in modo da spingere i consensi fino al voto nazionale (24 settembre). Ora, dopo la doppia sconfitta – prima nella Saar e ora nello Schleswig-Holstein – questa strategia pare bocciata dagli elettori. Domenica prossima si voterà anche nel Nord-Reno Vestfalia, che con 17 milioni di abitanti è il Land più popoloso della Germania.

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